Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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venerdì, ottobre 29, 2004
 

A poche ore dall'unico weekend serio dell'anno

Siedo nella stanzina della Città del pensare. Di fronte a me una chiaccherata tra la bonazza della comune e un espertone un po' sovrappeso. Tema del pomeriggio con il cervello già in fase pre-aperitivo: come ricavare idrogeno con pochi costi? Sorrido. Annuisco e sorrido. Partecipo anch'io a mio modo. Sorrido. Negli auricolari, nascosti, ho Lenny Kravitz con Sistamalover.

postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 16:20 | commenti (2)


mercoledì, ottobre 27, 2004
 

Come il Barone di Munchausen

Non riesco a scriver della maratona: oggi faccio fatica a starmi dietro..., che qualcuno mi ha posto su una palla di cannone e viaggio da una parte all'altra inseguita da me stessa, cioé da quella che ero, e che non si raccapezza di non esserci più, e, allo stesso tempo, di esser ancora. Ma un'amica questa sera mi ha preso per un filo e mi ha detto "Ehi guarda alla luna, tu sei già lì e non lo sai.."

[chissà perchè su di me la maratona ha un effetto propulsivo, tipo cannone, tipo teletrasporto dei sensi, dei sentimenti, di tutto]

postato da sisternet | categoRia ai ran iu ran | 22:36 | commenti (6)


sabato, ottobre 23, 2004
 

I ran iu ran...

Vado, volo. A Venezia. Alla maratona. . Dopo mesi in cui mi sono immaginata il passaggio tra i paesini del Brenta, l'arrivo al Ponte delle Libertà, l'ingresso a Venezia...domani tutto prenderà forma.Questa volta ho voglia di divertirmi. Mi ridono già le gambe al pensiero

postato da sisternet | categoRia ai ran iu ran | 08:55 | commenti (4)


giovedì, ottobre 21, 2004
 

La Geniale è dal medico... ma siamo in buone mani. E' ricoverata da una settimana. Il medico delle Geniali, al mio ingresso, mi ha guardato, ha preso tempo. Poi al telefono la diagnosi... Guarnizione della testa. Stavo svenendo. Poi mi ha detto che era un intervento in garanzia...Ho scoperto che il medico delle Geniali passa dal "lei" al "tu" secondo la gravità dei sintomi. Con me è un alternarsi. Però è un bel medico...la Geniale, secondo me, è contenta.

postato da sisternet | categoRia | 10:21 | commenti


mercoledì, ottobre 20, 2004
 

Che cosa fai questa sera?

Mi rifugio nel mio branco di leonesse. E sto lì. Un parlare femminile, che mi riempe. Di cui oggi ho bisogno. Capita. Ogni tanto. Suonano alla porta. Vado.

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martedì, ottobre 19, 2004
 

Photograph of Nuptse

A volte ho bisogno di semplificare la mia vita al punto in cui tutto ciò che penso è sui prossimi 20 metri, non i prossimi 20 anni. Willie Benagos, in cresta al Nuptse, Nepal

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lunedì, ottobre 18, 2004
 

Mood del Giorno

Ci sono conversazioni, incontri, che al di sotto delle parole scambiate, nascondono piccoli baratri, vuoti o solo sorrisi imbarazzati, ed una sensazione sottile di voler essere solo da un'altra parte.

Should we talk about the weather? (hi, hi, hi)
Should we talk about the government? (hi, hi, hi, hi)

Hello, how are you? I know you, I knew you
I think I can remember your name, name
Hello, I'm sorry, I lost myself
I think I thought you were someone else

(Pop Song89, Green R.E.M.)








postato da sisternet | categoRia | 13:07 | commenti (1)


mercoledì, ottobre 13, 2004
 

I am Back...

