Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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martedì, luglio 26, 2005
 

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E la domenica si riposa!
Cinquanta puntini bianchi su per la montagna in fila indiana o quasi. Sette chilometri per un dislivello di mille metri. Il primo ha tagliato il traguardo dopo un’ora e quattro minuti (un percorso CAI dato per quattro ore). Poi è ritornato indietro di un chilometro a dare il saluto a quelli che arrivavano dietro.
Stare al bar, tifare, spiegare ai nipoti che i puntini bianchi che si vedevano sulla montagna erano uomini e donne (solo tre) in carne e ossa, e vedere i loro occhi meravigliati quando sono arrivati i primi è stata pura esaltazione. Ora vado a correre nell’afa padana.  Magari mi cerco una montagnetta.
postato da sisternet | categoRia tempi liberati, ai ran iu ran | 18:43 | commenti (6)
 

Lavori di stagione

Continuo ad entrare qui e mi guardo in giro. Sposto, metto, tolgo. E se reimbiancassi il template?

postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 18:24 | commenti (2)
 
Ho paura?
Sono giorni che mi sveglio tastandomi le emozioni una ad una. Nulla. La paura non c’é. Ansia, un filo di insofferenza, qualche timore, ma la paura non c’è.
Non so che fine abbia fatto. Mi do dell’incosciente, e sento che sono razionalmente vigile. Non è il punto. No. Penso solo che la soglia della paura si sia alzata. Inutile il bombardamento mediatico con la carrellata degli orrori, del senso del male e della pazzia umana in mezzo a noi, nel nostro andare e venire, nel nostro viaggiare o semplicemente spostarsi.
 
Quattordici anni fa. Roma. Ho vissuto lì due anni. La Guerra del Golfo. Il timore di attentati aveva svuotato le stazioni ferroviarie. Termini era deserta. Stazione Centrale a Milano vuota. Un amico genovese, ma che sembrava islamico nell’aspetto veniva bloccato ogni volta che decideva di partire. Lunghe file di accertamenti, costanti sulla sua identità. Mi ricordo di aver dimenticato una borsa porta documenti alla fermata di Ponte Vittorio. Salgo sull’autobus, guardo la borsa rimasta sul marciapiede maledicendo la mia stanchezza, scendo alla fermata successiva e corro corro corro. Penso che sulla linea del 64 basta solo uno sguardo fuori e ti ritrovi nuda, ai soldi che avevo, a quello che ci avevo lasciato, ai documenti a.. Arrivo e vedo la mia borsa in mezzo al vuoto del marciapiede. Tutta la gente in attesa degli autobus appiccicata a distanza e la mia borsa troneggiante lì. L’ho presa al volo e me la sono filata prima che qualcuno mi prendesse a sassate.
 
Ora. Oggi, in questa città, hanno chiuso dei tratti di strade intorno al centro. Prima qualcuno era partito con l’auto da un posteggio e dato il caldo aveva dimenticato la valigetta lì. I poliziotti si sono agitati nervosi. La gente a piedi ha proseguito le proprie traiettorie senza molte domande. Poi qualcuno ha denunciato un’auto apparentemente rubata. Stessa scena. La sensazione che sia diventata quotidiano sfondo al muoversi di ogni giorno. Quasi che ci avvicinassimo a quei paesi in cui sedersi ad una fermata dell’autobus e poter saltare in aria sia solo un puro calcolo statistico.
postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 18:15 | commenti (1)


lunedì, luglio 25, 2005
 
Jellà. Jella. Jellerà?
Helen Smith [nome fittizio n.d.r] il 7 luglio era a pochi metri dal bus 30 nel centro di Londra.
Scossa nel profondo ha deciso di prendersi una vacanza a Sharm.
Ecco, ora, forse, se io fossi il Presidente del Consiglio la inviterei ad un aperitivo.
postato da sisternet | categoRia sister jena | 00:32 | commenti (1)


venerdì, luglio 22, 2005
 
Il tramonto
Distesa sul futon sento che sta imbrunendo. Faccio scorrere qualche minuto. Mi avvicino alla borsa ed estraggo i pezzi da killer. Oggi ho anche il chrono nuovo da sperimentare. Mi ritrovo sul limitare del bosco, la luce del sole passa attraverso le foglie. Vado. Un cane bassotto mi insegue con il padrone estasiato da quanto sia felice di correre. Vado. Il sentiero è deserto, la luce taglia di sbieco i sassi e le radici sporgenti. Sto godendo. Spingo il passo. Allungo e aumento la cadenza. Arrivo alla casetta diroccata. Il sole è sceso dietro il monte. Riprendo la via del ritorno. Sono concentrata, ma dove sento l’eco dei miei passi mi volto per capire se sono sola. Urlo dalla gioia. Butto fuori il respiro con le fatiche. Saltello. In discesa mi lascio andare completamente al movimento. Il manto di aghi di pino ammortizzano il mio andare. Sono goduriosamente felice. Chiudo 10 kmi in 52min e 03 sec.
postato da sisternet | categoRia tempi liberati, ai ran iu ran | 21:56 | commenti (2)


