Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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giovedì, settembre 30, 2004
 

A bordo della Gazelle

departure from Eindhoven

Dopo La Geniale che mi conduce in giro per il mondo, oggi ho con me la mia bici olandese. Ci ho impiegato più di due anni, per farle fare circa 7-8 chilometri, dalla casa dove l'avevo lasciata. Due anni di cambiamenti, di evoluzioni. Una distanza mentale e di sentimenti incredibile. Oggi è stato facilissimo. Poi ho scorazzato per la città, cominciando a pensare ai percorsi possibili. Se fossi a Milano questa sera saprei dove andare: Critical Mass Loggia dei Mercanti ore 21.30, dopo l'aperitivo con i due esponenti mmericani intervistati oggi a RadioPop ...'naggia!

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mercoledì, settembre 29, 2004
 

Jena-Sister

I rapitori iracheni stanno riuscendo dove il processo Sme ha fallito: far pagare Berlusconi.

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martedì, settembre 28, 2004
 

Libere libere libere, le hanno rilasciate!

Sffiufff! tiro un sospiro di sollievo di fronte allo schermo del Pc: Simona&Simona sono libere! Mi si toglie un bel macigno dal cuore e dai pensieri. Vado a farci un brindisi. Oggi si festeggia. Domani si pensa.

postato da sisternet | categoRia | 18:20 | commenti


lunedì, settembre 27, 2004
 

"Se tu credi ad un ciccione vestito di rosso che fa Ho-ho-ho, perché io non dovrei credere al Grande Cocomero?".

In fondo questa è la mia filosofia di vita. Credo che esistano i folletti nelle foreste e che ci sia un Grande Cocomero. Quando corro in mezzo ai boschi, ogni tanto mi guardo in giro. Mi aspetto di vederne qualcuno che mi sorride a penzoloni su un ramo. Nelle gare domenicali è più difficile. Siamo in troppi. Oppure si mischiano a chi corre. Ci riflettevo ieri, alla fine di un bel 21 chilometri, sdraiata sull'erba, a scaldarmi al sole, dopo un po' di yoga con un pezzo di pane e pancetta in mano e un bicchiere di "tè per alpini".

Il Grande Cocomero invece è una fede. Ieri sera, da buoni credenti, abbiamo festeggiato a tortelli, gnocchetti e risotto. Tutto arancione-zucca. Che buoni. Le nostre facce erano così. Anche la luna aveva un'espressione, come dire, a zucca!

 

 

 

 

 

postato da sisternet | categoRia | 12:13 | commenti (6)


giovedì, settembre 23, 2004
 

La Dormigliona...

Mi sono dimenticata di reimpostare la sveglia. Così ho dormito fino alle otto! Ieri ho fatto un massaggio per mettere in asse il corpicino e anche i pensieri.

La massaggiatrice mi aveva detto di non spaventarmi che accadono cose strane, perché il corpo ha una sua intelligenza e smovendo i muscoli si hanno sensazioni improvvise. Caldo, freddo, sogni strani, e poi una sonnolenza forte.

Sogno diluvi, allagamenti di case, navette che portano in salvo la popolazione. La casa dell’infanzia con l’acqua che sale sale e io preoccupata di metter in salvo i libri riposti in cantina. Con me, le mie amiche, la pisana e la messinese.

Sento squillare il campanello di casa. Guardo l’orologio. Non sono i compari di corsa che mi chiamano per andare a correre all’alba. Chi sarà? Magari l’ho sognato. Drrin driin. Rispondo al citofono.

- Ciao. Sono il portiere. C’è un cesto per te.

- Scusa?

- Sì un cesto. Scendi a prenderlo?

- Sei sicuro? C’è scritto “per sister”?

- Sì sì.

Mi vesto. Imposto la faccia nella versione “sveglia e attenta” e scendo. Il portiere mi dà un enorme cesto pieno di frutta. Grappoli d’uva, mele enormi, pesche gigantesche, ananas, meloncini tondi. Comincio a ridere. Il portiere, per facilitarmi, mi imposta l’ascensore.

