Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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mercoledì, agosto 30, 2006
 

PsYco2 - La zucchina assassina

Ieri sera all'imbrunire, dopo aver deciso che ormai chiaramente la casa è troppo piccola per i libri ancora ammucchiati, apro il frigorifero semi-vuoto e prendo la verdura per farmi una cenetta salutare. Dal cortile inetrno rumore ritmico di molle indicano densa attività relazionale dei vicini, in sottofondo il videogioco ha ripreso il suo suff sbank sbank crash wwuu wuuu. Qualcuno al piano sotto il mio intesse degna cronaca delle vacanze passate "con lui che poi ha litigato col bagnino e io... "
Vedo che le due zucchine provenienti dal bazar pakistano sono ancora belle integre, senza cedimenti. Prendo il coltellino affilato e taglio una parte di buccia alla prima. Bum. Non ci credo. Guardo. La parte interna ha una crepa per tutta la lunghezza. Rido. Che strano. La riduco a tocchetti e procedo con la seconda. Bum Bum. Improvvise tre crepe interne. e meno male che non ho comprato le melanzane, altrimenti mi toccava disinnescarle prima dell'uso...
(oggi niente ammazzamenti, sembra, solo elicotteri che girano a bassa quota per tutta la giornata... che stiano arrivando i marines?)

Foto d'archivio di Belleville: i soliti compagni d'aperitivo...

postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 18:29 | commenti


martedì, agosto 29, 2006
 

Dalla Belleville d'Italia - la PsYcosi quotidiana

"Siamo vivi, ragazzi!" I pakistani del negozio sotto casa mi guardano impauriti, io stavo parlando al cellulare e sono entrata nel bazar senza farci caso.

Io li guardo ammutolita. Poi dico “scusate sono entrata per acquistare della verdura…” Loro si rilassano e pure io. Dicono qualcosa nella loro lingua, che penso sia un "mavaffanc..." e compro montagne di verdura e frutta che dicono elimini lo stress da rientro e da ammazzamenti.

Poi proseguo il giro e comincio a metter paletti ai negozi da frequentare, dove si sparla e si ammicca in un crescendo di allarmismi, ma anche in università l’ambiente non è dei migliori. Se va bene si tratta di un “noi e loro” delle frange più aperte all’integrazione. Se va male c’è un ricamo di contro proposte di difesa dall’invasor.
Come si fa a dire che sì è un regolamento di conti, ma che i sicari forse sembravano, ma forse forse degli stranieri. Forse. Nulla da dire "noi avremmo ammazzato in altro modo...loro sono più selvaggi". Ho sentito anche questa. Selvaggi? Allora è sempre una questione di stile, una questione estetica e di buon gusto.
A saperlo...
postato da sisternet | categoRia sister jena | 17:35 | commenti (2)


giovedì, agosto 24, 2006
 

Bleah

Come quando tornavo a scuola e mi riducevo all'ultimo giorno a fare i compiti... Sono spuntata in ufficio alle 12 e dopo quattro ore di computer, navigazione, risposta alle email etc ho la nausea... Cazzo troppa natura e astinenza dai mezzi informatici mi ha fatto male. Lo sapevo mi tocca tornare in vacanza!

postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 17:48 | commenti (1)


giovedì, agosto 17, 2006
 
Diari di campagna #1: Il contesto
(in sottofondo LeningradCowboysgotoAmerica)
Partita a fine luglio. Arrivata in un punto d’Italia dove la campagna è senso totale del paesaggio. Le cascine sono punti in mezzo alle colline, vecchie fornaci sono abbandonate nei boschi fitti e qualche capanno in attesa di ristrutturazione invita al trasferimento. Caprioli, tassi e cinghiali si vedono da qui a lì. Si sente il vento. Si può stare in silenzio per giornate intere. Si parla solo se si ha qualcosa da dire e se si incontra qualcuno, soprattutto.
Sono partita che si schiantava dal caldo, un lunedì pomeriggio. Imprecante contro il commercialista, l’invisibilità del precariato a partita iva per i sindacati e il decreto Bersani, la fatica fisica e mentale di avere tutto in ordine prima di concedersi delle ferie e contro quei maledetti 36 gradi trasudanti umidità in cui ero immersa.
Autostrada e poi ho imboccato la strada indicata dal cartello per località ambigua, almeno dal nome e dopo 7 chilometri di sterrato in pendenza sono atterrata qui. Intorno il buio più totale. Dietro il cancello di legno e rete metallica, Kira il Labrador mi ha accolto abbaiando con un legnetto in bocca. Qui tutti sono un po’ dei personaggi, a partire da lei. Addestrata per fare da cane guida per ciechi, non ha superato l’esame finale: troppa paura per autobus e treni. Le è rimasto lo stare a fianco di chi si prende cura di lei, ma qui in mezzo a boschi e alla natura selvaggia si esprime nella sua animalità più giocosa. Quando si butta nel fiume e inizia a nuotare avanti e indietro ci si chiede quanto sia lontra e quanto canina.
La cascina è deserta di notte. Di giorno il laboratorio che produce marmellate, confetture, olii essenziali si popola negli orari d’ufficio e neanche tutti i giorni.
I padroni di casa sono in viaggio, verso il mar Baltico. Curo il cane, lo faccio giocare e correre, poi c’è anche gatto, do un’occhiata all’orto, bagno le piantine una volta al giorno. Fine. In cambio quindici giorni e più di silenzio e campagna e fiume. E cane.
Ora sono tornati. In produzione c’è la marmellata di albicocche. Il profumo arriva a ondate portato dal vento. L’odore è lo stesso di quando mia madre faceva i vasetti di marmellata quando ero piccola. Odore di zucchero cotto e di frutta.
Ieri sera in paese tavoli per la strada principale per una merenda collettiva: capocollo, salame, porchetta, una fetta di formaggio e il vino. In cambio: offerta libera per le associazioni di volontariato. C’erano tutti quanti. Si racconta della stazione di posta Le briccole, che di secolo in secolo ha visto passare e fermarsi qui condottieri, re, soldati, Francesco in viaggio verso Roma, fino ai tedeschi nella seconda guerra mondiale. E poi i castelli, gli eremi e le torri e le fornaci. Ed io che pensavo che fosse solo una bella campagna.
 
Per sabato sera la parrucchiera di origine polacca ha organizzato una sfilata di moda “Dagli anni Trenta ad oggi”. Lei cura le acconciature, le modelle, tutte clienti del paese, hanno aperto i bauli, recuperato vestiti e accessori. Ne vedremo delle belle.
 
postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 19:38 | commenti