Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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mercoledì, gennaio 31, 2007
 
Che pirla di uomo – la metà del cielo buio
Che due cojoni. Scusate il francesismo. Me ne sono accorta solo dopo qualche ora. Neanche che l’Italia intera fosse il pubblico di Amici. Comunque adesso è chiaro a tutto il mondo: non solo è un ladro in politica, ma è pure uno che umanamente è piccolino, affettivamente meschino. Non che ne avessimo dubbi. Confesso che ho leggiucchiato la risposta del nano… ma chi gliel’ha scritta? Fede?
Ora però metto la parola fine del mio interesse alle vicende private della coppia dell’anno, messe sul nostro desco.
Lascio cadere una coltre di omissis e torno a occuparmi de li fatti mia.
(faccio le mie scuse a Shrek per uso improprio dell'immagine, essendo questo un blog deberlusconizzato non comparirà mai foto del nano)

 

 

postato da sisternet | categoRia sister jena, mavalàvalà | 20:14 | commenti
 

Che mito di donna - l'altra metà del cielo

"Non mi hai fatto le scuse in privato. Ora alzo la posta e me le fai pubbliche."  La exfirstsciura espone pubblicamente parole che il nano ha fatto ad una cena di gala e sono lesive della sua dignità.

Le ho lette stamani al baretto comunista, mentre facevo colazione. Per la prima volta grande complicità con la barista: ci siamo dette che ne ha fatte di molte peggio, ma probabilmente Veronica ha riempito il suo vaso di Pandora ed ora son cazzi. Lette bene bene non sono granchè. Secondo noi c'è stato qualcosa in più. Un ammiccamento tra signore, uno sgomitarsi tra i tavoli, qualcosa che le ha fatto capire di essersi resa ridicola, ma la frase peggiore che riporta è "sei metà di niente". Pesante. Ecco caro Mr. B quello che la sinistra non è riuscita a fare ora lo sta facendo la firstsciura: farti crollare addosso la tua metà.

postato da sisternet | categoRia sister jena, mavalàvalà | 10:32 | commenti (2)


lunedì, gennaio 29, 2007
 
Te lo do io l’Euro4 e pure quello dopo il 5 – Il sapientino ambientale
 
Ho scoperto che le polveri fini, i famosi pm10, arrivano dal traffico veicolare per la maggior parte. In parte dagli scarichi, ma molto dai pneumatici che per attrito sull’asfalto lasciano parte della malgama che si “vaporizza” in miliardi di pulviscoli pieni di materiali organici, quelli che fanno peggio alla salute.
Che fare? Comprare euro 4? Attendere euro5? Sì qualcosa faranno. Ma ci dobbiamo rassegnare. Se vogliamo usare le auto respiriamo aria inquinata di miliardi di pulviscoli provenienti dalle gomme anche se l’auto andrà a metanolo-idrogeno. Niente da fare.
Visto l’enfasi che si dà ai motori euroX (entro il 2009 arriveremo all’euro10) e il silenzio sul pneumatico, ho la sensazione che il casellante di questa autostrada, che abitiamo arredandola con biomateriali, ci stia facendo pagare un pizzo e ci prenda pure per il culo.
 (LUI - IL NEMICO! su suggerimento di Sin)
postato da sisternet | categoRia sister jena | 18:25 | commenti (4)
 

Fanta telecom

-         drin drin drin
-         Buonasera lei è Sister?
-         Sì?
-         Qui è la Telecom. Quale è il suo problema?
-         In che senso?
-         Quello con il telefono…
-         Aaah (io speravo già in un counselling di vita vissuta) eeh si è risolto.
-         Quando ha messo l’adsl?
-         No. Le spiego. C’era un guasto vasto. Sono intervenuti sulla centralina in strada. Mi hanno chiamato per controllare se funzionava e mi sono dimenticata di richiamare. Così lei ha ancora il “guasto sister aperto”. Può chiudere la procedura con successo.
-         …. Mmm scusi lei è del mestiere?
-         No. E’ che se voi lavorate con procedure di qualità. Il cliente chiude con conferma che il guasto è risolto. Mi scuso non ho richiamato.
-         E’ un piacere Sister, parlare con un cliente che ci capisce. Le auguro una buona serata.
-         Piacere mio, scoprire che lavorate così. (peccato avevo anche due o tre problemini miei da sottoporvi…)
postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 18:15 | commenti
 

io manifesto e tu?

