Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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giovedì, novembre 30, 2006
 
Note di vita quotidiana: La retata
“Esci con le mani in alto! Anzi no! Non farlo!! Ti ripeto NON FARLO”
Oggi sotto questa minaccia il gorgonzola, sulle sue gambe e sotto scorta, è stato trasferito con la forza, da un angolo del frigorifero al contenitore stradale.
Ora son cazzi dell’inceneritore…
postato da sisternet | categoRia sensi liberi | 00:58 | commenti (2)


martedì, novembre 28, 2006
 
Signora maestra, c'ho avuto l'indigestione, guardi lo dice anche la mia mamma...
Ogni volta ci caschiamo. Il Signor B. sta male. Se lo fa in pubblico è fatto per far vedere a tutti che è proprio vero, vero. Se lo riportano anche le televisioni, allora è proprio ad un passo dalla tomba, ops, volevo dire, dal mausoleo. Poi sotto la notizia del malore, che se esiste una vita ultramondana Berlinguer fagli sentire tu qualcosa, compare una piccola noticina, ma piccina piccina. La noticina dice che il processino mediaset previsto per il 1 dicembre è stato rimandato, causa malorino del signor B.
Ormai ho una sicurezza: non morirò democristiana, ma un po' incazzata sì.
Sister-jena demoralizzata
postato da sisternet | categoRia | 16:08 | commenti (5)


giovedì, novembre 23, 2006
 
Mantra of the day
"Il polipo cuoce nell’acqua sua stessa."
E lasciamocelo stare…
postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 15:14 | commenti


mercoledì, novembre 22, 2006
 

De Sade mediatico

Che bello scoprire nell'ultima puntata qualcuno più sadico del Dr. House: il suo sceneggiatore.  Lo dico con viva ammirazione. Firmato: sisterjena spalmata sul video

postato da sisternet | categoRia sister jena | 23:58 | commenti (5)


giovedì, novembre 16, 2006
 
La mia banca
Presa da mille compitini, e oneri e presenze a convegni e tutti in contemporanea, me lo ero segnato sul palmare: pagare le tasse! Poi presa da un improvviso amore per il web e da una scarsa propensione alla fila allo sportello, avevo memorizzato la possibilità di pagare con l’internet banking.
Alle 17.00 mi connetto e scopro che la mia banca, quella nuova, dove ho il conto professionale per la quale ringrazio ancora dal profundis il sig. ministro Bersani, accetta i pagamenti F24 fino alle 15.00. E mentre impreco a scena aperta penso che è vero. La mia banca non è come le altre, la mia banca è diversa. Ma vaffanc và.
postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 23:56 | commenti


lunedì, novembre 13, 2006
 
SkySister
“Sogno che CSI-Las Vegas entri in casa mia riscoprendo pezzi delle storie della vita mia. Salga sulla geniale togliendo micropolveri. Poi stralci di carte, ceneri, mozziconi, briciole di dolci, gocce di vino. E nel frigorifero si scoprono cadaveri. Formaggi, succhi di frutta e impronte. Ovunque. E mentre lo sguardo da Ally Mc Beal svela una realtà non vista, immaginata e colorata, la storia del cassonetto, la colonna sonora dei risvegli, i colleghini si ritrovano nei bagni delle confidenze. Ma forse il segreto è innamorarmi del Dr House, della sua cinica logica. Chiedere a lui un responso, una diagnosi senza pietà, tanto non ne ha. Come una partita di poker con le possibilità delle patologie umane e corporali. Oddio, lo adoro già, a scena aperta. In fondo c’è sempre un occhio che osserva e che rimane un pericolo come nelle commedie di Harold Pinter riprese in Lost. Ah, quello sguardo del deus ex machina che diventa il possibile mostro. Ma qualcuno mi dirà come uscire da questa puntata reiterata di sexinthecity. Tanto qui non è NewYork e mi mancano tanto i cappottini per non dire le scarpe vertiginose di Manolo Blanik, dio che belle.
Considerando che non ho la TV… è grave dottore?”