Così passo qualche minuto, in cucina, seduta davanti a questa cascata proveniente dai giardini dell’Eden. Poi spunta un bigliettino “ecco una carica per la tua maratona”. Grandiosi amigos! Ora sono tre ore che, in ufficio, ho un sorriso stampato in faccia, e un chilo di frutta nel cassetto.

postato da sisternet | categoRia | 11:32 | commenti (6)


mercoledì, settembre 22, 2004
 

Ore 20.30 Passo dall'ufficio visto che sono tre giorni che non riesco ad avere accesso alla posta. E chi trovo a quest’ora? Mrs Valium, la colleghina stronza.

-Ciao Sister! Ti chiederai che cosa faccio qui…[porca vacca ma che ci fai tu qui?]

- Ma no, figurati…tutto bene? [truccata, agghindata, camicia aderente stirata di fresco, capelli vaporosi…mmm bimba che combini?]

- E’ che Luca (ndr il marito) è in Polonia fino a sabato e io sono sola soletta [uffa, perché l’ho detto?]

- E passi le sere qui? [ma a chi la racconti? Dai dimmi il resto Valium…]

Sorrido io sorride lei e sembriamo uscite da Kill Bill vol.1.

- Stasera che cosa fai? [magari se le lo chiedo sposto l’attenzione su di lei]

- Esco a cena e tu? [Bimba, il tuo giochino lo conosco. Metto lì un pezzetto della mia vita privata e vediamo se abbocchi, ma si vede che hai voglia di dirlo a qualcuno…E ora che rispondi?]

- Vado a cena con un mio amico…Luca sarà geloso, ma sai lo conosce e poi glielo ho detto eh eh sai è il primo ragazzo a cui ho dato un bacio. Dai vieni anche tu così sono tranquilla! [così capisci che faccio tutto alla luce del sole…]

- No grazie. Esco anche io tra poco [ma sei matta? Cioè adesso, dovrei farti da paravento?]

- E con chi? [adesso tocca a te sister!]

- Con due amici [tié. Manco morta…]

- Bé vado [fancc sister]

- Anche io. Devo solo controllare la posta [fancc valium]

postato da sisternet | categoRia | 21:38 | commenti (2)
 

I tres amigos!

Siamo in tre: il-creatore-di fiori, penna-selvaggia e io. Ieri sera, complice un festeggiamento di raggiungimenti di obiettivi di penna-selvaggia, lo abbiamo giurato con una risata davanti ad un enorme mole di crema al cioccolato della Centrale del Latte di Milano [mai provata? dovreste] con ciuffi di panna montata e cookies. " No queremos sùfrir" anzi "No queremos màs sufrir". Poi come una piccola setta carbonara abbiamo trascorso un'ora a considerare tutte le possibilità di felicità. Il prossimo passo sarà lo studio del look del creatore-di-fiori, ed una mangiata di tortelli di zucca, in cui dovrei portare un gruppone di amiche.

postato da sisternet | categoRia | 21:03 | commenti (2)


venerdì, settembre 17, 2004
 

Inizio delle contro_azioni

Comincio con il tam tam. Da oggi è possibile entrare da questo blog sui siti di Al Jazeera, BBC, El Pais e l'Ansa. Mi sono stancata di non sapere mai che cosa accade in giro per il mondo, grazie ai filtri e alle "dimenticanze" della stampa e della televisione italiana.

postato da sisternet | categoRia | 11:23 | commenti (7)


mercoledì, settembre 15, 2004
 

Riflessioni sul mondo e sull'universo

Ho alle spalle una settimana difficile, che non replicherei mai, ma che molto mi ha donato. Solo che è stata un po’ difficile da masticare. La realtà è così. Da masticare come un’enorme bistecca o da succhiare come il mare racchiuso in un’ostrica. Certo che, tra eventi esterni e quelli personali, ad un certo punto ho pensato che fossi diventata un boa che si era mangiato un elefante (sì proprio quello del Piccolo Principe)

Dopo questo processo di assimilazione e di digestione direi di aver riflettuto a sufficienza. Quello che inserisco qui è tutta l’energia che ne è scaturita. Abbiate pazienza è che l’elefante era grosso.