 

 

 

 

se riesco a farmi dare il consenso, lo inserisco nel template... ma da oggi sono abbonata via web! che figata

postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 18:06 | commenti


domenica, gennaio 28, 2007
 
l'incognita BB
Nel ristorante d’abruzzo il cameriere rumeno con una strana cadenza pescarese descrive i piatti nei particolari. Ormai ci conosce, ma ci sono due new entry e non può non dire che il locale per scelta (aristocratica per come lo dice) non fa pagare il coperto. Peccato che non abbia calcolato Bruno-Bruno in fase scroccheur:
- casso, e io che volevo offrire a tutti il coperto. Mi spiace ragassi. Sarà per la prossima.
postato da sisternet | categoRia brunobruno | 22:55 | commenti (9)


giovedì, gennaio 25, 2007
 

lo sapevate che? Il sapientino ambientale

Ieri sera, parlando con il mio amico scienziato, davanti ad un bicchiere di vino, ho scoperto che nelle case c'è più inquinamento da polveri che all'esterno, in città.

Le polveri vengono fuori quando si cucina, quando si utilizzano detersivi, si puliscono vetri o pavimenti, si cammina, le sostanze, olii, detersivi rilasciano degli aerosol che noi respiriamo. Tutto ha un pm 10-2, 5. Praticamente viviamo su un'autostrada.

postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 23:13 | commenti (3)
 
Quando c’è il rinnovo dei contratti, la sensazione è di avere di fronte una Schindler List. Chi ha la priorità? Quali le attese? E lo so che siamo tanti e siamo uguali. Ho l’identità di un “portatore sano di sicuro precariato” quando il progetto è lì e si deve decidere chi inserire, quanto pagarlo, in base a budget e regole interne, che considerano una carriera universitaria non reale e nello stesso tempo l'american beauty delle politiche di morattiana eredità. E l’idea di sentire l’ululato del precario sottopagato mi fa tremare. Poi ci chiedono "come mai non pubblicate?" ma con che? ma quando?
postato da sisternet | categoRia sister jena, mavalàvalà | 22:13 | commenti


mercoledì, gennaio 24, 2007
 

BINGO!!!

Ho scoperto che fare nella vita... disse lei continuando a mezzanotte a digitare documenti e scritti in parte per sè, in parte per il futuro prossimo e in parte da "consegnare per ieri"

IO VADO IN BANCA - GUFI (1966)

(...)

Io vado in banca
stipendio fisso
così mi piazzo
e non se ne parla più.
L’utilitaria
la compro a rate
e per l’estate
mi faccio un vestito blu.

Voglio andare a Como ogni domenica
le mie ferie le passo tutte a Rimini
giocherò al Totocalcio tutti i sabati
per parlarne coi colleghi al lunedì.

Io vado in banca stipendio fisso
così mi piazzo e non se ne parla più.

postato da sisternet | categoRia tempi liberati, mavalàvalà | 00:02 | commenti (3)


martedì, gennaio 23, 2007
 
Meteopatic
Stamani mi sono svegliata naturalmente alle 5.30. Come ho fatto non saprei. Ma il pensiero mi ha seguito per tutto il giorno: oggi non doveva nevicare?
postato da sisternet | categoRia barlafus | 22:04 | commenti (2)


lunedì, gennaio 22, 2007
 

<B>Francia, è morto l'Abbé Pierre<br>difese i poveri e i rifugiati</B>

Ciao Abbé Pierre

 

Dio: quante volte hai peccato, Pierre?

Abbé Pierre: una sola, ahimè

Dio: scusa, ma mai avuto a che fare con un certo Ruini?

