Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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sabato, aprile 29, 2006
 

E' andata che...

Donna Angelicata contro Stato del Vaticano 1 a 1.

Ora vado a scaldare gli spogliatoi. Fra dieci giorni c'è la partita di ritorno. 

 

postato da sisternet | categoRia sister jena | 20:16 | commenti (5)


giovedì, aprile 27, 2006
 

Mood dell'attimo

una settimana a studiare statuti interni all'università e strategie del centro. ho fatto yoga, mi sono allenata con tutti gli interlocutori che conoscevo. ho stretto alleanze. via. vado. entro in riunione con il capo politico.

postato da sisternet | categoRia barlafus, mavalàvalà | 17:05 | commenti (4)


martedì, aprile 25, 2006
 

Mentre vivo come in un acquario delle emozioni, ho ripreso a correre. Bene, direi. Mi serve per respirare. Corro nei boschi, nel silenzio. Ogni tanto mi soffermo a respirare il profumo degli abeti, dei mughetti, della nebbiolina mattutina o del calore dell’erba. Dieci chilometri, poi quindici, poi sedici. Chilometro dopo chilometro riconquisto la sensazione del corpo, della mente, dei sogni e dei desideri. Ad ogni passo scende un po’ la paura del proseguire da sola sulle mie gambe, sulle mie intuizioni. Ad ogni passo sale la voglia di andare avanti, di sentire la primavera che è scoppiata così. Improvvisa.
postato da sisternet | categoRia ai ran iu ran | 01:54 | commenti (1)
 

Che cosa è successo?
 
E’ morto il mio maestro. Aneurisma cerebrale dice il referto medico. Ecco.
 
Il vecchio capo ricerca con il quale ho lavorato per sette anni e che conoscevo da almeno quindici. Ho pianto pianto pianto. E ancora adesso mi manca. Manca un gioco di ping pong di idee, di battute argute, di riflessioni sul nuovo governo ("E' tutto il meglio che abbiamo, curiamocelo"). Mi manca il confronto che ha contraddistinto il nostro lavoro, il nostro progettare, il dar valore alle menti di chi arrivava a diretto contatto con lui. E in questo periodo di grave crisi della ricerca, sembrava di aver trovato un’oasi. Anzi, questa oasi l’avevamo costruita insieme anche con Pippo qualche anno fa. Ci eravamo stancati di fare ricerche senza un obiettivo, con le fatiche di cercare soldi e di sopportare responsabili scientifici, che di scientifico avevano solo lo stipendio. Così tra un panino al prosciutto e mille caffè avevamo scritto le basi del centro di ricerca. Una settimana di lavoro, dove gli altri ci avrebbero impiegato mesi, pensando che fosse solo una favola. E invece era riuscito a trovare sede e finanziatori per lo start up.
 
Un  intellettuale della vecchia guardia. Elegante, generoso e pieno di curiosità, con una mente portata sempre al nuovo, senza perdere le radici nella concretezza del vivere e l’importanza di darci uno stipendio degno di questo nome. Una riunione di progettazione con lui creava mille visioni, mille possibilità e sfiniva i neuroni di noi “giovani” e a lui gettava un’adrenalina che lo faceva saltellare dalla contentezza di aver pensato nessi logici tra argomenti tra i più disparati.
 
Dopo il classico caffè del mattino  e ogni tanto mi chiedeva “come va?” e io attaccavo con le notizie dei progetti, del lavoro e lui dopo qualche minuto di ascolto rincalzava sornione “e il resto?”. Cazzo. E il resto? Era da intendersi “come va il cuore?” E se io accennavo, mi buttava lì una riflessione, una battuta sul senso delle vite precarie dei suoi figli e della mia.  La capivo forse solo dopo, a distanza di ore. Tempo fa, di punto in bianco butta lì una domanda “Conosci l’architetto X?” E io “no non mi pare” E lui “Peccato, è morto improvvisamente due giorni fa. Era un caro amico. Mi ha fatto un bello scherzo il ragazzo… sai aveva solo settant’anni” E io un po’ imbarazzata rimango in silenzio. E lui prosegue “Lo scherzo è che mi ha buttato lì un po’ di idee per organizzare dei seminari sul concetto di bellezza.”
E io illuminata “Bello! Il concetto di bellezza, la sua evoluzione… per esempio bellezza e composizione musicale, bellezza e parola, bellezza e forma fisica delle città…” e lui mi guarda esterrefatto “ ecco proprio quello e poi l’idea di paesaggio…” e io “ bè lì potremmo andare a vedere l’idea di accettabilità sociale e di estetica”
“ Sister, mettimi giù due righe per argomento, che ne dici? Non pensarci troppo. Scrivi solo quello che hai in mente e basta”
Ecco. Mi manca.
postato da sisternet | categoRia barlafus | 01:16 | commenti (4)


venerdì, aprile 21, 2006
 

Mood della settimana...

...e scusate se non scrivo. Appena mi si fermano le emozioni ed esco dal sacchetto anti panico, vi racconto. Potrebbe essere anche solo tra un'ora come posso scollinare oltre.

postato da sisternet | categoRia barlafus | 18:19 | commenti (1)


venerdì, aprile 14, 2006
 

Cool

Sono nella zona pedonale del centro della città natìa. Vicino al negozio di Hermes un gruppetto di persone molto griffate.