Innanzitutto una contraddizione.

Siamo connessi strettamente in tutti i sensi e continuiamo a pensare di poter essere isolati e di poter assumere ruoli di supremazia. Non è una semplice partita a scacchi tra stati nazionali. Questo poteva valere nell’Ottocento. Ora si tratta di altro.

Mi viene in mente un gioco che si faceva da piccoli. Due squadre di dieci persone almeno. Una corda che gli avversari facevano passare tra più persone creando indescrivibili intrecci. Il gioco era uscirne. Il rischio stava nel fatto che se qualcuno tirava più forte, altri avevano addosso i nodi che si stringevano fino a far male e che impedivano poi alla squadra stessa di vincere.

Ecco, direi che questa è la situazione mondiale dell’economia reale e finanziaria. Connessioni, intrecci senza fine, delle quali abbiamo solo una percezione minima. Ovvio che sia così. Un unico ed enorme mercato di risorse e di consumi. Stupido o astutamente perverso che si facciano guerre ai propri fornitori, facendo finta che non siano parte dello stesso sistema. Stupido che il mercato si stia omologando sui criteri dei consumatori più ricchi, senza pensare al domani (non dimentichiamoci la Cina e il resto dell’Asia).

Ora, mi chiedo, che cosa sia accaduto in questi ultimi anni per sganciare così tanto i clienti e i fornitori di quest’enorme azienda planetaria. Semplice. La distribuzione dei redditi non è equa. Anzi, scava solchi sempre più profondi tra quelli che possiamo chiamare (come dice Doug) i quattro pirla, che hanno patrimoni che ci sogniamo, ed il resto dell’umanità, che lotta tra tasse, disoccupazione e servizi sociali/sanitari in genere inadeguati. E tra i quattro pirla ci metterei i Bush e i Bin Laden di turno. E’ qui, secondo me, il cuore del problema: mancate condivisioni di risorse nel tentativo sciocco e insulso di accaparrarsi di più qui ed ora, senza avere percezione e senso del futuro. Ma per aver senso del futuro occorre essere minimamente intelligenti, nel senso proprio del saper intelligere, del saper discernere. Dove sono impegnate le nostre intelligenze?

Ruolo delle Chiese

Il senso religioso e il rapporto religione-politica hanno significati diversi nel mondo cristiano-cattolico e in quello mussulmano. Nel mondo occidentale giocano un ruolo minoritario. E’ che il vivere in Italia sfalsa l’immaginario collettivo. Insomma qui condividiamo il territorio direttamente con uno dei capi ecclesiali più potenti, le televisioni sono Pope-oriented, ovvio che la politica vaticana venga assimilata alla politica ecclesiale. In realtà mi sembra che la vita sociale dei catto-cristiani etc etc. sia altra, difficilmente codificabile. Sulla guerra, le chiese hanno preso posizione a favore della pace, ma la Conferenza Episcopale Italiana conserva ancora nei testi base qualcosa “sulla correttezza delle guerre giuste”. La domanda che ci si fa è “ A che pro?” A me sembra che abbia un valore precauzionale, un lasciarsi aperte delle porte… La domanda vera è: “ quale è la percentuale di persone che leggono i documenti ufficiali, che seguono e adottano i valori delle chiese cristiane e cattoliche?” Bassa. Direi bassissima. In realtà, quello che noi sentiamo è un sentire sociale, un tam tam silenzioso di abitudini, atteggiamenti, valori comuni che hanno radici lontane. Su queste la Chiesa ha responsabilità forti nel passato, ma nel presente di chi è la responsabilità di instillare goccine di caparbietà nel mantenere divisioni e alterità? Nell’instillare quotidianamente la convinzione che esista pericolo nell’apertura e nel dialogo (e il rapimento di Simona&Simona è in questo senso)?