Abbé Pierre: mai. E’ grave?

Dio: No. E’ solo uno sfizio. Lo chiedo a tutti quelli con la faccia simpatica e che non si fanno tumulare con la spilla del Rotary.

postato da sisternet | categoRia sister jena | 22:11 | commenti (2)
 

Ci sono dei giorni e delle lune

Ecco oggi le lune del lunedì sembrano le lune di un giovedì faticoso di una settimana interminabile e non ancora finita.
Ma non ci si può sempre lamentare nella blogopalla. E quindi troviamo qualcosa che ha funzionato oggi. Bè, ecco. Ho lavorato tanto, ho lavorato bene e con i miei colleghini abbiamo sistemato molte cose che ci stavano sfuggendo e abbiamo pure recuperato la Bonazza che si sta allontanando dal Centro anarcoide che abbiamo messo in piedi, all’ombra della statua alla ricerca autonoma e produttiva, ovvio la Moratti.
 
Oggi però ho avuto un’illuminazione. Abbiamo un piccolo problema: Grande Casco che gioca con noi, come se fossimo bamboline. Bamboline e dunque senza problemi di cibo, di sonno, di sovraccarichi o di speranze di una vita migliore e soprattutto riconosciuta qui in università. Luogo reputato ad essere luogo di ricerca, malgrado Moratti e malgrado i manager da quartierino.
Grande Casco mi sta antipatico. Ho deciso. Grande Casco pensa a sé come un bambino che deve avere la Nutella, tutta, giocare a palla, vincere, e non perdere nulla. Ma che è successo? Grande Casco oggi mi ha fatto partecipare ad un pranzo con il suo Grande Casco ( per chi non avesse visto ancora Lars Von Trier questa è una mossa da vero attore) di un "contenitore-di-soldi-e-finteidee" dove lui sta cercando di mantenere il posto. Perché? Perché due entrate sono meglio che one. Due entrate cospicue, che una sola fissa per tutto l’anno mantiene un mutuo, un’auto euro5, e tante altre cose. No. Oggi Grande Casco si è dimostrato per il piccolo ladro di vite che è. Addirittura il suo Grande Casco si è rivelato più simpatico e buon ascoltatore di lui. Da quello che mi ha fatto capire il mio Grande Casco quel Grande Casco potrebbe essere anche mio Grande Casco, così lui non si sentirebbe in conflitto d'interessi e noi potremmo essere un po' meno anarcoidi. Ma si sa che Grandi Caschi si nasce. E modestamente io non lo nacqui.
postato da sisternet | categoRia le avventure di grande casco | 21:19 | commenti


domenica, gennaio 21, 2007
 

Che domenica bestiale!

Figura 20 - Una centrale telefonica italiana negli anni 60 con le centraliniste Oggi mi sono triplicata, tra telefono, email, skype. Ad un certo punto sono riuscita anche a cercare su internet se esistono delle cuffie per skype senza fili. Me ne sono accorta quando è apparso San Manolito a sistemare l'antivirus... si è messo a ridere. Sembravo un cybersister tra palmare cellulare pc, e non sono nemmeno uscita da casa per tutto il giorno. Ora capisco la gente che si disintossica. Ecco, io non lo farei.

postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 23:28 | commenti (1)


giovedì, gennaio 18, 2007
 
Università e terrore
 
Ogni tanto, in questi anni mi sono chiesta come si studia in luoghi dove è in corso una guerra, dove ci siano conflitti armati. Che sensazione dia lo studio rispetto al senso di morte che si respira ogni giorno.
In fondo penso che lo studio in università è formazione della classe dirigente, del pensiero futuro di un popolo, di una nazione. Quando avevano distrutto la scuola di Beslan due-tre anni fa, l’idea che fosse stato colpito direttamente e fisicamente la speranza nel futuro di un paese era stata la molla dell’indignazione. Ora a Baghdad colpire l’università nel momento di uscita di studenti e professori ha un significato simbolico che mi ha toccato nelle viscere: non è l’istituzione ad essere stata colpita sono le donne e gli uomini che avevano deciso di andare avanti, di proseguire nel credere in un futuro, nel pensarlo quel futuro possibile. Non si è colpito fisicamente dei corpi, ma un pensiero e una speranza al di là di distruzioni e morti.
Per saperne di più direttamente o quasi:

