Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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giovedì, gennaio 26, 2006
 

NEVE!!! NEVICA!

  o o

(io felice in mezzo alla neve!)

libera elaborazione di Cappuccetto Bianco di Bruno Munari

postato da sisternet | categoRia ritratti | 18:44 | commenti (2)


mercoledì, gennaio 25, 2006
 

San Gennaro cc’ha fatto la grazia!
Uè guagliò agg veduto o' miracolo?
 
Nella città patria della Lega invece che S.Antonio occorrerebbe onorare quel santo che per dieci anni di onorata amministrazione leghista ha fatto scomparire le polveri fini dalla città. Praticamente liquefatte. Merito anche di una centralina per il rilevamento dell’inquinamento atmosferico, che, piazzata su una via trafficatissima, inspiegabilmente non funzionava.
 
L’opposizione ha dato anche la sua mano, come sempre. Ha semplicemente taciuto. I verdi se ne sono dimenticati. E così per dieci anni, mentre nel resto delle città della regione si combatteva la cappa dello smog, tra targhe alterne e giornate senza auto, nella patria del sciur Bossi si respirava fresca aria di montagna e si portavano fiori al santo.
 
Poi il dramma. Il commissariamento del Municipio e direttamente da Padova il commissario, dopo solo un mese, forse ispirato da un santo antagonista, decide di fare la cosa più semplice del mondo. Inserire la spina alla centralina, come legge vuole. Ecco tuoni, fulmini e tutte le polveri fini che in questi anni di santità la città non aveva più visto. Ma meno male che c’abbiamo il santo. In tre giorni in cui il centro è stato chiuso alle auto non catalizzate (pari allo 0,01% delle auto viaggianti in città) e grazie al freddo intenso, le polveri hanno avuto il picco in giù.
 
Ora, ditemi che può fare una laicissima sister-jena in piena notte? Ovvio… andare devotamente a controllare con un cero pasquale la spina della centralina. Ovvio.  San Gennaro statte accuorto!

 

 

postato da sisternet | categoRia sister jena | 00:50 | commenti


martedì, gennaio 24, 2006
 

Mood del giorno

Insomma capitano quelle giornate un po' così. Un giorno guardi il cielo e il giorno dopo hai la sensazione che la tua vita è troppo vicina all'asfalto e ai tubi di scappamento. Ecco. 

Fatto. Ora mi sento meglio. L'inversione di marcia è avvenuta. Ed ecco che appaiono tedofori eleganti che annunciano sgambate olimpioniche,  "Close to me" dei The Cure nelle orecchie che mi fa l'effetto pavlov immediato di risvegliare tutti i sensi primaverili e non. Ecco, adesso ci aggiungo un bel aperitivo. Chissà che...

 

 

postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 19:16 | commenti


lunedì, gennaio 23, 2006
 

 

Abitare l'attesa

Alle Piagge, in riva all'Arno abbiamo trascorso pomeriggi a guardare le nuvole passare. In sottofondo la voce di Marta che leggeva testi, che secondo lei avrebbero ispirato il nostro futuro e quella di Sandra che tra una sigaretta e l'altra ci riportava al senso del mondo e di noi lì stese a far progetti. Questa è la preistoria della sisternet, un far rete e tessitura. Sono trascorsi anni e non ci siamo stancate. Anzi. Ormai abbiamo casi e casi su cui discutere per ore. Uomini, speranze, rovinose cadute, il senso di sè, il lavoro precario di lusso e che cosa faremo da grandi, i figli. Insomma il cielo è sempre lì, e le parole con loro si caricano di un significato che mi fa sorgere un sorriso interiore. E così è stato ieri quando ho aperto la mia casella di posta.

