| Alice nella città | ||||
CIAO CIAO Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito. E-mail Levoyagedechihiro@libero.it ESISTE UNA BLOGOPALLA PARALLELA? ENTRA NEL MONDO DI SWURF! RIVOLUZIONE! RIVOLUZIONE! Controinformazione#0: Le città del sapere... Controinformazione#1: Al Jazeera dice che... Controinformazione#2: La BBC dice che... Controinformazione#3: El Pais dice che... Controinformazione#4: Da noi si mormora che... Controazione##: Per vivere meglio oggi e domani. Categorie ai ran iu ran barlafus brunobruno le avventure di grande casco mavalàvalà mondialcoscia ritratti sensi liberi sister jena tempi liberati Oggi in cuffia somafm.com/[default] Miles Davis, Kind of blue Stefano Bollani, Carioca Stefano Bollani, Les Fleurs Bleues Oggi accanto al futon Il Manifesto+Alias+LeMondeDipl (tutto On Web) Le letture accanto al futon: La chef&somellier di casa ha preparato pomodori, peperoni in cruditè Si mangia con il desiderio, la memoria e l'immaginazione [occhi, naso, palato] Divertente, come le fiabe Guida diretta e schietta, dalla colazione alla cena con le stellette ci sguazzo tutto il giorno Sotto la luna uno stato di parole Monster&C: tra un PC e un girarrosto Le avventure di BGMole (new entry) UnUomodaMarciapiede Chamber? Quello! Leshaèmiamica (newentry) Estetico stomp Una bionda a colazione Il topo più vip di Springfield Settore Runningdim:4x72x35 L'amica sfranta 6gradidiseparazione_l'AliceScrittrice Toctocilsoleètramontato Scusiaveteunasingola? L'espertone Ciao uzi! Il maratoneta ritrovato L'uomo invisibile Eddie: l'extra_terrestre Un giorno, in Piazza Maggiore Kairos Miagolii in riva al lago Aah, Amsterdam... My name is RCL Ceniamo insieme? l'Angolo SisterMusik Fredda Norvegia Sincronie multimediali Staalplat: elettronica quotidiana blog archivio oggi luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 luglio 2003 giugno 2003 maggio 2003 counter visitato *loading* volte ![]() |
martedì, dicembre 28, 2004 Illuminati dalla luna piena... Il cielo solido e il senso che si da alla vita. Lei lo ha descritto bene qui. Grazie!
Viviamo come formiche appollaiate sopra un gigantesco ippopotamo, che ogni tanto si scrolla. Ci vuole uno tsunami per rendercene conto? No, mi correggo. Ci vuole uno tsunami sulle Maldive per aprire gli occhi sul rapporto tra esseri umani e natura? In un mondo così urbanizzato come il nostro, la percezione delle dimensioni delle differenze di dimensioni tra essere umano e la Terra si annulla e si svilisce. Siamo preoccupati dell’inquinamento perché interessa direttamente la propria salute. I più ambientalisti si occupano della pulizia delle aree-pattumiera, ma questo essere appoggiati su un pianeta che ha vita, tempi, evoluzioni proprie appare un argomento da ora di Scienze alla scuola media. Lo tsunami è evento imprevedibile e come altri eventi naturali siamo solo osservatori, spettatori o vittime. Comunque impotenti. In questi giorni in cui si parla di Terra madre o matrigna, mi sorge un’incazzatura esponenziale. Ma quanto siamo autocentrati? Non possiamo prevedere tutto, non possiamo pensare che sia il mondo ad adeguarsi sempre ai nostri fottuti e onnipotenti piani e modelli di sviluppo. L’idiozia di sottofondo è la sicurezza che se uno va in vacanza alle Maldive, paradiso terrestre, pieno di villaggetti turistici, non possa accadere alcun dramma naturale per la semplice equazione che se qualcosa è armonioso, pulito, ordinato, non può essere negativo, pericoloso. Bello equivale a buono. Ora immaginiamo che lo tsunami di questi giorni avesse investito solo i poveri villaggi, le popolazioni autoctone. Chiudiamo gli occhi e chiediamoci quale poteva essere la nostra reazione emotiva, il nostro sentirci addosso questa tragedia. Chiediamocelo seriamente, perché tanto l’ippopotamo dormicchia con un occhio solo.. domenica, dicembre 19, 2004