 

 

 

postato da sisternet | categoRia barlafus | 14:40 | commenti (1)


lunedì, gennaio 15, 2007
 
Malattie sociali
La depressione, i mal di testa, le patologie respiratorie, etc. sono considerate malattie sociali, con costi sulla collettività.
Sono allo studio cure alternative alla medicina tradizionale.
- ahia ahia ahia
- cara hai ancora quel fastidioso mal di testa?
- sì. Mi spacca a metà.
- Vuoi un aulin?
- No. Passami la spranga. Vado dai vicini e torno. Lo sai che dopo mi sento meglio.
postato da sisternet | categoRia sister jena | 12:14 | commenti (5)


domenica, gennaio 14, 2007
 
Una scoperta nordica
Copenaghen mi piace. Anni fa avevo pensato che fosse un posto nel Nord Europa dove mi sarebbe piaciuto abitare. Forse il punto più a Nord dove avrei vissuto a mio agio. Poi ho scoperto Stoccolma, leggermente più a Nord. A Copenaghen sono transitata diverse volte. Spesso le città e il mood del Paese si vedono dall’aeroporto. A Copenaghen in aeroporto non ci sono annunci da altoparlante, se non per i richiami dei passeggeri persi tra check-in e gate. E’ vietato. Silenzio e atmosfere da sale d’aspetto di un centro medico, di una fermata di autobus. La prima volta mi ha sbilanciato le percezioni di sicurezza: ho cercato i video per orientarmi. Poi mi ci sono abituata. Ad Aarhus che è ancora più a Nord le piste d’atterraggio sono attraversati da personale d’aeroporto che circola in bicicletta, mica sulle classiche macchinine di servizio. Copenaghen l’ho visitata velocemente in una giornata: i canali, le ampie strade, le piste ciclabili e i tram, le gallerie d’arte, le chiese e i palazzi bianchi e imponenti. Questa è per me la Danimarca, la sua parte cittadina.
 
Ho visto due film danesi, ultimamente, con un attore che rappresenta bene il senso della gente di Danimarca, Mads Mikkelsen. Cambia volto, gestualità con la sobrietà, la naturalezza e il silenzio di questa terra.
Ne Le mele d’Adamo (2006) era un pastore protestante pazzo, talmente illogico da rendere inoffensivo le rabbie di un neofascista in modalità talmente surreali da portare il film noir ad essere comico e nello stesso tempo intenso. In Dopo il matrimonio (2006) di Susanne Bier i primissimi piani degli sguardi, della sua sigaretta perennemente accesa, la laconicità, il lento sgretolarsi della rigidità del volto insieme alle sue certezze, e allo spostarsi dei suoi desideri lo hanno portato in vetta alla mia personalissima classifica dei migliori attori di quest’ultimo anno. Dalla stanza di albergo di Jacob, interpretato da Mikkelsen, si vede dall’alto Copenaghen e la sua linearità nordica, quell’esserci senza apparire, che mi fa impazzire. “Dopo il matrimonio” è un film sull’essere qui, sul cambiamento degli orizzonti vitali e l’accettazione del limite, ma trattato sempre con lievità e distacco. I piani sequenza diventano improvvisamente primissimi piani su particolari di sguardi, pelle, che mi hanno fatto di colpo saltare nei ricordi "Garage Demy" di Agnès Varda. Qui e lì la videocamera raccoglie improvvisamente i particolari fisici come in fotogrammi emozionali, che interrompono lo scorrere della narrazione e oltrepassano il senso di distacco e la morte. Insomma un altro pezzo di Danimarca, ma anche un piccolissimo pezzo di mondo. Il mio.
P.s. Mads Mikkersen ha una parte anche in Casino Royale, a questo punto vederlo ne vale la pena, malgrado Craig.
postato da sisternet | categoRia ritratti, tempi liberati | 14:13 | commenti (1)