"e poi è inutile girarci intorno. Certe cose le devi incontrare. Come il libro giusto, come un amico, come un viaggio, come un amante... Certe cose ti accadono e tu non ci puoi fare un gran che, soprattutto non puoi forzarle, forse puoi solo metterti nella giusta disposizione, aprire, lasciarti andare e stare in ascolto, all’erta ma rilassato, molto rilassato. Ti dai tempo, aspetti, semplicemente aspetti e nel frattempo abiti l’attesa .... M. "

postato da sisternet | categoRia barlafus, sensi liberi | 18:26 | commenti (2)


martedì, gennaio 17, 2006
 

ahi l'amour! ahi ahi ahi!

"Non m'importa se è uno scotch. Lo amo!"

 Già si pensa sempre così. Che cosa sarà mai quella piccola differenza di prospettiva, quel piccolo risvolto diverso, quel guardare al tempo in modo differente Che cosa sarà mai? Bisognerebbe aver colto il segreto del volo, avere la leggerezza delle allodole.

Oppure essere andate alla manifestazione di sabato scorso a Milano, immerse in una folla oceanica di visi e sorrisi e slogan - "fuori il vaticano dalla gnocca" la più significativa (da leggersi anche invertendo i termini). Donne di diverse generazioni con quello sguardo innamorato della vita, in difesa delle proprie scelte, dello stare con i propri compagni e compagne di vita. Donne che hanno vissuto ancora l'illegalità del decidere circa il senso di una maternità e donne che hanno vissuto questo come un diritto acquisito e forse non l'hanno curato molto, pensando e sperando che fosse ormai acquisito. Soprattutto donne sorridenti sul futuro. C'erano anche tanti uomini, tantissimi e ce lo siamo ripetute un po' stupite e un po' no. Insomma non sono tutti degli scotch. Per fortuna.
postato da sisternet | categoRia sensi liberi | 17:18 | commenti (2)


mercoledì, gennaio 11, 2006
 

ahò é che so' figo...

Li riconoscete? No? Sono i protagonisti della serie Nip/Tuck. Sono, o dovrebbero essere, due chirurghi plastici molto fighi. ieri sera me li sono visti a scrocco da un'amica. Un’oretta con qualche scena splatter di una sostituzione di silicone a due tette, che sembrava lo slam verde di quando si era piccoli. Una signora abnorme incollata ad un divano per tre anni e poi loro. Quello a sinistra fa quello bravo. L’altro il superfigo che essendo stato sfregiato da un maniaco e pure violentato dallo stesso, è impotente. Almeno questo per circa 45 minuti della puntata fino a che non incappa in una tenente di polizia superfiga che gli dice che il suo approccio seduttivo è da “sottodotato”.
Insomma l’ultima scena è lui che si sta facendo la succitata tenente e coinvolge anche la fidanzata, scolpita a colpi di bisturi fino a farla assomigliarla a Marylin, in un gioco a tre dicendo solo: “Sono tornato baby!”. Ora la scena è torridissima. Insomma vorrebbe sembrare tale… anche perché dallo zoom sui baci saffici il piano sequenza si ampia e si vede lui sul letto con tanto di scarpa nera da impiegato e... calzino. Scarpa e caaalzzinooo?? Che torrido.

 

 

postato da sisternet | categoRia | 19:18 | commenti (5)
 
CINQUE STRANE ABITUDINI SISTER
  1. mangiare prima tutta la carne e poi tutto il contorno.
  2. fare la pipì all’ultimo momento prima di uscire da casa. Lo facevo fin da piccola… quando tutti erano già saliti in auto…continuo oggi anche solo per uscire a correre
  3. leggere tutti gli ingredienti di ogni prodotto alimentare in formato industriale ovunque li trovi, anche a casa di amici
  4. fare e pensare due cose contemporaneamente. Ci ho provato con tre, ma si ingrippa il cervello
  5. cercare i miei occhiali ovunque e scoprire di indossarli a mo’ di cerchietto sui miei capelli, nel momento in cui sto facendo fare la stessa fine alla copia di scorta che sto usando.
postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 18:01 | commenti (2)


