Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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giovedì, luglio 29, 2004
 

Zanzara Regolamentare

Dal Diario di bordo pagina XC3478 della cittadina ai confini dell’impero.

Ore 0007:50 locali

Coordinate stellari Non Pervenute

Bevendo lo zwuf bollente al bancone, guardo copia digitale delle notizie locali. Scorro velocemente sulle pagine. Il solito extra-terrestre schiacciato da una pressa intergalattica è in prima pagina. Povero. Nessuno gli aveva spiegato che bisogna diffidare dei datori di lavoro zelanti e che non bisogna zelare nelle attività di manutenzione. Adesso è sfritellato sul tavolo di qualche medico legale.

Lo swuf mi brucia in gola. E’ il miglior risveglio dei sensi. Cambio pagina cliccando due volte le ciglia verso il monitor.

Appare una foto di zanzara elefante, il peggior pericolo dei tre mondi. Ti punge e tu ti gonfi nello scafandro senza riuscire a liberartene, né a toglierti dall’involucro di latex dello scafandro. Insomma rischi di fare la fine di un chewing gum gonfiato a dismisura. Ieri sera si è riunita la Giunta del Capomastro in seduta di emergenza. E sono state pubblicate le guide ad evitare morìe di cittadini e ad aumentare velocemente le morìe di zanzare. Leggo attonita, cercando di non sbattere velocemente le ciglia (altrimenti la pagina si cambia in automatico):

  • Sono banditi gli sport nell’atmosfera terrestre. Se si vuole svolgere attività motoria a proprio rischio e pericolo si richiede di tornare immediatamente nel proprio domicilio e lavarsi con sapone Marsiglia
  • Ai cittadini, soprattutto a quelli appartenenti a genere femmineo, viene richiesto di non usare profumi dolci
  • Non si devono creare simpatici laghetti, pozzanghere, piscinette per pargoli, pena il creare nidi di uova elefanti di zanzare pachidermiche

Non ho coraggio di proseguire. Io berrò zwuf bollente all’alba della prima delle tre lune, ma questi amministratori intergalattici sniffano vecchia buona e antica coccoina…

[vi sono varie cose un po’ finte in questo post, ma il contenuto dell’editto locale è ahimé reale… come l’operaio ridotto ad un foglio di materiale non ferroso]

 

postato da sisternet | categoRia | 12:05 | commenti (2)


martedì, luglio 27, 2004
 

Coffee and cigarettes - ovvero la cultura della pausa

La stanza in università con la presenza della colleghina bonazza si trasforma magicamente per due momenti nella giornata in una tea house. Biscottini e Tea portati direttamente da oltre frontiera. Unico neo il bollitore della multinazionale alimentare fetente (ma vabbé lo usiamo per un super té e non per altre bevande). Oggi assaggiato il Russian Caravan Tea, buonissimo...

Se proprio posso il mio tè preferito è lo Yogi Tea: cannella, chiodi di garofano e ginger. Va gustato lentamente e le mie scorte sono in una preziosa cassaforte, molto poco inglese... e poco condivisibile con chi crede nello stemma reale della Twinings.  In Olanda, in università, invece le pause erano scandite da bicchieroni di caffè e biscottoni con burro e caramello da appoggiare sulla tazza bollente per scaldarli un poco. Semplicemente nordico, direi.

Insomma quando la mia vita prende queste lentezze, ovunque io sia, mi sento fortunata.

Nota Culturale a margine_ Mrs Bonazza by London non lava le tazzone alla fine. Ognuno ha la sua... e poi si perde la teina...Così io ho una mug piena di autobus a due piani...con scritto "Best of British". God saves the Queen!

postato da sisternet | categoRia | 17:54 | commenti (2)


lunedì, luglio 26, 2004
 

Giornate dedicate alla manutenzione del telaio

 

1. Orecchio sinistro.

L’otorino è una donna molto curata, molto allegra. Ne sono contenta. Per quella cifra dice che mi farà una visita completa, non solo togliere una fastidiosa iperformazione di cerume nel mio orecchio sinistro. [“Pensavo fosse dovuto all’uso del cellulare…non le sembra possibile? “Ma no! Sarà geneticamente portata…"] Controlla tutto, mi chiede come voglio che avvenga l’estrazione. Sono contenta. Mi piace l’acqua calda. Da subito istruzioni all'assistente. Poi controlla condotti, padiglioni, nasi, lingua, gola, corde vocali. Man mano dice ad alta voce l’esito di quello che trova. Mi sto decisamente divertendo.