E’ che oggi mi sento un Ego grosso così. Mi diverto agli incontri internazionali. Mi diverto molto a stare in una comunità condividendo tutti l’interesse a lavorare per un mondo sostenibile. E’ incredibile riconoscere sottili fili rossi di congiunzione tra mondi apparentemente diversi. E’ che questa volta mi sono divertita di più del solito. Alla fine mi sono sentita davvero un po' Ally Mc Beal, come mi dice qualcuno.

postato da sisternet | categoRia | 22:25 | commenti (5)
 

#1 coffe break

Il ragazzo di colore mi guarda e dice che sono very fashionable. Rido [saranno gli anfibi?] Mi chiede se sono inglese o tedesca. Rido insieme alla ragazza asiatica che lavora in Belgio con la quale stavamo chiacchierando sulle presentazioni e i lavori che stiamo conducendo. Chiedo da dove viene lui. Zona dello Champagne. Gli propongo una ricerca sulla sostenibilità del Dom Perignon. Ride. Si riprendono i lavori.
postato da sisternet | categoRia | 22:18 | commenti
 

#2 coffe break

Siamo in piccoli gruppi di lavoro paralleli. Nel mio gruppo c’è un curioso essere con i capelli neri a casco di banana, corpicino minuto e occhi a mandorla con un naso a patata. Il tutto entro un vestito incravattato. Proviene da un istituto di ricerca che mi interessa molto contattare. Essendo anche molto formale non so come fare. Mi intrufolo in una conversazione con altri. Vedo che sbircia il badge che abbiamo tutti in bella vista, con i nomi e la provenienza, come i bambini in gita al mare che rischiano di perdersi [Come i bambini al mare qualcuno lo porta anche quando è in giro per la città…] Appoggia la tazza con il caffè. Mi descrive che cosa fa. Studia come monitorare le discariche illegali asiatiche. Mi chiede se da noi è illegale buttare via pezzi di materiale elettronico. Gli rispondo di no, che non essendoci ancora una legge non è illegale. Ride e dice che gli ho dato la stessa risposta che gli aveva dato un cinese il giorno prima. Conoscendo che cosa pensano gli uni degli altri, non mi sembra sia un gran complimento. Si riprendono i lavori. [mi sento sollevata… e anche lui…]
postato da sisternet | categoRia | 22:18 | commenti
 

#3coffe break

La mia presentazione è andata bene. Casco a banana ha parlato dopo di me. Il suo super-capo Yuichi-san era presente. E’ intervenuto su quello che ho esposto. Una. Due. Tre volte. Ora giriamo in tondo.

Con gli altri presenti nel gruppo ho già chiacchierato. Mi rimane Yuichi-san. Mi avvicino cercando una formula in testa per aprire il discorso. Vede che mi avvicino. Sorride. Prende dalla tasca il biglietto da visita e me lo porge, senza che io dica una parola. Inizia a parlare. “I have been very impressive about your presentation…” [impressive… mi dà l’idea che gli si sia stampata in testa come una foto…]

Poi dice che il lavoro che ho svolto è il cuore di tutti i discorsi che si fanno sulla sostenibilità, che… che… non si ferma più. Capisco alla fine qualcosa sull’importanza di mantenere un confronto ed una collaborazione. Ringrazio e mi inchino leggermente. Si inchina e ringrazia. Replico. Replica. Replico [come cavolo si chiude la sequenza?] Ad un certo punto si gira e riprende a scrivere su un notebook.

Mi giro. Inizio a ridere dentro. Sbircio il biglietto da visita. Una serie di Head di qui e Head di là. [Very Impressive!] e mentre vado verso la mia borsa con il trofeo tra le mani, ecco che arriva Casco di banana. Si scusa [e di che?]. Non è riuscito a seguire la mia presentazione, perché era preoccupato per la sua [adesso mi parli?] Sorrido. “Te la spedisco! Così mi dici che ne pensi!” Mi sembra fulminato.

Rincaro la dose: “Anzi spediscimi la tua, visto che anche io stavo smaltendo la mia!”

Ancora più fulminato. Che buffo ometto...

Lo saluto e vvia verso le vetrate di Chagall ed una montagna di Luxembungerli!

postato da sisternet | categoRia | 22:17 | commenti (1)
 

Correre è zen. Correre è divertente. Correre è vivere in questo mondo...

