Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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martedì, agosto 31, 2004
 

“Di te non mi ricordo bene…bè l’importante è che siamo qui...Come è il baccalà?”

Ci siamo ri-conosciuti così. Anni prima era solo il padre di una mia amica. Basta.

Edoardo ha il viso di Giuseppe Verdi. Un’età imprecisa. Ma è uno di noi, anzi è uno dei migliori. Nessuna ansia per il domani e una voglia pazzesca di sorridere. Gli occhi azzurri ridono da soli. Sempre.

Restaura, sa di arte, suona. Un artista, un artigiano.

Una famiglia numerosa e calda. E poi la tribù, la nostra.

Il suo sapere trasmesso per assorbimenti di sensi: odori, sapori, visioni. Nessun giudizio, nessuna sentenza e una curiosità viva e leggera.

Discussioni interminabili su la carne nei quadri di Bacon e se la trippa sia brodosa o asciutta, sull’arte del cucinare il baccalà. Poi, magari passano i mesi e ci si ritrova sorprendentemente qui o lì.

Così è stato anni fa alla festa del didgeridoo, con lui che gironzolava tranquillo e incuriosito con la Clarona al seguito, su e giù per la collina buia illuminata da fuochi e bivacchi, tra bicchieri di vino, fumi odorosi e punkabestia. Alla fine, alle due di notte, visto che era brutto salutarsi così velocemente, risottino alla borragine fatto dalla Clarona a casa loro (“chiedo se si può, se dice di no tutti a casa eh?!”) e giro di vino finale.

Edoardo è stato anche uno che spariva. Si prendeva i suoi tempi, una scusa banale e via. Usciva per acquistare un pennello a Milano, e ritornava dopo una settimana raccontando che gli era venuta voglia di trovare un amico a Verona e quindi tornava con il pennello, una damigiana di Valpolicella e migliaia di racconti. Non sarà stato facile esserne figlia, moglie. Non so come lo abbia intuito che lo pensassi.

Un giorno mi ha guardato dritto negli occhi e di punto in bianco mi ha detto: “sono fatto così…né bene né male. Sono stato fortunato…con la Clara” Argomento chiuso.

Edoardo è famoso anche per il suo russare. Nel silenzio della montagna autunnale, anni fa, il suo respiro riecheggiava nella valle come un suono mostruoso e indecifrabile.

E’ così che i nipoti si sono accorti che ne aveva combinata una delle sue…Dormiva placidamente e non russava…

postato da sisternet | categoRia | 15:45 | commenti (1)


lunedì, agosto 30, 2004
 

Poi, una si chiede perché correre la domenica mattina...all'alba...

E' stata una domenica fantastica. Qualche attesa con finale a sbevazzare Rum e un risveglio difficile, ma si sa che la "dura" corsa mattutina è un buon motivo per mettere giù i piedi dal futon...e così ho fatto la mia nuova vittima del movimento... Un giorno qualche amica mi presenterà il conto. Oppure chiedo alla FIASP di prendermi come PR...

Dal Diario della gatta

Il fantastico mondo....
La bionda dice che aiuta l'autostima. L'autostima aumenta la tua sicurezza. Nell'elenco, oltre all'analista bioenergetico, adesso c'è il fantastico mondo delle gare podistiche non competitive. È il mondo che si svolge la domenica mattina dalle 7 alle 9. È un mondo dove fai il cazzo che vuoi. Paghi 1.50 euro, parti quando vuoi e arrivi quando vuoi, trovi il fidanzato, ti puoi appuntare le ricette di cucina attraversando gruppi di signore in pacato cammino, guardi i maschi in mutande mentre si cambiano. Bevi il tè, mangi la frutta e se sei fortunata anche pane e nutella spalmata da uno splendido uomo senegalese.
Poi se vivi pure in un bel posto, fai un pochino su e giù nei boschi, e tante cose le vedi sotto la luce giusta.
I podisti, gente simpatica. Età media 50 anni. Con punte in basso sui trenta molto interessanti che ti sfrecciano accanto sgambatissimi o che ti sussurranno "ragazze che salite".
Perché aumenta l'autostima è presto detto. Il podista è un corteggiatore nato. A parte quelli che ti passano davanti per concederti il loro e personale stacco pubblicitario, tipo "Cerco fidanzata" su cartello a tergo. Ma le tecniche del podista sono ammirevoli.
Me, ha cercato di abbordarmi un cinquantenne tutto sprint. "Signorina mi accompagna a fare un ultimo giretto di 5 km, su signorina non mi faccia andare da solo".
La bionda invece risveglia i ciechi. Fine percorso da 20 in salita e la frase più o meno è questa. "Non ci vedo più, ma lei la vedo benissimo". Lei, è la bionda che sorpassa.
IL meglio del podista è la finta dello squalo. Ovvero passo indietro e occhi sul sedere. Visto con i miei, di occhi, giuro.
Il top è l'iscrizione alla Fiasp. "Si iscrive come associazione o come single?".
Ora ho un cartellino azzurro della federazione dello sport popolare. Ogni volta che corri ci stampano su i chilometri che hai fatto. Devi raggiungere i 500 km. Poi forse ti fanno il tagliando. Ma a questo punto non oso immaginare di cosa si tratti.










postato da sisternet | categoRia | 18:53 | commenti (2)
 

La voce dell’innocenza

#1

Mia nipote (l’ele, quattro anni suonati) con voce un po’ sostenuta

“dddai principe svegliati…dai principe…allora ti sbrighi?”