Complessità e intelligenze

Mi sono stancata di cercare di capire che cosa ci abbia portato a tutto ciò. Ho iniziato a pensare a che cosa fare, di mio, per ricominciare a prender posizione e far qualcosa. Apertura, dialogo, cambiamenti culturali, delle abitudini e dei consumi, comprensioni, contro-informazioni a tam tam, presenza in piazza. Sono rivoluzioni silenziose. Sono rivoluzioni che hanno tempi più lunghi di una bomba e di un eccidio. Fanno meno scalpore, ma lasciano segni indelebili dentro di noi e nella società che verrà dopo di noi. Pensiamo alle rivoluzioni sociali in atto, a quelle che sono avvenute. Perché non provarci? Nodo su nodo, rete su rete. Ogni giorno un senso di paura o di rabbia in meno. Una scelta o un’affermazione che spacchi il modo di vedere il pericolo nelle alterità, nello sguardo dell'altro . E per una volta chiediamoci quale sia la disperazione, la miseria, la rabbia che può spingere migliaia di esseri umani, uomini e donne, a diventare dei terroristi. Quale il plagio che può spingere giovani occidentali ad aggredire e trattare come animali i detenuti nelle prigioni irakene o a bombardare consapevolmente interi villaggi.

Quale il fine di questo sforzo silenzioso? Pensare quale mondo consegneremo a chi verrà dopo di noi. Direi che a me basta, come responsabilità e come obiettivo.

Baci. Vostra Sister.
postato da sisternet | categoRia | 16:49 | commenti (6)
 

E' che sembrano scienziati...

Ciccio fa un giro su se stesso e atterra sorridendo. Lo guardo attonita e poi scoppio a ridere.

- Ti prego lo fai un’altra volta?

- Non te lo aspettavi. Eh?

E’ soddisfatto. Lo vedo dagli occhi. E così oplà un’altra rondata all’entrata dell’università. Compariremo nei filmati delle telecamere interne. Due donne che ridono e applaudono e Ciccio che saltella a destra e a sinistra.

- Secondo me lo potresti usare per fare nuove conquiste. Le dici “scusi signorina potrebbe guardare che cosa sono in grado di fare?” ci fai una figurona…

Anche la Bonazza-della-comune è d’accordo con me: Ciccio ha un futuro da latin lover acrobata. Altro dal presentarsi come ricercatore di fisica quantica.

Preso dall’entusiasmo ci invita in palestra. Così scopro passati comuni tra flic-floc, capriole e tappeti elastici, che mi hanno fatto sempre paura. Con la Bonazza concordiamo una sera in cui andare insieme a partecipare alla lezione-demo. E Ciccio, con un tocco di classe:

- Dai, potete venire anche separate. Non è come ai bagni delle donne che ci andate sempre tutte insieme. Ecco questo è una cosa che mi dovete spiegare. Che ci fate sempre tutte insieme?

- Compagnia…chiacchiera.

Così, scopriamo che Ciccio, in università quando lo si vede in giro con articoli scientifici da leggere si sta dirigendo verso i bagni delle donne, più comodi per la lettura. Dice. Però ogni tanto arrivano orde di donne, tutte insieme e lui è barricato dentro. Ridacchiamo all’idea. Poi, improvvisamente mi sorge un dubbio.

- Ma in quali bagni vai?

- Nel bagno segreto.

- Anche io ho un bagno segreto…

- Sarà lo stesso?

E’ lo stesso. -Ciccioooooo!

postato da sisternet | categoRia | 13:03 | commenti


martedì, settembre 14, 2004
 

Parlare di relazioni umane e sentirsi così. Come un quadro di Magritte. Dentro e fuori. Rappresentazioni e sentimenti reali. L’amore come luci ed ombre insieme, come una rappresentazione su scale diverse. Come un’enorme composizione di fiori appena colti e paglia. Quale il morto, il perso e quale il vivo. Raccolgo l’insieme e lo abbraccio liberandomi dal senso di morte, di lutto, di perso e di voluto. E’ qui il senso? Nell'insieme?