Siamo verso la fine. Me lo dice anche lei.

“Bene bene, stiamo concludendo. Ha fatto anche la tonsillectomia!”

Con il legnetto che mi abbassa la lingua è un po’ difficile controbattere.

Così sono ormai due settimane che sto cercando di capire dove si siano rintanate quelle due sceme delle mie tonsille.

 

2. Piede sinistro

Arrivo dal dermatologo con un sacco di domande. Visto come è andata dall’otorino, vorrei tornare a casa soddisfatta. Siamo in molti in sala d’attesa. La permanenza nell'ambulatorio è velocissima. A volte solo due minuti. Con alcuni di quelli che attendono ci guardiamo perplessi. Confrontiamo le prenotazioni. Alcuni avrebbero il medico a disposizione per un solo minuto. Ridiamo. Tocca a me. Entro. Il dottore mi guarda interrogativo. Mi siedo. Comincio con le domande, divise per grandi temi. In realtà mi fa male il tallone e non mi sembra sia nulla di muscolare o tendineo. Si alza annoiato. Si avvicina a me. Intanto sciorino le domandine a corollario. Irregolarità della pelle su cui chiedo lumi. Mi prende il viso tra le mani. E passa a darmi del tu. Inconsciamente mi irrigidisco. “Per il piede vediamo qui. Per il resto puoi venire direttamente da me. Ti do i miei numeri di telefono. Tanto sono in clinica privata quasi tutta la settimana”.

Dopo due minuti netti esco inviperita. Oggi ci sono dovuta tornare. Non ho avuto possibilità di cambiarlo con qualcun altro pena il pagare tutto l’importo, non solo la medicazione. Tempo stimato cinque minuti. Tempo effettivo: due minuti. Parole scambiate: dieci in tutto. Chiuso.

 

3. Dentini

La dentista ha le idee confuse, ma una cosa le è chiarissima. Il mio caso lo vuole delegare al professore di Milano che sembra abbia una catena di montaggio su casi di “inclusioni” come il mio. Non so se tirare un respiro di sollievo, intanto ci penso su. Nella prima visita utilizzava termini come “devi”, “programmi”, ora invece è diventato tutto un “se vuoi”, “quando pensi”, “se cade”.

Così io e il mio dentino da latte, il mio canino, che mi è rimasto fedele facendo il mezzo-vivo per molto più di un quarto di secolo, continuiamo a scambiarci occhiate d’intesa in tutti gli specchi e vetrine che incrociamo.

postato da sisternet | categoRia | 16:48 | commenti (2)


sabato, luglio 24, 2004
 

N.F:

Non Frequentabile. Oggi sono così. Saranno stati i tuoni di questa mattina, ma mi sento come il Visconte Dimezzato di Calvino. Una parte malmostosa, pungolante e una parte in vena di essere bella, buona e carina. Conclusione: temporale interno. Così la parte buona ha pensato che per uscire dalla situazione incresciosa occorresse mettere in atto delle azioni concludenti e gioiose: corsa, dormita, cazzeggio, letture, rifare ordine ovunque.

La parte malmostosa ha ripetutamente mandato a fanculo la prima.

Questa sera abbiamo deciso di passare una serata separate. Ogni tanto stare per conto proprio non può fare che bene.

La domanda che rimane è: chi dorme sul divano?

 

postato da sisternet | categoRia | 21:02 | commenti (4)


mercoledì, luglio 21, 2004
 

"Il volo IG1221 è in fase di imbarco. The Flight..."