sabato, gennaio 13, 2007
 
Amicizie di una vita, anzi di tre
Ogni anno ricevo una telefonata di auguri per la Befana. E’ un appuntamento fisso da più di 15 anni. Quest’anno un rum di troppo, la sera prima, e l’augurio è slittato ingegneristicamente di 7 giorni esatti.. In due ore abbiamo fatto il punto della situazione sociale, individuale e pure dei libri sul comodino.
Lui: Ma sei sicura? Magari hai dato un giudizio senza conoscerlo.
Io: No. Te lo assicuro, è così.
Lui: Guarda ti spiego, noi ometti abbiamo un modo di fare un po’ rozzo una cosa… ecco…è una questione di meccanica mentale.. è come se noi su sentimenti ed emozioni avessimo il motore di un trattore sovietico e voi donne siete delle Ferrari da gara.
postato da sisternet | categoRia sensi liberi | 23:14 | commenti (1)
 

Il rebus di Erba

Loro avranno anche i terroristi

ma noi abbiamo i pazzi.

E sono sul pianerottolo...

 

postato da sisternet | categoRia sister jena | 22:21 | commenti (2)


venerdì, gennaio 12, 2007
 
Cibo bionico - il pianeta si ribella
Grande Casco ha fatto un invito al “social lunch” che a Buckingam Palace se lo sognano. A Natale ha scoperto che gli altri piccoli caschi avevano pranzato all’osteria, e così Grande Casco ha deciso che anche lui non poteva esser da meno. Ha riordinato la squadra, calcolando che fosse almeno superiore di un’unità a quella delle squadre dei piccoli caschi e siamo andati tutti allegramente all’osteria. E si è inventato gli auguri dell’anno nuovo e un inizio da “volemose tutti bene”. E così tra un schedulare e un fittiamolo in agenda siamo riusciti a magnà e ride.
Peccato, ops, che fino all’ultimo non si è capito chi pagasse.
Ovvio, la segretaria. Lui il portafoglio l'aveva lasciato, ops dimenticato, in cassaforte.
postato da sisternet | categoRia le avventure di grande casco | 19:17 | commenti


giovedì, gennaio 11, 2007
 
Cristo morto
Gita foris portas
La Franca - Uè ciao come te stet?
      L’Anita - Gu ancora il panetun che fa a lotta col patè.
La Franca - Valà nun fa minga la pruvinciala.. andem a vedè na roba cultural. La Robi l’è andà a vidè un pitur, bravo ma bravo… s’el ciama.. Mantenga.
      L’Anita - Mantenia? G’ho l ga sentì.. l’ha fà cus’è?
La Franca - Ma un dipinto famoso… el crist mort vist dai pè.
      L’Anita Aaah m’el ricordi. Verdino come i verzé. Oddio me senti mal… sarà l patè o la mostarda… ma delle volte ch’al fa un quaicoss de meno impresionante?
La Franca - Ma sì. Ghe ga fa el Gesù scapà de cà… olio su tavola, neh!, gho inscì il catalogo Elettra, me la regalà la me neù.
      L’Anita - Bè alora me pias. Alura se può anche andà mangià e bevv un quaicoss, dopo né.
La Franca – O Signur garda giò. Te sset sempre istess, pruvinciala… e materiala. Vabbè cià, a duman l’alter.
postato da sisternet | categoRia | 22:21 | commenti


martedì, gennaio 09, 2007
 

2007? Avventure spaziali!