-         stasera aperitivo

-         sul presto: questa sera ci sono le sacre rappresentazioni…

…anche il venerdì santo è un evento cool?

 

postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 14:20 | commenti (6)


martedì, aprile 11, 2006
 

L'UNIONE HA MAGGIORANZA ANCHE AL SENATO...

dopo circa due ore che pensavo che non si può vincere se si ha una percentuale inferiore all'avversario ho capito!

Alchimie di matematica elettorale
 
Qualche mese fa, attanagliato dal timore di non vincere, Berlusconi fa votare una legge elettorale che rivoluziona tutto. L’opposizione tace o quasi. Perché?
 
E’ una legge faticosa da leggere e come insegna anche il Manzoni, se non si capisce velocemente, forse nasconde qualcosa.
 
Ecco. E’ strutturata in modo che se si arrivasse allo stallo con i due fronti nell’intorno stretto del 50%, il secondo vincerà in base al numero di seggi, che avrà in più del primo.
Elementare Watson: si vince non solo con la croce sulla scheda da parte degli elettori, non solo con sistema proporzionale o sistema maggioritario, ma anche con qualche tecnicismo.
 
Meccanismi che si decidono a tavolino, tipo ampiezza delle circoscrizioni o algoritmo per il calcolo dei premi di maggioranza.
Sono meccanismi un po' difficili da spiegare, peggio da capire. Insomma non li vedremo mai in un Porta a Porta e nemmeno a Ballarò. Sicuro, poi funzionano perfettamente come il tempo di rotazione terrestre intorno al proprio asse.
 
E quindi oggi l’Unione ringrazia, non tanto il voto estero, quanto il Polo di avergli permesso la volata sugli ultimi metri della Maratona!
Insomma per la logica aristotelica Prodi  = Tergat a New York
Ecco adesso occhio che arrivano i pirati!!!

 

postato da sisternet | categoRia sister jena, mavalàvalà | 17:09 | commenti (1)
 

Voglio essere antipatica anche a me!

Vabbè essere buona, ma oggi l'ufficio universitario che divido con la mia collega che vota e ha votato AN perchè lo vota il suo papà, avrà le seguenti regole democratiche:

1. divisione al 50% del perimetro

2. non condivisione di pensieri se non strettamente inerenti ai progetti in corso

3. non condivisione di cibi, pranzi, etc.

4. e soprattutto ho messo gli auricolari e faccio l'autistica...

postato da sisternet | categoRia sister jena, sensi liberi | 10:08 | commenti (3)
 

Mr BBB e Mr PRRRR

Ieri sera prima tappa il bar comunista per condividere l’attesa. Poi visto che il vino scivolava giù, ma non risolveva l’angoscia e l’ansia della gente che entrava e usciva e accumulava alcool e nicotina in parti uguali ci si è spostati con grande tavolata alla trattoria bolscevica.

Il cibo buono, l’oste che ogni due minuti diceva “ueee facia de merda” alla televisione, ha risollevato i cuori e le menti. E intanto pensavo tra me e me, che l’ultima volta che avevo fatto un’attesa simile nella sede della Grande Quercia della città natìa, ero rimasta con pochissimi depressi sottoposti di partito. Quando lo dico a Premio Pulitzer chiedendogli come stanno le cose, risponde “male. State lì e se sentite bussare non aprite a nessuno!”

Oggi siamo al 50% qui e lì e ha ragione Il Manifesto a titolare "ci siamo fatti del male". Ci siamo dimenticati della fragilità della democrazia, i sindacati ci hanno fatto passare delle leggi sul lavoro che ci hanno ridotto a precari senza risorse e senza tempo e futuro, mr B ha fatto incazzare tutti dalla confindustria alle casalinghe in pensione. Ma si è lsciato che il tempo decidesse... Il 50% è un successo a confronto del nulla di questi ultimi anni, delle piazze lasciate vuote, dell'assenza dell'opposizione.

Ha ragione Mario, l'oste della trattoria comunista, con il fisico infraccato del rugbista in pensione, "cassso è quello che ci meritiamo! in Francia appena hanno toccato una legge sul lavoro - una! - sono in piazza tutti, fanno sciopero tutti. E qui abbiamo mangiato palate di merda per cinque anni senza far niente. Valà ci è andata di culo..."

ecco da ora in poi metto su questo blog le parole di Ivano Fossati:

"Ora davvero basta,

con la trasparenza

voglio una cultura sottostante" Da Il Battito, in L'arcangelo

postato da sisternet | categoRia barlafus, mavalàvalà | 10:04 | commenti (1)
 

Grazie vauro!

da Il manifesto di oggi:

postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 09:31 | commenti


lunedì, aprile 10, 2006
 

Nelle prossime ore…

Giusto per il gusto di pronunciarlo…

 

Vorrei dire a tutti gli expremier,

che adesso vado a fare una merenda comunista,

mi riposerò in modo comunista,

fumerò una sigaretta comunista,

mi truccherò comunista

andrò a fare un brindisi comunista

al bar, sì quello comunista.