martedì, luglio 19, 2005
 

Alba

Questa mattina cielo terso, aria leggera come se fossimo stati catapultati nella notte a duemila metri. Cerco sul balcone la cavalletta, quella che qui chiamano Saltamartino, che aveva deciso di trascorrere la notte saltellando tra il futon e il computer. Nulla. Il cortile a quest' ora è silenzioso. Solo io e il dirimpettaio albanese che sta per andare in cantiere. Si sentono riecheggiare i rumori delle caffettiere aperte, pulite e rimesse sul fuoco. Ci riscopriamo sui rispettivi balconcini a bere caffè e a riprendere senso del mondo e di noi nell'aria rarefatta dal temporale.

postato da sisternet | categoRia sensi liberi | 06:33 | commenti (4)


lunedì, luglio 18, 2005
 

Domani ho un cappuccino col morto

Il mio amico fiorista dice così quando ha in agenda una consegna di fiori all’obitorio in apertura di giornata…

Non entro nei particolari, ma si sa che lavorando con interlocutori come la Compagnia delle Indie il morto lavorativo ci potrebbe scappare. Ora torno a preparare la corona di parole per l’incontro-duello. Kombat-sister

p.s. sogni premonitori: mi trovo alla partenza di una gara, sto facendo stretching e scopro che sulla maglietta che ho indossato per le due maratone precendenti è stato messo dagli organizzatori il logo della Lega Nord sulla schiena. Sembra un bersaglio. Provo a staccarla, ma ormai stiamo entrando nella griglia di partenza. Che faccio? Ecco con questo cupo pensiero mi sono ritrovata alle sei sul futon a meditare sui mali del mondo del Nord.

postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 14:29 | commenti
 

Prenderla con filosofia

Non lo vedo da anni. Mi intercetta in libreria a dieci minuti dalla chiusura. Non è più affascinante come al liceo, quando mi ero presa una cotta per il suo cervello e quel suo vivere dissacrante. Ora è solo il mio prof di filosofia, di cui ho conosciuto l’arroganza, la strana tendenza a schiavizzare chi ha intorno, l’intolleranza e la stupidità in terre africane durante viaggi che avevano l’idea della colonizzazione più che della scoperta.
-         ciao perché hai comprato quel testo? non va bene per capire le utopie
[iniziamo bene]
-         ciao tutto bene? Il testo mi serve per un esame, nulla di più, ma se hai altri stimoli ben accetti [sorrido sperando che le sue paranoie si smontino] che fai?
-         Certo tutto bene! Ora mi occupo di consulenze filosofiche
-         ?
-         Faccio consulenze filosofiche ad aziende, anche individuali, a reparti di oncologia negli ospedali…
-         Scusa e che cosa fai di preciso?
-         Insegno a pensare, a porre bene le domande prima che le risposte
-         Aaaah. E hai mercato? [capirà che gli sto dando del mercante?]
-         Per ora insegno a laureati in filosofia a porsi in atteggiamento socratico [non ha colto]
-         Cioè a cercare i clienti? [ridacchio. Quest’uomo è un genio della finanza] Allora in bocca al lupo
-         Perché non ti associ anche tu?
-         Sono oc-cu-pa-tis-si-ma. Davvero… sarà in una prossima vita
[non capisce e mi guarda stralunato]
-         Ciao. Ti invio una mail.
Ecco, magari con una domanda stile ching.
postato da sisternet | categoRia ritratti | 12:49 | commenti
 

Ritagli

Ci sono momenti in cui mi emoziono. Mi emoziono solo per sentirmi di essere al mondo, per sentire intorno a me l’energia che si libera. Solo chi ha fatto arti marziali o corre può avere un’idea di quanto sia sottile e profondo questo dire.
 
“Buongiorno prof”.  Mi ci abituo velocemente e mi fa sorridere. L’essere fermata in mezzo ad una via e salutata così. Mentalmente ripasso la sua faccia e quello che ho pensato di lui.
 
Ci sono incontri che sono immediati. Capita sempre più spesso. A sensazione so. A sensazione sembra di conoscersi da sempre, che non ci sia un prima o un dopo. Sono le emozioni a rilascio lento che rimangono.
postato da sisternet | categoRia barlafus | 12:33 | commenti (1)


giovedì, luglio 14, 2005
 

Questo mi conosce...

Tra me e lui c'è un oceano di mezzo. Tra me e lui ci sono almeno dieci gradi di separazione, ma ci ha azzeccato. Io intanto corro...