Passami il vino, ehi ciao, ma che fai ora, e il panettone? dai passa il formaggio. buono sto vino ma da dove viene? piacere sono sister e tu? Sta per iniziare la Tradizionale Festa di Natale. Ormai partecipo da almeno cinque sei anni. E' meglio del compleanno per fare un bilancio annuale. Soprattutto chi ci viene vede il mondo che cambia, le persone che vedi una volta all'anno, ma che ci si racconta come se ci fossimo visti ieri e quelli che non si ha più nulla da dire. Nota per chi non ci è mai passato: è la festa più cool! venerdì, dicembre 17, 2004 Edizione Straordinaria! Messaggio in mondovisione del nostro Presidente del Consiglio per il Santo Natale 2004 Ragazzi questa notte ho ricevuto in dono due tavole di pietra e uno scalpello. Salgo in Barbagia per le vacanze natalizie con la famiglia e il solito lifting. Ma ho dieci idee che mi girano in testa… giovedì, dicembre 16, 2004 I am floating in the air Sono ricaduta nel frullatore di questa vita precariamente in aria. Lavoro stupendo, ma terribilmente in scadenza (paure, ansia). Sentimenti ed emozioni riposte in un cassetto per qualche giorno. Non riesco a vivere tutto pienamente. Troppe troppe cose. Ho messo dei post it interiori.Ci penso domani. lunedì, dicembre 13, 2004 Aspettando Natale (2) Ricevo ora dalla Società Autostrade SpA: "I lennykravitz da viaggio sono esauriti (ripassare prossimo anno). sono rimasti solo degli ottimi michaeljackson, usati ma be conservati e puliti..." postato da sisternet |
categoRia |
14:29 | commenti (1)
Aspettando il Natale Ho calcolato i chilometri percorsi quest'anno con la Geniale. Ormai sono una Frequent Flyer del casello. Calcolando quelli che percorrerò in questa settimana ce la dovrei fare... punto a prendermi il "LennyKravitz da viaggio". Sempre che non sia finito... Calendario della Polizia di Stato 2005 - Backstage
La ragazza nella foto (G8 Genova 2001) ha incontrato Maggio 2005 e Settembre 2005. Ci scusiamo per la scarsa qualità dell'immagine, ma Oliviero Toscani non lavora fuori dal suo studio. venerdì, dicembre 10, 2004
Siamo in attesa... Ore 19:18 Ok Assolto. Ok Vado a bere. Mi chiedo che cosa si berranno loro questa sera... qualcosa di forte immagino. Molto forte.
postato da sisternet |
categoRia |
17:41 | commenti (2)
giovedì, dicembre 09, 2004 Mi hanno girato due assi dell'universo e... ...non mi ci ritrovo più. E' che in tutto il mondo (tranne Milano) questa settimana è stata spezzata da questa cosina di festa infrasettimanale dell'8 dicembre. Una giornata con corsa nei boschi in solitaria, pranzone in compagnia, pulizie di casa, chiacchiere, film al calduccio della casina... che tutta me stessa era lì che diceva "ecco ecco è finita! siamo in vacanza! ma dove è il panettone e il cioccolato?" . Addirittura ieri sera man mano che ricevevo sms che mi riportavano a documenti, incontri, richieste di lavoro, mi sembrava di essere stata una settimana al mare! e oggi l'effetto è quello di essere in un lunedì molto proficuo, ma un po'fetente. Perchè avere due lunedì nella stessa settimana non è bello. No no. lunedì, dicembre 06, 2004 La compagnia teatrale “No Queremos Sufrir”
“Omaggio a Luigi V.”
AttoI-sabato Acquistato il biancostato e le verdure per un buon brodo, sotto gli occhi dei due compari, attentissimi ad ogni mossa, Sisternet mette la pentola sul fuoco con l’acqua fredda e tutti gli ingredienti. In sottofondo le note alternative di Marco Canali, Rosso Fuoco. Il brodo si avvia, sobbolle, spandendo nella casina i profumi d’autunno… Spaparanzati sul divano a guardare una videocassetta, Abrazo Perdido, ogni tanto qualcuno guarda che cosa accade in cucina. E’ notte. Si spegne il fuoco. Si va a casa. Domani sarà una grande giornata.
