Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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giovedì, aprile 26, 2007
 

Ehi l'ha detto lui... il Robb


Leone (23 luglio - 22 agosto)

"Il problem solving è decisamente sopravvalutato", dice l'artista Chuck Close. "Creare problemi è molto più interessante". Che tu concordi o meno con questa affermazione, Leone, t'invito a farne la tua ipotesi per la prossima settimana. In altre parole, cerca di entrare in uno stato d'animo sperimentale, e comportati come se creare problemi fosse la cosa più interessante del mondo. Come cambierebbe la tua vita se non fossi cronicamente preoccupato del dilemma del momento, ma fossi sempre alla ricerca della prossima difficile sfida che risveglierà le parti addormentate del tuo cuore e della tua mente?

(e visto che da piccola mi chiamavano "pianta-garbui" direi che è una specie di gioco alla munari...)

postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 21:51 | commenti (1)
 

L'Italia celebra il 25 aprile (da sito Repubblica)

L'unica commemorazione che mi abbia commosso.

postato da sisternet | categoRia sister jena | 00:23 | commenti (1)


venerdì, aprile 13, 2007
 

E di colpo cadde la neve... (mood della serata)

Mai nessuna meraviglia potrà più toccarmi
Mai nessuna comprensione potrà più guarirmi

Mai nessuna punizione sarà più severa
Mai nessuna condizione sarà mai più vera

Se il mio cuore avesse fiato correrebbe ancora
E invece resta lacerato dentro una tagliola
Quale grado di stupore potrei superare
Quale tipo di dolore potrei consumare

(bellissimo video su www.fiorellamannoia.it)

postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 00:49 | commenti (5)


mercoledì, aprile 11, 2007
 

E' solo un giro e qualche FA#

Oggi mi è scoppiata l'estate addosso. Ed è stato caldo e sensazione di vacanza e voglia di andar via e desiderio di essere al mare e invece ero in treno al caldo di ritorno da Reggio Emilia e poi sono stata in Posta ed era l'avvocato ottuagenario lento e affaticato e perso nel suo tremore davanti a me e poi son arrivata a casa ed è stata meraviglia e poi voglia di ascoltare una voce netta, chiara pulita e forte. E' così che mi è saltata sotto le dita e mi è tornata voglia di suonare.

postato da sisternet | categoRia sensi liberi | 22:06 | commenti (2)


lunedì, aprile 09, 2007
 
Sponsor pasquali
Papa Ratzinger e il suo fido predicatore dicono che bisogna riscoprire la donna. Non quella femminista, no. Quella iconizzata, quella delle pubblicità del mulino bianco, con tanto di anello all’anulare sinistro. Quella. Non quella dei findus che prepara il pranzo con figlio e nuovo fidanzato. Che essendo pure lavoratrice appunto usa i preparati surgelati. Quell’altra, quella che sta al mulino-villa-in-zona-residenziale invece dice che è suo fratello (masculo) che prepara i sughi pronti come li faceva la sua mamma, quella che il suo papà (masculo) le ha inventato la pasta con i cereali industrializzata, perché non vuole bene solo a lei, ma anche all’intera umanità. Ecco Ratzinger vuole quella donna lì, vuole che ci assomigliamo sempre più a questi nuclei di persone (non di donne e uomini secolarizzati) che si pensano sempre e si vogliono bene. E soprattutto quelle donne che sono in case, che sono istituzionalmente ai fornelli e ringraziano sempre un uomo che lavoratore ha inventato qualcosa per loro.
Ecco, dico io, Ratzinger ha il pregio di aver pronunciato, o meglio di aver delegato qualcun altro perché lui non ce l’ha geneticamente nel dna, il nome "donna" nella via crucis. Che nella Chiesa la donna è essere invisibile, non compare ,non ci si parla mai, e tra i dodici apostoli, non figura. Ed ecco la “rivoluzionaria” frase della via Crucis: la Maddalena era un’apostola. Bene mi dico. L’anno prossimo lo aspetto al giovedì di Pasqua. Se lo sponsor c’è, il papa laverà i piedi di 6 donne e 6 uomini raccattati dalla strada e non dall’elenco dell’opus dei. Quello sarà il momento dell’entrata in Vaticano di Dove, il sapone più cremoso al mondo.
postato da sisternet | categoRia sister jena | 13:13 | commenti (2)