 

postato da sisternet | categoRia | 20:09 | commenti (1)


domenica, ottobre 10, 2004
 

Parto. Vado per qualche giorno ad occuparmi di come far uscire energia dai sassi, metter tre buchi nella sabbia ed avere una connessione. Il tutto in modo pulito. Il tutto su questo pianeta. Torno. Presto.

postato da sisternet | categoRia | 17:55 | commenti (3)


giovedì, ottobre 07, 2004
 
 Ho visto l'ultimo nato della triade de los nipotes... Assomiglia a Mr. Magoo! anche la mamma, nonché mia sister Bi, ha concordato ridacchiando. La somiglianza  è impressionante! Comunque il ragazzo sta benone e io mi sono innamorata del reparto ostetricia di questo ospedalino, perso in mezzo ai bricchi. Stanze-casa per partorire con i metodi "alternativi" come le nonne, con il supporto dell'ospedale. Solo in Olanda avevo visto delle strutture simili... E pensare che un anno fa lo volevano chiudere poi il Pronto Soccorso si è trovato un Bossi ictusato, lo ha riportato a vita... e voilà!
postato da sisternet | categoRia | 20:33 | commenti (2)
 

Gesti ripetitivi degli arti superiori

Sto uscendo. Prenderò la Piccola Flying Dutchgirl (la bici) e in due minuti sarò in ufficio. Il cielo fuori è da polenta con i bruscitt e da castagne da mettere nel camino. Mi guardo allo specchio dell'ascensore. Strano non si vede che mi sono truccata. Mi avvicino di più. Niente. Neanche il rimmel. Poi mi ricordo. Era il trucco di ieri che mi era rimasto in memoria. Ctrl+Alt+Canc. Occhei adesso ci siamo. Torno su. Trucco veloce. Esco.

postato da sisternet | categoRia ritratti | 11:26 | commenti


mercoledì, ottobre 06, 2004
 

Migranti stellari

Oggi ho inserito talmente tante informazioni nel cervello che mi sembra sia diventato splatter. Non ne ho più... altro che sviluppo sostenibile. Emigro su Swurf.

postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 18:30 | commenti


lunedì, ottobre 04, 2004
 

Zia Sister?

Sono Nati! Finalmente. Sono nati altri due nipoti! In un colpo solo! e voilà...Sara e Simone... poi settimana prossima un altro e a Natale sarà un vero e proprio casino. Eh sì perché con questi...sono a quota 7! E tutti tra gli 0 e i 4 anni. O mamma...svengo!

postato da sisternet | categoRia | 22:04 | commenti (3)
 

I miei primi 36... in Lomellina

Esco. E’ l’alba. La luce sta arrivando ora. Io e la Geniale in gita in Lomellina. Oggi corro da sola. Corro i 35 chilometri, anche per il biondo. Un po’ di ansia mi è venuta questa notte. Mi sono svegliata diverse volte su pensieri che riguardavano l’universo mondo e poi ho cominciato a contrattare con il mio cervello per sedarlo. Ora mi sento tranquilla. Abbastanza. Arrivo a Sannazzaro de’Burgundi. Nessun cartello che indichi il ritrovo. Chiedo all’unico passante. Mi dirotta alla piazza. Tanto tutto accade in piazza, dice. Ha ragione. I preparativi, i rituali. Non sono 35…sono 36, i chilometri. Cerco la partenza e invece mi indicano un pullman granturismo. Ci spostano a Zinasco e poi da lì il via.

 

Campagna piatta. Granoturco altissimo. Campi già tagliati. Si parte così. Tra altezze biondo oro e rasature che lasciano linee parallele sul terreno. Le sponde del fiume creano dei cambi di visuale. Sono solissima. Sul terreno le frecce gessate indicano le direzioni. Al primo ristoro, mi rendo conto della prima distanza percorsa. Sorrido. Sto cominciando a divertirmi. Presto sorpasso piccoli gruppetti. Sali, scendi. Saluti. Qualche complimento. Anche una piccola sfida. Mi rilasso sempre di più. Entro in un pioppeto. A terra le foglie sono bianche e nere. I filari sono geometrici. Rallento per assaporare tutte le sensazioni di pace che arrivano. Starei qui, in questo attimo magico, per il resto dei miei giorni. Invece apro la taschina delle emozioni e le metto via.

 

Cartelli avvisano che sono al cospetto de “Il maestoso Po”. Giro. Supero altri. Li sento dietro di me per qualche metro. E poi li perdo. Ora faggi e bosco misto. La sabbia della sponda invita a giocare. Improvvisa sale alla mente l’immagine di un parco olandese, De Hoge Veluwe. Stupendo. Ettari ed ettari lasciati a sé.