Lo sapevo lo sapevo lo sapevo.
Io Grande-Casco, il mio neo-capo in università, non riesco a capirlo.
Sì, insomma. A Natale, si sa. I saluti. Gli auguri. Tutto è bello perché si chiude tutto e arrivano i regali.
Ecco insomma. Io a Grande Casco, salutandolo, gli devo aver detto con un sorrisone, una cosa simile a “Aah Grande Casco, hai visto? Ce l’abbiamo fatta! Io e te e tutti insieme abbiamo traghettato il Centro al 2007 con molte attività in più e visto ci manca poco,ma non siamo quasi più orfani Grande Casco. Io e te gran bella squadra Grande Casco” con tanto di pacca maschile sulla spalla.
Ecco, a ripensarci bene, deve essere stata una frase così, con saluto caloroso in mezzo al corridoio (dal manuale delle piccole stagiste ho imparato che mai mai mai si fanno gli auguri in stanza chiusa ai capi, mai mai…) insieme alla segretaria e ai bidelli.
 
Ecco che un giorno prima della Befana, mi convoca dicendo che deve dirmi delle cose importantissime per l’anno che viene, faccio un pranzo velocissimo prima di quattro ore di lezione e mi chiede 1. se ho prenotato una trattoria che vuole fare un pranzo con tutti (lo ha chiamato prima kick-off lunch, poi siamo arrivati al social lunch)… e mentre mi chiedo perché non lo avesse chiesto alla segretaria… glielo sento dire a lui ad alta voce ridacchiando imbarazzato “scusa chissà perché non l’ho chiesto prima alla segretaria” e poi 2.attacca uno sproloquio sugli allenamenti per la maratona, i miei, beninteso. Mezz’ora per chiedermi metodi, se uso il cardiofrequenzimetro (e lì i miei bpm, permettimi Doug,  hanno avuto un balzo), che lui una volta quando era giovane che faceva agonismo (lui???)… e mi chiede come sia il famoso “muro” dei 35 kmi, bè io provo a raccontarglielo, e poi mi parla di un libro bellissimo sull’andare oltre i limiti analizzati da una fisiologa inglese. Anzi dice che me lo presta. Alla fine, quando mi alzo dicendo che devo proprio proprio andar via, mi rifà i saluti per il Nuovo anno con tanto di stretta di mano e baci sulle guance. E io con un’espressione che avrò preso dalla foto della prima elementare con il fiocco rosa e il grembiule bianco indossato sulla ram ho pensato solo ad Elio e le storie tese “scappa scappa scappa scappa scappa, corri corrri corri corri”.
 
Oggi l’epilogo. Grande Casco, dopo una riunione interminabile, mi insegue nel corridoio e mi dice “ehi sister, ti volevo fare un regalino. Ma non l’ho trovato… Insomma, ti presterò il mio libro”…
Oddio.
"via via via via via via via via via dannaz dannaz dannaz dannaz dannaz"
postato da sisternet | categoRia le avventure di grande casco | 23:51 | commenti (2)


sabato, gennaio 06, 2007
 

Caro palmare...

... ricordarsi di non mandare mai un uomo a comprare due tasselli 6x alla ferramenta gigante fai da te. Si emoziona come te davanti ad un paio di Manolo Blanick, con la differenza che lui compra tutto il kit professional del piccolo carpentiere, mentre tu delle Manolo continui ad avere solo la foto sul desktop.

postato da sisternet | categoRia sister jena | 00:45 | commenti (1)
 