Alzo lo sguardo dal libro e vedo che tiene da una parte Ken e dall’altra Barbie nudi.

“Ehi piccola, ma che fai?”

Lei, spazientita mi guarda serissima:

“Zia. Questo qui non si vuole vestire per andare al ballo!!! Uffffa!”

 

#2

“Mamma andiamo a Bronco e mi compri le pile per Giulia [la bambola]?”

“No. Qui costano troppo. Torniamo a casa e li sposti dal trenino che non funziona Ok?”

l’ele fa un giro e torna.

“Scusa mamma quella camicia bella dove l’hai comperata?”

Mamma sopra pensiero

“Al mercatino di Bronco”

“L’hai pagata tanto?”

“No”

“Allora vedi che mi puoi comperare anche le pile, a Bronco…”
postato da sisternet | categoRia | 17:32 | commenti (2)
 

Odori e ricordi

Odore di latte bruciacchiato e legna nel camino. Fuori piove. Potrei stare qui nel sacco a pelo ad aspettare la prossima primavera. Mi giro a guardare fuori dalla finestra. Le cime sono immerse nella nebbia. Pezzi del villaggio di pietra incastonati nella cornice di legno chiaro. Le stoffe rosse appese sull’unica stradina di accesso sventolano nell’acqua e nel vento che arriva a raffica. Una musica in mp3 si innesta come sottofondo. Chiudo gli occhi. Sono in una bolla del tempo. Una sospensione del respiro. Kahtmandu sarà così?
postato da sisternet | categoRia | 17:30 | commenti


sabato, agosto 14, 2004
 

"Via. Via. Vieni via con me..."

Anna mi guarda, sorride e bestemmia in modo sommesso. E' il suo modo per dire che è felice. Abbiamo cenato divinamente con polenta bollente e salsiccia. Una polenta che scottava la gola e scaldava lo stomaco. Ora siamo al buio io, lei e il gigante suo compagno. Con le torce illuminiamo gli alberi secolari. Poi spegniamo tutto e ci avventuriamo nel parco secolare. Il vento è forte. Sto bene. Penso agli anni recenti, alla sensazione di non aver più paura del buio, del bosco di notte. Cerco di ricordare quando sia accaduto questo salto di qualità. Sorrido. Ero al mare. Era inverno. Ritorno. Appoggio una mano sulla pietra di questo enorme albergo liberty che troneggia sulla città. Lo adoro. Ci venivo da piccola. Sempre per ferragosto. Sempre durante la festa che riempe di gente questo luogo solitamente deserto. Senza voci è spettrale, ma ancora più affascinante. Una volta dicevano che qui atterravano gli ufo. Oggi il tetto è denso di antenne terrestri.

Alzo lo sguardo e mi sento in mezzo alla via lattea. Le stelle sono a portata di mano. Sono inebriata. Mi appoggio ad un enorme frassino e guardò gli oblò di quelle che dovevano essere le cucine. Mi sento serena. Era tempo che non accadeva. Domani vado via. Domani vado a farmi un giro tra le stelle e gli abeti.

postato da sisternet | categoRia | 17:57 | commenti (2)


martedì, agosto 10, 2004
 

Il Tutor…

Arrivo in Università, cercando la porta d’entrata nel dedalo dei lavori. Aule deserte. In fondo al laboratorio spunta la testolina del tutor.

-ciao Sister. Tutto bene? Fatto già vacanze?

E mi sembra di essere catapultata in un episodio di Ally McBeal. Mi sdoppio e una parte di me gli urla: “No non va bene. Aiuto. Sei il mio tutor, dovresti badare al mio status psico-fisico-esistenziale. Fai qualcosa. Inventami tu le vacanze. Dammi idee sulla mia vita. Insomma fa qualcosa”

La parte esposta invece inizia a sudare e risponde con un sorriso da Garfield:

-         Tutto bene. Vacanze? Qualcosa fatto e qualcosa ancora in fase embrionale, ma sai sono un po’ indecisa su che cosa fare eh eh. E tu?