E sarò felice.  

postato da sisternet | categoRia sensi liberi | 17:28 | commenti (2)
 

Seggio paura

Ieri ho respirato tensione al seggio. Appena entrata.

File di scrutatori in attesa e tensione.

Ho pensato “sarà la mia proiezione?”

Poi sentivo doppi arrivederci e l’eco delle parole del presidente del seggio.

L’ho visto.

Il ragazzotto con capelli rasati e vestito della festa.

Aveva una medagliona con scritto Forza Italia a prova di vecchietta.

Salutava tutte e tutti al momento della presa della scheda e al momento dell’uscita.

Mi sono sentita schedata in quella testa rapata.

postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 09:56 | commenti (2)


venerdì, aprile 07, 2006
 

Caro Diario…

 

 

… è stata una settimana di grandi altalene. Su è giù come uno yo-yo, ma il bilancio è positivo. Molto. Ieri mi guardavo nella vetrina di un negozio di Torino. Amo Torino, mi ci sento a casa ovunque. Già da Settimo Torinese, già dalle fabbriche lungo l’entrata in città. E in centro mi piacciono le botteghe ancora di quelle vecchie con il salumaio, il fiorista, gli artigiani, i biciclettai. Il venditore di formaggi di via Lagrange è un monumento ai latticini, ci passo sempre e soprattutto lo ritrovo sempre: basta seguire il profumo che si espande per strada. E poi gallerie d’arte e poi musica e poi i monumenti. E poi i caffè e la gente che ha un’arietta aristocratica. E poi i giardini monumentali dentro i palazzi. Ad un certo ho pensato che sono donna da città capitali. Non ce ne è una in Europa e anche fuori in cui non abbia pensato “che bello sarebbe venirci ad abitare”.

 

Ecco ritorno alla mia immagine nella vetrina. Mi sono guardata. Alle spalle solo quattro ore di sonno per alcuni scritti che parlano di ambiente, energie pulite (secondo me meno di quanto si speri). Magari sembrano argomenti tecnici, che interessano pochi, ma sono miei. Talmente miei, che mi ci diverto anche a notte fonda, anche quando scopro quanto siano sottopagati, anche quando devo fare altri lavori per permettermi di avere la passione della ricerca. Dello stare lì a fare calcoli per dimostrare quanto investire nell’idrogeno sia una bolla vuota, per dire che è bello un impianto che produce energia da biomassa, ma che la gente se non l’informi si incazza lo stesso. Che dire? Sono curiosa. Fare ricerca è solo un modo per dare espressione a tutto questo. Farei la barista, anzi l’ho fatto, farei la consulente aziendale, anzi lo sto facendo ogni tanto, per poterlo fare.

 

Ecco, dicevo. Mi guardavo lì. Nella vetrina, intendo. E vedo che ho il viso rilassato, gli occhi verdi che ridono. E penso che sono un talento. Niente da dire. Un vero talento.

 

Salgo sulla Geniale e sento alla radio, radio3rai, un’intervista ad una scrittrice che parla dell’ultimo romanzo che ha scritto e in cui parla di suo padre. Un padre muratore, che aveva un orecchio assoluto e che suonava la fisarmonica. Ad un certo punto dice: “La musica era la sua salvezza. La sua espressione più profonda di un talento innato. Purtroppo la povertà era tale, che non ha potuto viverci di questo talento. Ecco io penso a lui quando penso ai “talenti sprecati” in quei tempi. Fortunatamente oggi è diverso.”

 

Ecco, con la mia immagine nella vetrina ancora stampata sulla mia faccia, ho pensato ai “talenti stritolati” di oggi.

 

postato da sisternet | categoRia ritratti, barlafus | 20:09 | commenti (1)
 

Chiamatemi Icara


Leone (23 luglio - 22 agosto)

Di recente ho sognato i miei tre migliori amici del Leone. Li osservavo mentre si liberavano da bozzoli appesi a un grande albero simile allo scheletro di un dinosauro. Erano coperti di piume e, anche se avevano un volto umano, le braccia si erano trasformate in ali. Appena si sono liberati dal bozzolo sono volati via. Mentre li guardavo salire verso il cielo, le mie braccia hanno cominciato a trasformarsi in ali piumate. Ho avuto la sensazione che anch'io sarei stato presto in grado di volare. Ecco come interpreto questo sogno: voi Leoni siete pronti a decollare, e il vostro volo servirà da esempio e da ispirazione per molti altri.

postato da sisternet | categoRia | 20:08 | commenti


martedì, aprile 04, 2006
 

Mood del giorno

Alla fine anche il mio unico ormone si è risvegliato con la Primavera.

Dopo una giornata di battibecco con la Cervellona, ora facciamo le bolle! Sempre meglio che dare testate contro il muro

 Stasera lo porto a vedere le partite in pizzeria.  Almeno si distrae e stanotte ci sogniamo le cosce e i deltoidi di Martins.

postato da sisternet | categoRia sensi liberi | 18:45 | commenti (3)