Flash
Quando sono in strada guardo sempre le vetrine. Posso essere con la fretta e la paura di perdere il treno come oggi pomeriggio, posso essere in allenamento all’alba, ma appena passo un negozio mi rendo conto che lo sguardo vola velocemente a indagare. A parte quelli classici del centro i miei preferiti sono quelli vecchi con i mobili anni 50 e polverosissimi. Nella via d’entrata alla città c’è una ferramenta splendida. Migliaia di scatoline impolverate sugli scaffali altissimi e i banconi larghi che ci potrebbe stare appoggiata una chiave del 50 e i commessi hanno i grembiuli blu e la pazienza infinita di chi lavora da una vita con un calibro in mano. Ma lì ci vado quando ho una domanda precisa e soprattutto una vite da cercare, un bullone, una rondella, che altrimenti ho sempre timore che mi dicano che ho sbagliato porta e che il parrucchiere è poco più in là.
Insomma, dicevo, che oggi pomeriggio andavo di fretta verso la stazione quando passo davanti ad un negozio spoglio completamente. Nulla appeso alle pareti gialline. Solo due scrivanie vecchie una di fronte all’altra e due signori di mezza età e occhialuti seduti dietro. Ne vedo ancora il profilo: mezzemaniche nere sulle camicie e tra le mani enormi aghi che entravano e uscivano dalla trama di tappeti appoggiati sui tavoli. Come fossero lì da sempre. Li ho immaginati rammendare muti da anni. Senza musiche di sottofondo, senza telefoni e telefonini. Appoggiati lì dentro con una sirena che li avverte quando è il momento di tirare fuori la schiscieta o quando hanno finito la giornata. Ma soprattutto esistono ancora due rammendatori di tappeti! Quasi da mettere direttamente nel museo della scienza e della tecnica. Tanto andrebbero avanti a lavorare istess…
postato da sisternet | categoRia ritratti | 00:30 | commenti


giovedì, gennaio 04, 2007
 

Oggi ho una voglia pazzesca di...

sentirmi così.

postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 18:22 | commenti (4)


martedì, gennaio 02, 2007
 

Lo sapevi che... Il dono è quasi meglio di un vaffanculo?

L’estate scorsa, in mezzo alla campagna toscana, in cascina, ho trovato nella biblioteca dei padroni di casa un testo che aveva attirato la mia attenzione, dopo qualche giorno che facevo scorrere lo sguardo sui titoli, in cerca di qualche sollecitazione. L’ho preso dallo scaffale in alto. Un testo breve, ed è mia abitudine leggere qualche riga iniziale e poi una pagina a caso, di solito verso la fine. Talmente bello che ne ho preso appunti sul moleskine, che oggi mi è tornato tra le mani.
Così tra definizioni storiche sul Buddha è spuntata una storia che spiegava il senso del Koan, il dare una risposta che non corrisponde logicamente alla domanda. La storiella pressappoco dice che un uomo inseguiva il Buddha insultandolo, dicendo bestemmie e accusandolo. Il Buddha continuava a sorridere tacendo. Ad un tratto, il Buddha si fermò e gli fece una domanda: “Di chi è il dono? Di chi lo fa o di chi lo riceve?” e l’uomo attonito rispose “Di chi lo riceve, ovvio” “Ma se quello che lo riceve lo rifiutasse?” “Rimane a chi lo fa” “Ecco - rispose il Buddha – puoi tornare a casa con il tuo dono”.
Il libro era un bel testo di J.L.Borges, Cos’è il buddismo.

 

postato da sisternet | categoRia barlafus, sensi liberi | 23:49 | commenti (1)


lunedì, gennaio 01, 2007
 
La fine e l'inizio
Le luci pulsanti della città sterminata ai piedi della collina. I fuochi artificiali che si alzano facendo indovinare i luoghi dei lanci e delle grandi feste in corso. Fuori da casa al freddo ero felice.
In mezzo alla tribù di Belleville in trasferta si è chiuso così uno degli anni di svolta della mia vita. Ero lì fuori e ho brindato a tutto questo. Dolori, gioie, fatiche, confusioni, baci, sentimenti, emozioni, frazioni di minuti, la visione del lago e del Monte Rosa che ora vedrò poco, gli angoli di questa città che avverto come già abitudini, impressi sul nastro della mia memoria. Ogni ricordo un sorso di  spumante che rende tutto un po’ dorato. Oggi, per caso, mi sono imbattuta in questo testo. E' la seconda volta in pochi giorni. Prima a casa di amici, oggi sfogliando svogliatamente internet. E' segno che queste parole mi stanno cercando. Come accade per i libri... ed è un augurio per tutti quelli che ieri sera erano in pano, per quelli che erano in città e per chi era in un altro posto. Insomma per tutte e tutti quelli che conosco.
Amore dopo amore - Derek Walcott

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero, che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola.
postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 23:25 | commenti (3)