Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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mercoledì, ottobre 31, 2007
 
Nella pasticceria più bonton di questa città
d
ialogo tra madre louis vittoun e figliolo sotto il metro con in mano una bustina di zucchero

- Mamma ma questo è lo zucchero di canne?
E lei con fare annoiato e leggermente scocciato
- No, Gustavo si dice zucchero di canna
- Ah ce ne mettono una sola?
postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 23:45 | commenti (1)


lunedì, ottobre 22, 2007
 
Il bello di Belleville
Sto ascoltando da casa le chiacchiere del quartiere. La gente si dice "come stai?" e l'altro risponde con una serie di frasi compiute sul senso della vita, della giornata e pure dei parenti e degli amici. Mica uno sterile e autistico "va bene e tu?" Ecco. Questa sera si è sparso per l'aria l'odore di legna bruciata. L'eco della vociaccia di Bruno arriva di spieco alle orecchie da oltre l'angolo della via. Chissà che combina? Giovanna saluta Renato e dal come stai a come sta il quartiere il passo è brevissimo. Così ho scoperto che il cinema restaurato del quartiere di Belleville sta per essere inaugurato. Sorrido. Il pensiero va allo Zebre parisienne. Va bè. Qui a sentir quel che si dice giù in strada, sembra che sabato e domenica sia tutto gratuito e la gente sarà tanta "per vedere come è dentro" "come è diventato". Ci saranno proiezioni, pasticcini, e pure la rockstar. E sarà una festa di due giorni e una notte pieni. E ci saranno tutti e di tutti i genere. Poi Renato saluta Giovanna e io un po' mi emoziono. Ecco.
postato da sisternet | categoRia sensi liberi | 20:45 | commenti (12)


sabato, ottobre 20, 2007
 
Bread and roses? Please only bread
Oggi si era in piazza. Oggi il precariato ha un nome, un’età e spera di entrare anche come numero nelle statistiche. Non so che faccia fare. Non so che dire. Il mio contratto di collaborazione scade a dicembre. Ed è stata una conquista quel contratto annuale pagato con lo stare dalle 8 alle 20 tutti i giorni a gestire il gruppo autogestito dei ricercatori. Ovvio ho un contratto a Partita IVA: il co.co.pro. non conviene all’entità dove sto. Per i contributi INPS da pagare tutti gli enti pubblici e universitari o danno assegni di ricerca o chiedono apertura di partita iva. Siamo invisibili? Siamo scomodi. Siamo sfruttabili.
Che senso ha?
Il contratto sarà rinnovato, ma come se fosse una concessione, un privilegio. E poi c'è la fatica di andare lì a darsi un prezzo, a mercanteggiare, ad espettare. Sempre lo stesso clichè. Certo guadagno di più di anni fa. Certo riesco a mantenermi a filo di rasoio e come dice un mio collega "si spera sempre che non ci sia il dentista". Ho quarant’anni e fino ad oggi non rientravo nelle statistiche dell’ISTAT sull'economia e nemmeno in quelli sanitari e in nulla. Simpatico questa scoperta di doversi registrare ovunque dagli alberghi alle asl e poi scoprire che si era come fantomas. Come me metà mondo.
Settimana scorsa sono stata ad un convegno sui migranti. Che cosa sta cambiando nel rapporto con i migranti? Questo era il titolo. Culturalmente interessante. Ci sono stati interventi sulle donne della comunità albanese e sull’evoluzione di quartieri come chinatown a Londra. Ero curiosa. Ero attirata dalla presenza di buon amico che se ne è andato da qui per poter rientrare in una statistica, quella dei cervelli e corpi in fuga. Non è fuga, è speranza in un altrove. Poi si scopre che il mondo è piccolo e che questa precarietà è come un cancro sociale. Attacca le cellule, i territori, le economie, travalica i confini. Si autolegittima e la legittimano. Ho scoperto che c’era un’altra ragione per andare ad un convegno dei migranti: non esiste più confine tra i migranti e i precari. Le condizioni, le scelte, i problemi, le capacità sono le stesse. Studiare loro per capire noi. Loro sono più avanti: loro sono nelle statistiche, nelle politiche nel bene e nel male. Ma noi no. Non ancora.
postato da sisternet | categoRia sister jena, mavalàvalà | 21:52 | commenti


giovedì, ottobre 18, 2007
 
Dottor Casa
Mi fa sorridere l'idea che medici italiani guardino appassionati il Dr. House. Ma si sa. Una cosa è guardare, ben altro è tentare una goffa stupida imitazione. Non c'è lo scenggiatore che cambia le scene. I tempi della realtà sono più lunghi. Il paziente non dice la battuta che sblocca la situazione.
Così mio padre oggi di fronte ad un'ecografia richiesta d'urgenza si è trovato ad un dottore che gli ha detto: "ecco qui il signore, che mi fa stare mezz'ora in più. Allora vediamo dove è quel bel tumore..."
La battuta corretta di risposta sarebbe stata: "Ma vaffanculo"
Il tumore non c'era. Il pezzo di merda con deliri holliwoodiani sì.
postato da sisternet | categoRia sister jena | 22:55 | commenti (2)
 