mercoledì, aprile 04, 2007
 
Oggi ne ho avuto la certezza.
Se sono stanca oltre un certo livello, la mia faccia e i miei capelli vanno per conto loro. Hanno una propria anima, si distaccano dal cervello che aspira ad essere machiavellico e tornano ad essere piccole creature di strada senza santi e senza padroni. E così l’effetto esterno è che qualcuno mi chiede ragione di un’espressione che io non ho idea di star esponendo al pubblico.
Dico ah che bella giornata al capo-grande casco. E la faccia dice ma vaffanculo pirla. E i capelli urlano che vita di merda star ad ascoltare sto’ nano.
E’ una vita dificile. Capitimi.
postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 23:20 | commenti (5)
 
Eminem? Emineeem? Torna!
Qui replico la foto geniale del grande doug-random.splinder.com
 
Che la Chiesa italiana non sia un monolite spero si sappia. Rivoli di comunità più o meno vicino ai poveri, alle tematiche del precariato e della vita relazionale. Poi ci sono i cardinali e i vescovi schierati verso una visione della vita secolarizzata o per lo meno moderna e contemporaneamente una parte del vertice, la più mediatizzata, che è anchilosata, chiusa, cupa in una difesa protratta fino alla morte dei dettati vaticani. Il substrato su cui si radicano è una diffusa e mal celata ignoranza laicale e curiale. Un’ignoranza forte e mai superata verso una coscienza sociale e politica. In giro si vedono esperienze di partecipazioni di massa a opere di volontariato, ma supportate solo da entusiasmo e tanta voglia di esserci e partecipare. Buoni e lodevoli sentimenti, che possono essere utilizzate per la pubblicità dell’8 per mille, ma che non mettono radici, che non entrano nelle coscienze, non rompono gli argini di piccole difese imborghesite e legittimanti il “noi bravi buoni” e un “loro brutti sporchi persi”. Ormai negli oratori, nelle chiese, nelle associazioni e nelle università cattoliche sono scomparse le parole mediazione, dialogo, apertura, bene comune. Si sono risvegliate parole come etica, morale, bene e male, anzi peccato e perdizione.
 
Scartabellando nelle pagine di storia del Concilio Vaticano II (1962-1965) si scopre quanto grande fosse la forza propulsiva e dirompente di quella pagina di storia che Montini prima e Wojtyla dopo hanno via via calmierato, schiacciato per timori di rivoluzioni interne, prima che di aperture esterne.
Cito solo alcune rivoluzioni, tanto per dare un’idea. Il testo della Bibbia fino al Concilio era letto e commentato solo dai preti (neanche dalle suore, in quanto femmine) e i laici potevano ascoltare ma non leggere. Ricordano alcuni credenti anziani che si trovavano nelle case private come piccoli carbonari a leggere e commentare testi (che erano in latino) e poi facevano un loro commento interno, sapendo quanto fosse scomunicabile la cosa. Questo nel 1960 non nel Medioevo. Il Concilio ha aperto il testo a tutti, lo ha messo in lingua corrente, come facevano i protestanti e altre chiese da secoli. Sai che significa poter dire al prete da pari a pari: "Hai sbagliato a leggere... oppure ci stai raccontando balle, non è vero che dobbiamo star buoni e lavorare e non aver diritti, lì non c'è scritto, lo dici tu non lo dice il vangelo." Lo sapete?
Altro: dal concilio le donne hanno accesso a tutte le posizioni interne al rito e possono commentare i testi. Avete mai visto una donna fare esegesi biblica dal pulpito di una chiesa? Fare una predica? E’ possibile vederlo solo in una comunità monastica mista ed ecumenica. L’unica che io conosca in Italia: la comunità di Bose. Donne e uomini, monache e monaci, in una cascina tra Biella e Vercelli. Bè quando mi è capitato di passarci anni fa e ho sentito una donna leggere con autorità, con competenza, con maestrìa, mi sono venuti prima i brividi tanto era strano, poi mi sono commossa e poi è salita una sacrosanta rabbia. Ho pensato a quanta perdita, a quanto vuoto, a quante regole idiote e sistematiche la chiesa si stava e stava propinando al mondo intero. Oggi la comunità di Bose con il priore Enzo Bianchi è una delle poche voci addolorate e coraggiose che parla di "dissenso alle autorità ecclesiali" e di appoggio alle richieste del sociale, con una radice diretta nello studio sistematico, diretto e profondo dei testi biblici.
 