AttoII-domenica La mattina inizia bene. Si corre per i boschi, si corre per riallineare la mente al respiro, ai passi, ai pensieri. Altrove si fende l’acqua per trovare il ritmo, per sentire il corpo che viene trasportato oltre. Poi il via alle danze. Arriva Sisternet con pentole, bottiglia di vino e ingredienti segreti... La bottiglia di Castello Brolio 1998 viene scaraffata lentamente nel decanter. Il profumo è fortissimo, intenso. Inventore di Fiori dice che sa di ciliegie. Sisternet annusa il turacciolo per verificare lo stato. Premio Pulitzer tenta un abbordaggio al vino per "assaggiare". Il pranzo prevede risotto giallo e ossobuchi alla milanese con gremolada. La carne è cosparsa di farina di riso e messa a rosolare con le carote e il sedano in olio extra vergine e burro. Gli U2 Vertigo e i R.E.M. Around the Sun occhieggiano dallo stereo. Un tocco di Sassaiolo 2002 nella pentola di rame dove rosolano gli ossobuchi e inizia l’aggiunta del brodo e poi via al risotto. Qui entra in scena Premio Pulitzer che recupera riso, taglia, gira, manteca e sceglie Ivano Fossati, Tour Acustico. Si assaggia, si commenta, si beve e si brinda a “Luigi” a “Nosotros”. A tavola il silenzio, dopo il primo boccone, dopo i primi sorsi. Ad ogni passaggio il palato confida sensazioni diverse, emozioni di serenità. Ivano Fossati acquista nuove sfumature. Gli ossobuchi hanno un sapore dolce, in contrasto con il sospetto di limone della gremolada. Qui si gira nella danza dei ricordi, della memoria sui sapori nell’infanzia. Della cucina dei nonni. Delle leggende che dicono che, in queste terre, troppo velocemente industrializzate, le donne impegnate nelle filande, nelle tessiture e nelle concerie non hanno avuto tempo, né voglia per creare cibi, dolci. Quello che si mangia arriva da altre terre, da altre storie, da altre memorie, da altre donne. Si scelgono delle signore in grado di darci il senso della femminilità non propriamente casalinga. Marianne Faithfull e PJ Harvey. La torta di mele suggella il pomeriggio, l’whisky dà un tocco di completezza. Si chiude il sipario. sabato, dicembre 04, 2004 Black &Decker offresi Dopo Bonnie& Clide, Thelma&Louise direi che da oggi possiamo metterci sul mercato del fai-da-noi come Loli&Sister! Muri bucati egregiamente.Lavoro di coppia perfetto ( " divaricatore...bisturi, pinza...) che neanche in E.R. Ora ragazze... e ragazzi (siamo troppo buone) se avete bisogno di piantare quadri, montare una tenda, agganciare e connettere un lampadario siamo a vostra disposizione... venerdì, dicembre 03, 2004 Test democratico Che cosa distingue una sana democrazia occidentale dal barbarico terrorismo islamico? Risposta corretta: L'arma. Se usi una sedia elettrica sei un cittadino libero e amante dell'ordine democratico, se usi una scimitarra necessiti di un'occupazione per essere rieducato all'innovazione tecnologica. Il lavoro rende liberi... “Le nuove leve passate attraverso le forche caudine di corsi di formazione e stage sono la quintessenza della flessibilità”. (da un articolo del Corriere della Sera on line)
Leggo e rabbrividisco. In questi giorni telefono ad amiche che stanno lavorando. Rispondono in multitasking. Sento che continuano a scrivere al computer, rispondono a me e pensano alle prossime scadenze. Nulla di nuovo, forse, se non che le attività da svolgere contemporaneamente sono esplose. Chi è caduto nel frullatore, chi in un trita-ghiaccio, chi è finito nel centrifugatore. In ogni caso il cervello e i sentimenti avvertono una stortura in quello che si sta facendo. Troppo. Troppi fronti. Molta burocrazia, poca chiarezza in chi sta dirigendo organizzazioni pubbliche o private che siano. Poche certezze e il mondo intorno fa rabbrividire come racconta bene Doug. Oggi l’articolo del Corriere descrive come si ci veste per andare al lavoro. In realtà sarebbe più corretto dire “ai lavori” alle multi-appartenenze, alle multi-aderenze a tempo determinato.
Rabbrividisco. Chi lavora da qualche anno ha il problema di uscire dai frullatori, chi entra oggi nel mercato dei lavori comincia a chiedersi come vestirsi. La domanda, apparentemente futile, ne nasconde un’altra più profonda. Si chiedono se quel lavoro sarà quello che li caratterizzerà, se sarà quello che offrirà un’identità, un’appartenenza qualificante. In realtà, nessuno vuole le loro competenze. Ciò che interessa è la loro flessibilità, il piegarne le velleità, i desideri a quello che richiede il mercato oggi. Un saltellare qui e lì sul presente, senza possibilità di progettualità al di là di qualche mese.
Sarà perché è venerdì. Sarà perché piove. Sarà perché non vado a correre molto in questo periodo, ma mi chiedo quanto possa durare. Mi chiedo chi possa rappresentare tutto questo. Chi possa ridare spessore e volti e fatica in una rappresentazione collettiva (sociale, politica) a questo nostro vivere.
Ecco a me pesa soprattutto questo. Che il mio agire, la mia fatica individuale, anche se condivisa con altri e altre, non sia ascoltata, non sia rappresentata a livello collettivo. Ieri sera guardavo la luna e ho pensato che se scrivessi un appello e lo appendessi ad un palloncino, magari qualcuno mi risponderebbe. Dovrei sperare però che il palloncino si perda oltre la coltre della troposfera e si trasformi in una navicella spaziale. |