Madonna mia, che bella Madonna
Che io lunedì sera ero molto stanca che il pensiero che fosse lunedì solo e che la settimana sarebbe stata quella dei vecchi tempi, con almeno 300 chilometri in auto, 4 riunioni e i documenti e i bla bla. E allora immersa nei pensieri stavo tornando a casa per una cena tristissima e zac trovo il folletto-ino che andava determinato e diretto con uno zainetto in spalla e zac mi sono ritrovata nella casa più bella del centro e zac erano spuntate le porcellane finemene angloasiatiche e poi c’era l’arrosto e poi i vini e i calici che mi ricordavano i bicchieri di Natale e poi c’erano un vaso di sale dell’Himalaya, che con quelli ci puoi fare o il bagno o mangiare molto figo e noi stavamo per cenare infigghiti fes. Donna_lampadina ad un certo punto stava guardando che cosa fare dopo una cena sì branché che è spuntato il tour di Madonna. Ed eravamo così presi ed inebriati dalle prime immagini sparate dal proiettore home theatre sulla parete in modalità luce-soggiorno, che il folletto-ino ha ripetuto più volte il sto-tagliando-l’arrosto che abbiamo rischiato che ci rimanesse da mangiare solo quell’enorme montagna salina della montagna più figa del mondo. Ora detto questo, Madonna si è rivelata in una serata sì bella, pardon, figa ed esteta, che l’estetica lunedì sera ha avuto una tacca in più, si è rivelata dicevo semplicemente meravigliosamente professionista. Lei è una che ci dobbiamo scolpire nel cervello, accanto al nostro curriculum perché è la dimostrazione delle possibilità del cervello femminile e pure del corpo. Questa donna che a venti anni era un’adepta del monociglione, con le pezze ai leggins e una tonnellata di catenine e catenelle nel giro di venti anni si rivela una professionista. Scolpita in tutte le particelle, senza una ruga o quasi, con le sopracciglie scolpite pur elle usa e stravolge il senso del maschile femminile dello spettacolo. Passa dal sadomaso al vintage anni settanta diventando John Travolta e Donna Summer, come se l’Orlando della Woolf prendesse vita in un mega spettacolo, in cui lei è perno ed energia rotante. Le movenze sono maschili, ma lei no, affatto. Tutto le gira intorno, tutto è calcolato nei minimi particolari. Una manager, un faro, una donna uoma che dirige e si diverte di questo suo essere infinita energia. p.s. essendo molto esteti e anche un po’ intellettual chic la serata sconfinata nella notte si è chiusa con la visione di 84 Charing Cross Road con Anne Bancroft e Anthony Hopkins
postato da sisternet | categoRia sensi liberi | 20:45 | commenti (1)


domenica, ottobre 14, 2007
 
Altro che nobel: il ualter è troppo avanti
Bello il mar Tirreno! Disse lei uscendo dal seggio delle primarie del partito bolscevico guardando l’orizzonte. E invece era il mar Nero. Cazzo pensò come sono avanti questi del partito democratico! Combattere il riscaldamento del clima teletrasportando 3 milioni e mezzo di elettori direttamente alla Bulgaria. E tutto con 1 solo euro!
postato da sisternet | categoRia sister jena | 23:52 | commenti (4)


lunedì, ottobre 08, 2007
 

Le malattie del terzo millennio

Correva l'anno 2000, un noto ente di ricerca italiano pubblico organizzò un seminario. Obiettivo era analizzare le malattie che avrebbero attaccato gli esseri umani nei successivi 50 anni. Malattie del sistema nervoso e respiratorio da inquinamento atmosferico, danni cerebrali dovuti alle onde e al riscaldamento delle pareti della scatola cranica da uso di cellulari e poi varie altre. Le prime sono diventate emergenza con avvisi estivi che ricordano che non è bene fare attività fisica o se si è anziani e bambini o con qualche ipersensibilità all'ozono libero girare a mezzodì in estate. Le seconde sono state occultate dal phone business dicendo che erano solo i modelli vecchi e che bla bla. Nel frattempo uscivano i blue tooth... Attendiamo che venga fatta anche questa "scoperta", nel frattempo si consigliano i buoni vecchi auricolari.

postato da sisternet | categoRia sister jena | 20:02 | commenti (4)


lunedì, ottobre 01, 2007
 

E' lunedì...

... di nuovo in batteria. Vale la pena rendersene conto subito, quando alle 9.00 si pensa che il lavoro ci permetterà una vita migliore e alle 18.00 si ha qualche dubbio sul senso di tutto.  E' solo questione di starci dentro, consapevoli che  nella fabbrica di polli le galline ovaiole continuano a sparare fuori uova a ritmo forsennato.. (please schiscia il butun)

In fondo che cosa divide il nostro mondo da quello di un pollo?

Forse il sabato e la domenica? Forse la possibilità di andare al supermercato? O quella di permettersi una Razione K per la sopravvivenza mentale della truppa?

Sister- n°322479

postato da sisternet | categoRia sensi liberi, mavalàvalà | 16:23 | commenti