In tutto questo come entra Bagnasco? Perché la sua nomina come successore di Ruini? La Diocesi di Genova è una delle Diocesi che si è opposta a tutto ciò che di nuovo era nel Concilio. Ha lottato contro i preti operai, contro quella che verrà chiamata dopo teologia della liberazione, ha lottato contro l’apertura ai laici, ha lottato contro la democrazia interna e contro il ruolo delle donne nella società e nella chiesa. Ha lottato strenuamente arroccandosi su posizioni che dire di destra e bigotte è dir nulla. Negli anni sessanta, settanta e fino alla sua morte il nome del Card Giuseppe Siri, che capeggiava la Arcidiocesi di Genova significava solo restaurazione e chiusura. Bagnasco è cresciuto lì, ha assimilato tutto ed ora eccolo a noi, il nuovo ‘eminem’ della CEI che afferma che i Dico sono solo il primo passo e dopo verranno la pedofilia e l’incesto. Prossimamente uscirà un documento cupo, di regole per i cattolici, di regole restaurative interne alle comunità cattoliche con ripercussioni a livello sociale, politico.
 
E la Chiesa che fa? Il Card Martini, uomo di cultura e di apertura umana e mentale (sua la "cattedra per i non credenti", in cui per anni lui invitava in cattedra un ateo, un filosofo un sociologo un pensatore e gli poneva domande di senso aperte, curiose di fronte a una folla di laici assetati di parole e confronto e dialogo nell’aula magna dell’Università Statale di Milano; sua la scuola sociopolitica che per anni ha ridato un minimo di conoscenza sociale e di storia dei movimenti agli ignoranti provenienti da oratori leghisti e nullapensanti se non al proprio tornaconto), ecco, il card Martini, di fronte alla nomina di Mons. Bagnasco, ha rotto il silenzio da Gerusalemme, dove si è ritirato a studiare e a sopportare mr.Parkinson per dire che i Dico rispondono ad un bisogno sociale, per dire che occorre ascoltare e non sentenziare, per dire che quel documento che sta per essere pubblicato con forte autoritarismo non è la Chiesa, ma solo quella fetta restauratrice e bigotta che sta ai vertici, che è un male per i credenti, ma anche per sé.  
Durante gli anni del post Concilio si potevano leggere ancora queste parole:
“[…]
Papa non dire di quanto un uomo è responsabile
e poi lo espropri della sua coscienza. Non dire
di come Dio è coinvolto:
di fronte ad un bimbo deforme,
irrimediabilmente deforme,
legittima è la bestemmia”. […]
Padre David Maria Turoldo
 
E io direi, di fronte ad una Chiesa chiusa che sta alzando il ponte levatoio, l’unica è alzarsi e portarsi al monte da cui vedere i fuochi, perché se si va avanti così, prima o poi alla caccia alle streghe si torna.
Ah, dimenticavo. Buona Pasqua!
 
postato da sisternet | categoRia sister jena | 00:16 | commenti (6)


martedì, aprile 03, 2007
 
Epilogo: Diamo la Telecom a chi la vuole!
Oggi pomeriggio dopo due giorni di sano ed onorevole funzionamento dell’adsl di casa, mi chiamano i tecnici per sapere quando possono venire a sistemarla! Gulp penso io, allora è vero è stata la “mano de dios”. Anche loro mi sembrano stupiti di questa automedicazione della linea e del mio router (ha il modem? no ho il router. il router? sì il router! allora il modem funziona?)
Ora fatemi un favore però cari tronchetti: o investite un zic sui piani di controllo avanzato o vi vendiamo ai sudamericani e senza regate.
postato da sisternet | categoRia sister jena, mavalàvalà | 23:19 | commenti


lunedì, aprile 02, 2007
 
Un router divino
Da ieri alle 11.18 circa il router si è riallineato alla centralina. Non chiedetemi che cosa significhi. Non lo so.
Viste le risposte del 187 posso solo credere nel miracolo. E’ stata la mano de Dios. Lo so. Ora lo dico al peggio-eminem della storia post-conciliare: voglio  "IlValtellina" santo subito.
postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 10:45 | commenti (2)