Olbia_Malpensa. Un volo atteso e posticipato per giorni, grazie ad un plico contenente miei documenti che ha girovagato per giorni. Non so come sentirmi. L'aereo si alza. Sono appiccicata al finestrino. Vedo mare, terra, poi mare. Vedo le murte e i windsurf che sfrecciano nella prima baia a portata d'occhio. Poi lo sguardo e la mente si abituano alla morfologia della costa. Tavolara appare in tutta la sua sottile lunghezza. Finalmente. Riconosco il porticciolo, le barche in rada. L'acqua cristallina diventa macchia verde nel blu profondo del mare leopardato. L'aeroplano vira e sono nell'azzurro omogeneo del cielo. Passano secondi, forse minuti e appare l'arcipelago della Maddalena. Le scie bianche dei motoscafi e dei traghetti si infittiscono, la terra brulla si apre su ville e villaggi neo costruiti. Poi le scogliere bianche e il fiordo di Bonifacio. Sorrido. Strana terra la Sardegna, circondata da un mare bellissimo e proiettata verso la terra solida e brulla della campagna, delle montagne. Lo si capisce dall'uso del latte, del vino, delle carni. Poi ripenso a quanto sole ho preso, alle nuotate, alle chiacchierate liberatorie, ai tempi dilatati dell'ozio, al cervello che si ossigena, all'amicizia forte e schietta. E se tirassi il freno d'emergenza?

postato da sisternet | categoRia | 19:44 | commenti (4)


mercoledì, luglio 07, 2004
 

(e che mi manca?)

Operazione Pussy-net con 00sister!

Sisternet va al mare…

In realtà notizie ufficiose affermano che

Sisternet, nelle vesti di 00sister tra una mangiata di pesce, una bevuta di vermentino di Gallura e un galleggiamento a pelo d’acqua riuscirà là dove tutti gli altri si sono dovuti fermare.

Romperà la coltrina di ferro e entrerà nel bunker!

Nano, attento!

Noi ci vediamo fra una settimana.

Vostra 00Sister

postato da sisternet | categoRia | 20:54 | commenti (4)
 

Soliti discorsi tra femmine…

Ho incontrato SuperSister, la madre di tutte le sister. E’ la mia amica pisana incintissima. Quando si muove sembra che ci sia un alone di polvere materna che si sposta con lei. Si addolcisce tantissimo quando è in attesa di un nuovo bimbo (questo è il secondo) e cattura tutti in questa nuova energia cosmica.

Ne abbiamo discusso davanti ad un caffè in mezzo ad una libreria, rimpiangendo di non essere andate all’hammam, a quello vero, gestito da donne marocchine. Sarebbe stato lo sfondo idealmente protetto e nello stesso tempo liberatorio per queste chiacchiere tra femmine…

Simone De Beauvoir poneva dubbi sull’esistenza della femminilità.

Le femministe della differenza dicevano che avere potere sulla propria vita per una donna è complicato per mancanza di pratiche e di modelli di riferimento.

Allora abbandoniamo madri, abbandoniamo letture passate e ci vediamo senza lenti, senza passati se non i nostri.

Come ci si sente? Strane ci si sente.

E’ un percorso condotto a tentoni, con sprazzi di luce e bui melanconici, zeppi di paure. In realtà non si è mai sole. Ci si inventa insieme a quei maschietti che si sono messi in gioco, un gioco pari al nostro. Sia che siano amici, sia fidanzati o mariti. Importa poco il senso della relazione, ma i ruoli sono impossibili da definirsi. In che senso è donna qualcuno che lavora dodici ore al giorno, mentre il compagno artista fissa per ore una rosa? Come ci si sente ad allattare al seno controllando relazioni da consegnare e bilanci improcastinabili? A ripercorrere strade di dottorati che non si sa dove andranno a finire, ma che raccolgono e ordinano l’ansia e l’irrequietezza delle nostre menti? A desiderare di essere amanti e amate appassionate in un franeticare di vite precarie? Strane ci si sente.

Ah, questa volta Supersister sta aspettando un maschietto…

postato da sisternet | categoRia | 20:43 | commenti (2)
 

 E la luce fu!

Tre giorni senza accesso alla comunicazione verbale e scritta. Ora Mr Rich ha sconfitto Mr Telecom! Abbiamo di nuovo la possibilità di chiacchierare... ma quante cose ho accumulato?

postato da sisternet | categoRia | 17:22 | commenti (1)


venerdì, luglio 02, 2004
 
corsa in altura.... a 15 gradi Centigradi! non mi sembra vero...
postato da sisternet | categoRia | 19:33 | commenti (3)