postato da sisternet | categoRia | 19:18 | commenti


lunedì, settembre 06, 2004
 

Si entra nel sole del giorno. La scala bianca invita a scendere lentamente. La luce riempe gli sguardi. Gerusalemme è alle spalle. Il dolore serpeggia nella collina dello Yad Vashem. Memoria, lamento e il bronzo del ricordo. Ci avviciniamo parlando sommessamente. Abbiamo lo stomaco tirato. Ci siamo sganciati dal resto del gruppo. Viaggiamo in incognito fuori dalle rotte dichiarate all'arrivo alle autorità. Gli scalini si interrompono di fronte all'entrata di una caverna. Entriamo. Il buio improvviso fa sbattere gli occhi più volte. Un suono arriva alle orecchie. Una voce ripete nomi, migliaia di nomi. Luci di candele appaiono ripetute intorno da giochi di specchi. Sto male. La consapevolezza diventa vivida. Le foto dei bambini si ripetono nei loro sguardi ingenui e stupiti, come di fronte ad un gioco, ad una magia. La fila di visitatori, dopo il primo sbandamento, procede il viaggio lungo un binario prestabilito. Intorno a noi quello che rimane dei bambini ebrei morti durante l'olocausto. Sono circa 1 milione e cinquecentomila. Qualche immagine e i nomi ripetuti all'infinito. A memoria di ciò che è stato. Non puoi tornare indietro. Non puoi fuggire da questo orrore. Devi proseguire lentamente, per arrivare all'uscita. Fuori c'e' chi piange, chi inizia di nuovo a respirare profondamente. La luce ci dice che siamo vivi. Vivi. (Dal diario di Sister, Israele 1993)

Ecco, ogni volta che io sento parlare di guerra, penso a ciò che è stato questo viaggio nella memoria, in quel dolore sordo, senza speranza. Perché? Perché ancora?

postato da sisternet | categoRia | 18:06 | commenti (2)


venerdì, settembre 03, 2004
 

Il dolce domani

Come si colpisce una comunità nel suo cuore? Si elimina la speranza del domani. Se ne annienta il futuro. La si priva dei bambini. La si stordisce con il suo stesso dolore. Mine-giocattolo, bombardamenti intelligenti, guerriglieri inumani. Da fuori, come di fronte ad una finestra insonorizzata, l’urlo di chi assiste è privo di voce. In ogni tempo, in ogni terra.

 

postato da sisternet | categoRia | 19:17 | commenti (1)
 

Appunti di fine estate

1. In questo momento il tasso di caffeina in vena è più alto della soglia legale consentita.

2. La cisti al seno sinistro è sparita. “E’ raro, si ritenga fortunata” – ha detto il medico dell’ecografia. Poi ha aggiunto: “Oh, ma guarda. Ora è spuntata a destra”.

“E’ questione di alternanza democratica” Ho risposto. Non mi sembra abbia gradito. Ci vediamo l’anno prossimo.

3. La mia bici olandese, affidata all’ex fidanzato, non sta sulla Geniale. Incompatibilità di forme. Conclusione: andrò a prenderla a piedi. Questo vorrà dire che per portarla a casa dovrò superare una salita chiamata “Il piccolo Stelvio”. Mi preparo psicologicamente in pista allo stadio.

4. Settimana prossima ho due matrimoni in due giorni. Mi stendo a fare training autogeno. Prossimamente, nelle prossime ore vitali, offrirò un aiuto per confezionare bomboniere. Magari è una cura omeopatica.

5. Ho la sensazione di camminare a testa in giù. E' il mondo che si è girato?

 

postato da sisternet | categoRia | 18:11 | commenti (4)


mercoledì, settembre 01, 2004
 

Chiamasi Abbiocco, Pisolo, Pausa...

Rosso e giallo il divano mi accoglie come una conchiglia. Il fascio di nervi si distende. Si allunga. Si rilassa. Un fontanella zen in sottofondo. E' il frigorifero. Le comunicazioni ritmiche dalla navicella spaziale...perse ad inseguire ladri in Mangiabarche e lottare contro i draghi. Annullo la sveglia. Non mi voglio perdere questo rilassamento totale dei pensieri, dei sentimenti, del mio corpicino. Ad uno ad uno i pensieri negativi escono come birilli. Prendo la mira e faccio strike. Sorrido. Mi alzo. Scrivo e vado via, immersa in profumi di caffé.

postato da sisternet | categoRia | 16:52 | commenti (3)