Passo uno, due, tre posti di ristoro. Sempre e solo uomini. Offrono un aperitivo, una fetta di pancetta, un bicchiere di vino. Sorrido, bevo bicchiere d’acqua, slurpo marmellate e me ne vado.

Condivido qualche chilometro con un gruppo di ultra. Altra parrocchia, quella degli ultra-maratoneti. Il Biella, sembra la versione zen di mangiafuoco, poi c’è il sardo e il romano. Tutti intorno ai sessant’anni e a migliaia di chilometri nelle gambe. Si chiacchiera. Parlano di ventiquattr’ore, di gare a tappe, del Passatore. Dicono che giro a 11km/h. Il Biella parla della pace zen del boschetto di pioppi, del senso di prender contentezza dal poco per aprirsi al molto. Mi sto decisamente divertendo. Al primo incrocio, mi porto davanti e li perdo. Mi rimmergo nella campagna. Canali, cascatelle, boschi. Comincia a far caldo. Ad una svolta un cartello indica che sono a “Mazzana Bigli”. Sono arrivata, come si dice a Pisa in vernacoliere, in Culonia City.

Passa un aeroplanino sulla testa. Inizio a ridere. Il cartello dopo dice che ho percorso venticinque chilometri. Non ci credo.

 

Attraversa la strada un fagiano. Ad un certo punto un “Attenzione. Non parlate. Api!” impone il silenzio di fronte ad una cinquantina di arnie formicolanti... Cascine vive, cascine abbandonate. Al ritorno dal mare, quando ero piccola, si passava da qui. Tutte strade secondarie. E la tappa fondamentale era a Mortara, ad acquistare salame d’oca e a partecipare alla sagra. C’era anche il casolare dell’anarchico. Scriveva sui muri di facciata enormi documenti, scritte, improperi contro il governo fino a far diventare la casa un enorme volantino.

 

Passo intorno alla raffineria. Si vede la fiammella sempre accesa del camino. Nell’aria odore di benzene. Odori conosciuti, anche questi. Tra i piedi ranette che saltellano. Ultimi tre chilometri. All’ultimo controllo vedo che gli organizzatori mangiano del risotto. Mi viene fame. Allungo il passo. Ultima curva. Arrivo. Mi dicono ridendo che ho la faccia di una che ha fatto 47 chilometri. Vado a rinfrescarmi, mi cambio e mi siedo, con il mio registro-contagiri, una montagnetta di risotto e un bicchiere di bianco. Arrivano gli ultra, loro sì che hanno percorso 47 chilometri! Dopo qualche minuto abbiamo creato un cerchio con le sedie. Si mangia, si chiacchiera. Si parla della corsa. "Ehi sister, ma sei andata via in progressione".

“Te 'sett un oss dur, sister”.

 

postato da sisternet | categoRia ai ran iu ran | 18:34 | commenti (4)


sabato, ottobre 02, 2004
 

Backstage

Domani 35 kilometri. A sud di Pavia. Dentro un miscuglio di emozioni, cose dette e in parte scritte. Cose su cui sto riflettendo da giorni, ma oggi un pensiero fisso. Domani 35 kilometri. Stamani ho fatto anche la mia prima spesa di frutta e verdura bio, in un negozietto in mezzo alle cascine, sul lago. Mi ha fatto impressione che la proprietaria presentasse i prodotti per gusti e non per tipo. "Vuole quella più agretta o quella dolce?" Da quanti secoli non sentivo una simile presentazione? Ci ho pensato un po' prima di andarci. Settimana scorsa davanti alla scoperta che il basilico del Supermercato dall'S-sibilante proviene da Israele, i fagiolini dal Senegal, ho deciso per la svolta. Ora posso offrire mele locali dalla mia collezione privata. Costo? poco poco più. Ma il pensiero fisso è lì. Domani 35 Kilometri. Ora vado. Un piatto di pasta. Preparo la borsa e poi a nanna. Domani 35 Kilometri. A sud di Pavia. 

 

postato da sisternet | categoRia | 21:07 | commenti