Leone (23 luglio - 22 agosto)

Dal 1921 la lunghezza ufficiale di una maratona è di 42 chilometri. È questa la distanza su cui si allenano i corridori. Ed è per questo che molti partecipanti all'ultima maratona del lago di Chicago erano piuttosto confusi alla fine della gara. Avevano fatto tempi stranamente lunghi ed erano più stanchi del previsto. Solo alcuni giorni dopo i responsabili della maratona hanno annunciato che c'era stato un errore: la corsa era durata due chilometri in più. Credo che tu debba aspettarti qualcosa di simile, Leone. Il traguardo sarà più lontano di quello che ti aspetti e forse più lontano del dovuto. È meglio fermarsi e recriminare o arrivare in fondo e poi protestare? A te la scelta.
postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 15:45 | commenti


martedì, luglio 12, 2005
 

Mood del giorno

Volo notturno a vista. Insieme alla navigazione con barca a vela in notturna senza ausilio del motore (già sperimentata) sono situazioni da inserire in qualche corso di sopravvivenza lavorativa.

postato da sisternet | categoRia barlafus | 16:59 | commenti (2)
 
Mare o montagna?
-         Cara, preferisci un viaggio alla centrale di Chernobyl indossando un dosimetro per misurare le radiazioni assorbite oppure un viaggio a Tel Aviv girando con i mezzi pubblici?
-         Caro, non fare il solito provinciale. Seguiamo il premier in Sardegna. Ha promesso in TV che diventerà il prossimo obiettivo sensibile. Non vorrai perdere lo spettacolo… e poi...se riuscissimo a raccogliere un pezzettino di bandana bruciacchiata… come starebbe bene in soggiorno...
postato da sisternet | categoRia sister jena | 11:03 | commenti (6)


lunedì, luglio 11, 2005
 
Piccole nature morte al lavoro
Rischi relativi a lavori precari, precariati, inventati, mantenuti, legittimati, legalizzati.
  • L’asfaltatore estivo sulle autostrade di giorno: cottura lenta causa caldo da sole e condizionatori, arrotamento da parte di camionisti senza condizionatore
  • Lo stesso asfaltatore sulle autostrade di notte: arrotamento da parte di tutti, causa giubbetto arancione visibile solo a 3 metri di distanza.
  • La signora che pesa e mette i prezzi alla verdura, frutta acquistata e imbustata con i clienti che premono, chiusa nel girotondo degli ipermercati: colesterolo alto causa dieta totalmente proteica, sogni su sfondo di barre ottiche
  • La ricercatrice universitaria che tiene insieme i pezzi del lavoro svolto per una committenza esterna con cinquanta email inviate in quattro ore: sensazione di stare ad un centralino, senso di nullafacenza, depressione.
  • Il barista stagionale del Barrios’ cafè: alcolismo per far fronte alle punture delle zanzare o morte per punture di zzzzanzare.
  • Ricercatore co.co.co in organismo internazionale che lavora lì, ma dimora altrove. Sdoppiamento linguistico, personalità multipla, confusione tra costì e colì, perdita di senso del futuro, rischio di deflagrare a furia di lavorare in uno degli “obiettivi sensibili”
postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 18:19 | commenti
 
Deduzioni vitali
Se un operaio sta alla catena di montaggio della Fiat, non se ne deduce che sia capitalista.
Se un ricercatore lavora in una struttura di ricerca in un’università vaticana, non se ne deduce che sia cattolico.
postato da sisternet | categoRia barlafus | 17:03 | commenti (1)
 
Flipper Style Life? Yes, I do!
La mia vita in un bah, un respiro, un’indecisione, in chilometri di documenti scritti,  di relazioni intessute costantemente. Flip. Così si inghiottono i giorni come fossero ciliegie.  Flip flip Stank. Rimbalzando da un impegno al successivo in un vortice di tempi lavorati, tempi liberati e già impegnati fino a chiedersi se la pace del non far nulla sia star seduti su un prato verde a parlare di integralismi e tortillas. Flip Sponk ssssc Sponk. Poi si parte dalla domenica pomeriggio a metter in riga i neuroni sul da farsi del lunedì come palline pronte a flippar via e la vita riprende il suo flip sbonk flip.

 

postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 17:02 | commenti (1)


venerdì, luglio 01, 2005
 

Weak END!

Le scarpette ci sono, anche i libri ho messo. Lo zaino del weekend è pronto. L'unica indecisione è di che morir stasera... sotto il peso di un'enorme chianina sul luogo originale dell'ammazzamento della bestia con fiumi di vino autoctono, o rimanendo nella metropoli e spingendo in là  il limite umano di ingurgitamento di ostriche "sottratte al nostro miglior agente della costa bretone"adeguatemante accompagnate da calici di vino fresco. Dura indecisione... già questo è un motivo valido per chiedere un referendum che consenta la clonazione!

postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 18:30 | commenti (8)