Mi espone piani vacanze, con trekking, corsi di lingue all’estero. Lo guardo attonita. E’ vero. Ce lo siamo già confidate con Mrs Bonazza della comune-dei-giovani-ricercatori. Il Tutor sembra spiderman. Lo vedi i primi cinque minuti e ti appare un omino tranquillo, quasi insignificante. Poi improvvisamente attacca a parlare e si trasforma letteralmente.

Mi siedo. Spero sia un incontro breve. Invece mi guarda un po’ interrogativo.

[ti prego non chiedermi nulla. Io ora non afere idee, non afere voglia parlare di me, di cosa farò neanche nel dottorato please, pietà]

-         Parliamo dei corsi?

-         Parliamone!

Attacca un discorsone e continua a guardarmi fisso. Cerco di sostenere lo sguardo, ma mi sento un poco a disagio. Tiro fuori un cartello con “non sparate sulla ricercatrice”? Ma ho la strana sensazione di averlo conosciuto da qualche parte. Butto via l’immagine di me nell’archivio enorme e polveroso mentale a sfogliare le  foto di riconoscimento. Cerco di concentrarmi sul qui ed ora.

Ci diamo appuntamento a settembre. E’ passata un’ora e non me ne sono accorta. Bene bene. Saluti e note su scambi di mail.

Torno a casa. Gironzolo su internet. Provo a mettere i dati del tutor su un motore di ricerca. Sono un po’ curiosa su quello che ha scritto. E invece zac escono fuori altre informazioni! Ecco l’arcano! Qualche scritto pubblicato e poi video educativi in cui compare come attore… E mi si visualizza la sua facciona vent’anni fa (aaargh!). Eccolo lì. Archivio chiuso. Immagine tra le dita. Ho scoperto l’identità di spiderman! E adesso chi ci crederà?

 

postato da sisternet | categoRia | 17:41 | commenti (2)


venerdì, agosto 06, 2004
 

La più bella che ho sentito ieri…

Cliente dello studio di consulenza: azienda di servizio aerotaxi, presenti all'incontro i due “comandanti” ovvero nonnetto di novant’anni in divisa, che sembra arzillo come il Barone Lamberto (non preoccupatevi il “ragazzo” è a terra da un po’) e figliuolo volante, contitolari dell'azienda.

Consulente 1: “siamo qui oggi a parlare di sicurezza in azienda”

Barone Lamberto: “sicurezza? Sicurezza…ai miei tempi…”

Comandante: “Papà! Non cominciare”

Consulente 2: “…per prevenire gli incidenti”

Barone Lamberto: “ Ma che sicurezza e sicurezza… io gli incidenti li cercavo! Ho fatto uno scontro in volo!!!”

Consulenti in coro: “In volo?”

Barone Lamberto felice: “ Certo è stato, diciamo, un tamponamento…”

Consulenti a ri-coro: “Tamponamento?”

Barone Lamberto estasiato: “Certo, un tamponamento. Io mi sono rotto due costole e una gamba. L’altro veivolo invece si è schiantato. Ma quelli lì mica erano bravi…”
postato da sisternet | categoRia | 14:23 | commenti


giovedì, agosto 05, 2004
 

Mood del giorno

Già troneggia in casa un Saint Emilion Grand Crù 2001... ma questa sera, come accade da qualche anno, mi regalo una cena, una signora cena. Giorni a guardare pubblicazioni, a sentire commenti, a scoprire nuovi posti (un po' nascosti) e grandi chef. Cibo buono, vini egregi, servizio accogliente e attento e una buona compagnia che sappia condividere il tutto. E voilà salto così nel nuovo anno!

 

postato da sisternet | categoRia | 11:55 | commenti (4)


mercoledì, agosto 04, 2004
 

Grazie Mamma

Mia madre, quando si avvicina il mio genetliaco fruga in mezzo alla montagna di ricordi e mi regala qualcosa...Quest'anno ha scovato il quaderno dei temi di terza media. Così scopro che cosa scrivevo allora...

"Durante il triennio, l'argomento che mi è più piaciuto è stato lo studio degli Stati Uniti perché mi ha molto interessato approfondire la mia conoscenza sul modo di vivere degli abitanti di questo grande paese. Ho appreso che negli Stati Uniti esistono dei grandi problemi come il razzismo e la disoccupazione di cui sapevo poco o nulla. Mi ha colpito come in una nazione cosi [sic] avanzata le minoranze, specialmente quella nera vengono segregate in quartieri ghetto e vengono obbligati ad eseguire i lavori più umili. Penso anche che molte volte ci siamo chiesti dove siano finiti i popoli indigeni che Colombo trovò quando sbarcò nel 1492. Studiando e documentandomi ho constatato che oggi questa gente vive in catapecchie in grandi riserve dove offrono e vendono ai numerosi turisti oggetti tipici del loro artigianato. Secondo me questi tipi di vita, che si accumunano nella mancanza di libertà, ci dimostrano che negli USA si è verificato anche un regresso togliendo la possibilità di istruirsi a negri e indiani e aumentando cosi gli atti di violenza che hanno causato oggi la diffidenza e la paura presenti in molte persone che abitano nelle grandi metropoli come New York e Chicago. Ho capito anche come, per merito delle sue grandi risorse minerarie, agricole e quindi industriale, gli Stati Uniti possano influenzare i governi di molte nazioni del mondo e che potrei paragonare ad una grande partita a scacchi tra le più grandi potenze per accappararsi [sic sic] più nazioni possibili."