giovedì, gennaio 05, 2006
 
Che hai fatto dopo mezzanotte?
La fine dell’anno è stata celebrata con una cena con spaghettini alle vongole veraci e seppioline stufate con i carciofi, e poi le lenticchie e il melograno e pure il panetùn. Premio Pulitzer, che aveva timore di non avere da mangiare, ha concluso l’anno in sbronzaggine totale. Il keniano, il giorno dopo era ancora verde. Ci siamo divertiti un mondo. Alle tre di notte eravamo alla Festa dove c’erano gli altri. Dove dovevano essere tutti gli altri a ballare fino all’alba. Siamo arrivati lì dopo il nostro cenone e i brindisi e i chissà quest’anno e abbiamo trovato l’introvabile. Il locale era semivuoto, il rimasuglio del buffet non lasciava spazio a fantasie su ciò che poteva esser stato, ma quello che più mi ha lasciato perplessa è stata la gente che era rimasta. E’ la seconda volta che mi capita in un mese. La gente che circolava era quella improbabile che si incontra, nella sua parte femminile, l’otto marzo per i locali. Sguardo sperso di chi esce poche volte l’anno, vestiti presi in outlet e chiome fresche della parrucchiera sotto casa che ti ha convinto ad utilizzare per una volta la lacca con i lustrini. I nonni ciondolavano, i bambini ciccioni con il papillon sbadigliavano e si chiedevano se era proprio finita la festa.
 
Sono giorni che mi sono chiesta quale sia stata la molla, che li abbia spinti ad essere lì, nel localino, una volta sinistrorso, oggi recuperato a posto di ritrovo e a baretto di quartiere. La risposta è una sola: il prezzo politico. Trenta euro per un tutto compreso, che era impossibile trovare altrove. Questa è una fetta di popolazione della città, che non incontro mai, che mi chiedo che cosa pensino, che cosa mangino, che lavoro facciano e quali aspirazioni abbiano. Poi c’è una parte di me che si emoziona tantissimo. Forse so anche perché.
E’ la stessa ragione per la quale non riesco a vedere fino in fondo film di Alberto Sordi o di Fantozzi. La percepisco nelle viscere e mi viene l’impulso di proteggerla o di guardarla rispettosa. E’ la ragione per la quale l’umanità con le cravatte d’argento il giro vita infarcito di pajettes e lo sguardo perso mi sembra quella fetta di varia umanità fragilmente priva di agganci di senso ai cambiamenti, che può essere ingannata facilmente, che se ne torna a casa dicendo “ecco lo sapevo che era una fregatura te l’avevo detto”, che ha quattro computer, tre televisori e un ipod, ma che ne usa un terzo, perché alla fine non sa che farci, ma nello stesso tempo ha i nonni in casa, sa coltivare un orto e ha la spesa da portar su.
E’ strano averla incontrata due volte nell’arco di trenta giorni…
postato da sisternet | categoRia barlafus | 16:54 | commenti (1)


mercoledì, gennaio 04, 2006
 
Glub glub glub
Improvvisamente l’altra sera è finita l’apnea. Un’apnea che il Natale si è ingoiato, ma che la fine dell’anno ha sputato fuori, espulso. Prima un sms dalla Santa Banca, che se ne vorrebbe intendere, che mi avverte così: “E’ arrivato! Il bonifico di …€ è stato accreditato sul cc….” .
In quel momento ho pensato che la banca se ne intende davvero. Si intende dello stato psicologico dei propri correntisti attaccati alla canna del gas, che guardano supplichevoli la telecamera della stanza bancomat come se fosse una sfera magica, mentre scrutano sul resoconto il segno negativo del credito disponibile e pensano a quale fine abbia fatto quella fattura consegnata mesi fa. Ed ecco il bel punto esclamativo, che è quasi un urletto di gioia del cassiere. Quello simpatico che mi scriveva il saldo a penna dopo ogni pagamento, anche se non glielo chiedevo...
postato da sisternet | categoRia barlafus | 18:29 | commenti (1)