 

postato da sisternet | categoRia sister jena, mavalàvalà | 23:16 | commenti (4)
 
Dopo, doping?
Tra gli amici del quartierino la corsa è una moda. Forse prima dell’aperitivo, sicuramente senza pioggia, e nell’aria pulita delle colline, e quando fa caldo, ma…
Lui: corriamo allora? Rimarrò indietro
Sister: figurati sono fuori allenamento
Lui: e dopo che fai?
Sister: Bè dopo doccia e poi esco
Lui: E… se passassimo direttamente alla doccia?
Sister: Va’ tu avanti, va’… complimenti, bel completino.
postato da sisternet | categoRia ai ran iu ran, mavalàvalà | 23:15 | commenti


giovedì, novembre 09, 2006
 

Di solito l'adoro...

Oggi però è come il dentista che ti dice quello che sai già... e poi mai dire ad un leone che sbaglia. mai...


Leone (23 luglio - 22 agosto)

È ora di lanciare un saluto e un ringraziamento a tutte le vocine che hai nella testa. Parti dalla voce sommessa che è sempre pronta a dare una risposta concisa alle ingegnose domande che ti poni. Ma esprimi la tua gratitudine anche a tutte le altre vocine – perfino quella puntigliosa e sempre pronta a cogliere ogni insulto alla tua dignità, per quanto microscopico e involontario; o la vocina pessimista che ti sveglia nel cuore della notte per affliggerti con dubbi e paure. Amale tutte, Leone. Celebra la loro vitalità, la loro costanza, la loro sollecitudine. Sei fortunato ad avere una schiera di consigliere così zelanti, anche se spesso sbagliano quasi tutte di grosso.

postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 19:20 | commenti (1)
 

Mi sono alzata bene...

Oggi mi sono alzata con il piede giusto. Quello sinistro. Come direbbe Morgan.
Anche se dire che piede metto giù di mattina dal futon è un’impresa. Non ci penso. Anzi penso che sia sempre quello destro.
Oggi mi sento meglio. Ho fatto un sacco di cose. Ho iniziato a lavorare anche con un collega nuovo. Lo vedo sempre al cinema. Di solito parla poco, a volte per nulla. Addirittura musone. E io mi ci ero abituata. Ora che gli ho proposto di lavorare con me, di fare un contratto dignitoso anche se breve, parla normalmente e anzi fa delle battute, pure, mi ci sento anche un po’ imbarazzata. Ma ne sa e avere qualcuno competente e autonomo con il quale condividere lavori mi fa piacere.
Comunque oggi ho fatto un sacco di cose. Cose rimandate da secoli e pure ho scavallato una riunione rognosa. Ma l’evento che mi ha restituito anche qualche energia in più è stata l’aver dimenticato il cellulare a casa.
Ecco penso che quel rumore di fondo, che non c’è ora, mi ha dato una sensazione di libertà in più. Altrimenti, lavoro su tre fronti: con chi ho di fronte, con internet e nello stesso tempo invio e mando sms o telefonate varie. Ecco. Alla fine è una droga. Crea dipendenza. Se ne arrivano troppi è un casino, se non ne arrivano affatto pure. E io sono sempre con il cervello, il cuore e il corpo divisa in tre parti, che non essendo ancora bionica, insomma crea un certo effetto dissociante.
postato da sisternet | categoRia barlafus | 19:15 | commenti (3)


lunedì, novembre 06, 2006
 
Accadde venerdì scorso…
 
Quando sono arrivata all’imbrunire, in treno, ero emozionata.. Ho sospirato. Mi mancavano quegli occhietti. Tre mesi senza potersi sentire e vedere sono tanti. Un’eternità. E se non mi avesse riconosciuta? E se avesse fatto la permalosa?
Tre mesi senza vederci, senza provare l’ebbrezza di uno sterrato, di una curva, di piantare le quattro frecce negli occhi di quello dietro, che ti fa sentire l’alitosi sul collo a duecento all’ora. Brividi.
 
Ho attraversato determinata l’atrio della stazione di provincia e ho comprato un pacchetto di sigarette. Ne ho fumata una subito. Nervosismo. Poi sono andata a comprare qualche accessorio di regalo.
E’ sceso il buio. Ho fatto la strada a piedi. E man mano salivano a galla i ricordi.
Ho visto la luce dell’insegna blu e gialla della clinica specializzata. Ho sentito il cuore battere, mentre mi avvicinavo. E l’ho vista. Era in cortile. Impaziente. Mi stava aspettando.
Che bella! Che linea. Mi è sembrata scintillante, riposata. Il lifting ad alcune fa bene. Lei è ritornata ad essere bellissima e curata. Mi sono avvicinata, piano. L’ho accarezzata. E le ho sussurrato “Geniale son tornata!”
 