E ancora...

"Penso che ci siamo chieste [femminista in erba!] innumerevoli volte a che cosa servono gli atti di violenza e soprattutto le guerre. Fortunatamente non ne abbiamo mai vissuto una e non ci possiamo rendere conto, quindi, di quanto possa essere distruttiva e terribile una guerra. E' per me inconcepibile pensare alla uccisione di migliaia di persone per mania di grandezza da parte del governo che vuole estendere il territorio dello stato a cui è a capo o per interessi personali. Le cause di una guerra sono molte, ma soprattutto notiamo che sono proprio i popoli che hanno raggiunto attraverso secoli di storia un alto grado di civilizzazione a scatenare più frequentemente spaventose catastrofi. ..."

Sisternet, 3 media inferiore.

 

postato da sisternet | categoRia | 18:42 | commenti (3)


martedì, agosto 03, 2004
 

Edizione Straordinaria Edizione Straordinaria Edizione Straordinaria

E' stato avvistata nuova vita, non lontano dal pianeta Terra, in punto nascosto del sistema universale. Qualcosa ci dice che si tratti di esistenza a noi nota. Qualcosa no. Noi ci imbarchiamo fra un zic temporale. Viaggio gratuito su comode poltrone. Rientro garantito. Dai, non fare storie, e schiaccia qui!

postato da sisternet | categoRia | 11:48 | commenti
 

SENZA TITOLO

"Vedi l'amore è bello anche perché ha dei momenti bui. Ci si incasina la vita...ma che cosa sarebbe senza?"

E' vero che cosa sarebbe? e inizio a canticchiare qualcosa dentro di me.

E' una nenia che viene da lontano. Poi improvvise arrivano le parole. E sorrido.

Un chimico

(F. De André - G. Bentivoglio - N. Piovani)

Solo la morte m'ha portato in collina:

un corpo fra i tanti a dar fosforo all'aria

per bivacchi di fuochi che dicono fatui,

che non lasciano cenere, non sciolgon la brina,

solo la morte mi ha portato in collina.

Da chimico un giorno avevo il potere

di sposar gli elementi a farli reagire

ma gli uomini mai mi riuscì di capire

perché si combinassero attraverso l'amore,

affidando ad un gioco la gioia e il dolore.

Guardate il sorriso, guardate il colore

come giocan sul viso di chi cerca l'amore:

ma lo stesso sorriso, lo stesso colore

dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore,

dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore.

Che strano andarsene senza soffrire,

senza un volto di donna da dover ricordare,

ma è forse diverso il vostro morire

voi che uscite all'amore, che cedete all'aprile,

cosa c'è di diverso nel vostro morire.

Primavera non bussa, lei entra sicura,

come il fumo lei penetra in ogni fessura,

ha le labbra di carne, i capelli di grano,

che paura, che voglia che ti prenda per mano,

che paura, che voglia che ti porti lontano.

Ma guardate l'idrogeno tacere nel mare,

guardate l'ossigeno al suo fianco dormire:

soltanto una legge che io riesco a capire

ha potuto sposarli senza farli scoppiare,

soltanto la legge che io riesco a capire.

Fui chimico e no, non mi volli sposare,

non sapevo con chi e chi avrei generato

son morto in un esperimento sbagliato

proprio come gli idioti che muoion d'amore

e qualcuno dirà che c'è un modo migliore.

postato da sisternet | categoRia | 10:31 | commenti


lunedì, agosto 02, 2004
 

IL CAPO E' IL CAPO!

“Ragazzi RIUNIONE!”

[la stanzetta del capo si riempe velocemente: Sisternet, Mr Rich, Mr JP; Valium; Aambient]

“Allora Mr Rich con Sisternet hanno messo in piedi un…blog (?!), si dice così giusto?, per inserire le news delle nostre attività. Be’ ora Mr Rich ci spiega come funziona…”

[Mr Rich ci guarda sornione e inizia a spiegare per sommi capi, quello che ciascuno di noi, sul proprio PC  sa,…ovvero che cosa sia un blog]

“Non capisco perché abbiate quelle espressioni divertite…ma state bene? A volte proprio non capisco se mi sfugge qualcosa…”

postato da sisternet | categoRia | 10:01 | commenti (2)