Anche il medicodellegeniali, anche l’infermieradelle geniali mi hanno confessato che da lunedì sarebbe mancata a tutti. Abbiamo salutato tutti e siam partite. Alla prima area di servizio, un bel pieno di bludiesel per lei. Intorno il buio della campagna della val d’orcia, la luna era talmente luminosa da creare ombre liquide nella notte. Siamo andate piano. Avevamo bisogno di riprendere fiducia a poco a poco.
Era accaduto il giorno del mio compleanno, in agosto. Un tamponamento terribile, in mezzo alla cittadina, in pieno giorno. Colpe riconosciute. Ma alla fine quando il carro attrezzi l’aveva portata via, c’eravamo guardate un po’ male. Io avevo un senso di morte addosso, perché eravamo ferme e avevo visto arrivare il tamponatore che “non frenava, non frenava non fren…”dallo specchietto retrovisore. Lei non si muoveva più, non si apriva più. Che botta. Chi aveva tradito chi? Lei non mi aveva protetto, io non le avevo evitato lo scontro. Insomma le solite incomprensioni tra amiche di una vita di chilometri.
 
Poi la clinica per lei. Il lento recupero di energie e del tran tran lavorativo per me. Alla fine, però, dopo interminabili peripezie burocratiche eravamo di nuovo insieme.
Curva, controcurva, luna, cipressi. Alla fine abbiamo accostato sotto Pienza. Freddie Mercury e David Bowie in People on streets in sottofondo. Ho spento il motore. Intorno il silenzio e il buio più assoluto. Ho acceso una sigaretta. Mi sono rilassata. Su tutto solo la luna.
(…)
Insanity laughs under pressure were cracking
Cant we give ourselves one more chance?
Why cant we give love one more chance?
Why cant we give love give love give love?
Give love give love give love give love give love
Cause loves such an old fashioned word
And love dares you to care
For people on the edge of the night
And love dares you to change our way
Of caring about ourselves
This is our last dance
This is our last dance
This is ourselves under pressure
Under pressure pressure
 
Poi ho fatto una foto al suo quadrante, di vecchia ragazza,  e alla mia mano ossuta. E siamo ripartite. Di nuovo unite. Di nuovo insieme. Grande geniale.
 
Prologo: sull’A1,al rientro alla base, saettavamo perfette, dirette a Nord, tra code, TIR pericolosi, guidatori con cappello su auto piantate nella seconda corsia come su un magnete.  Cinquecento chilometri per rinsaldare una simbiosi e per riprendere a zigzagare per il mondo, dalle corse in mezzo al verde la domenica mattina, alle maratone lavorative e non. Ah, Geniale, quanto mi sei mancata! Bentornata!

 

postato da sisternet | categoRia tempi liberati, ai ran iu ran | 17:39 | commenti (4)


giovedì, novembre 02, 2006
 

Regali d'autunno...

Il mio colleghino, che per metà dell'anno sparla alle mie spalle, quando gli ho fatto un regalino per il suo compleanno, settimana scorsa, si è emozionato. Mi ha regalato una compilation con dei pezzi graffianti sulla relazione uomo-donna. Ormai sono anni che li colleziona da buon misogino. Questa è talmente cinica e divertente che mi ha fatto venir voglia di riprendere in mano la chitarra, riprendere a suonare e cantarellare.

Il timido ubriaco

Max Gazze

Sposa
domani ti regalerò una rosa
Geloso d'un compagno non voluto
temuto
Stesa
caldissima per quell'estate accesa
Fanatica per duri seni al vento
io tento
Tanto
quell'orso che ti alita accanto
Sudato che farebbe schifo a un piede
non vede
Dorme
tapino non le tocca le sue forme
Eppure e' ardimentosa la sua mano
villano
Potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
Potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa
Chino
su un lungo e familiar bicchier di vino
Partito per un viaggio amico e arzillo
gia brillo
Certo
perché non gioco mai a viso aperto
Tremendo il mio rapporto con il sesso
che fesso
Piango
paludi di parole fatte fango
Mi muovo come anguilla nella sabbia
che rabbia
Rido
facendo del mio riso vile nido
Cercandomi parole dentro al cuore
d'amore
Potranno mai le mie parole esserti da rosa
sposa

(...)

postato da sisternet | categoRia sensi liberi | 19:23 | commenti (9)