Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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venerdì, novembre 30, 2007
 
Sono trooooppo avanti....


Leone (23 luglio - 22 agosto)

"Se l'amore non è follia, allora non è amore", diceva il drammaturgo spagnolo Pedro Calderón de la Barca. Ma secondo la mia analisi dei presagi astrali, Leone, nelle prossime settimane smentirai categoricamente questa teoria. Anzi, scommetto che l'amore ti renderà assolutamente sano da legare. Ti calmerà, curerà una o due delle tue ferite, migliorerà la tua vista, ti aiuterà a capire meglio te stesso, favorirà la digestione e ti spingerà a essere più tollerante e indulgente nei confronti del mondo.

postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 13:36 | commenti (1)


mercoledì, novembre 28, 2007
 
Precipitooo
Ecco è stato oggi, mentre l'assessore faceva il furbetto delle valli, in una riunione fissata dopo tutto, praticamente alle 18 e 30 e io pensavo alla lavatrice ancora da fare e seguivo la discussione un po' in sordina, pensando ad altro, pensando che avrei corso su e giù per il palazzo, fatto le boccacce, che improvvisa è arrivato un pensiero che era in realtà un'immagine. Un fiume gigantesco io sono nel mezzo che faccio il morto a faccia in su e mi guardo le nuvole poi il fiume diventa un torrente e io mi lascio andare. Poi trovo un masso e mi fermo. Poi vado, scorro, vado e mi rifermo.
Ecco è stato a quel punto che mi sono accorta di aver fatto già quel gioco un po' angoscioso e un po' liberatorio... devo aver sorriso perchè in realtà è tutto vero.
Il pensiero è qui.
postato da sisternet | categoRia sensi liberi | 00:23 | commenti (2)


domenica, novembre 25, 2007
 
Hard Cuisine

Lettura consigliata solo ad un pubblico carnivoro, adulto e consenziente alle sperimentazioni enogastronomiche hard.

Chiudo gli occhi e torno indietro con la mia macchina del tempo emozionale.
E’ mercoledì sera.
Il ristorante chiuso al pubblico ha aperto una saletta per pochi intimi sperimentatori.
Siamo in undici esseri un po’ intimiditi dalla sfida che ci aspetta.
Il tavolo quadrato enorme. La tovaglia bianca. I bicchieri per i vini e l’acqua, poca.
Intorno un arredamento caldo e accogliente.
Il cuoco si affaccia impaziente. E’ solo a gestire tutto, dalla preparazione al servizio.
Arrivano in tavola le prime bottiglie di Erbaluce di Calusco cantina Antoniolo.
Eccellente miscela di profumi e acidità. Lo stomaco e il palato si adattano all’attesa.
I discorsi si fanno leggeri. Alcuni sono per me conoscenze superficiali. Nessun dialogo instaurato, nessun passato comune. Addirittura mi sono stupita di vederli qui.
Altri sono a me più vicini nell’estetica di altre serate già condivise.
Arriva in tavola il primo assaggio. Lumache al vapore con una cimetta di cavolfiore. Un sottile filo d’olio di Marone (lago d’Iseo) ad unire il tutto.
La lumaca offre in pieno dolcezza, consistenza elastica e perfino un sottile profumo di verdure. E’ un invito alla lentezza, all’assaporamento. Sembra banale, ma è l’inizio del confronto aperto. Una partenza chiara: sapore della materia prima senza paraventi. Un modo per mettere da subito le carte in tavola senza reticenze. Ed è una partenza eccezionale: Giuseppe, il cuoco, è andato personalmente a prenderle da un allevatore in alta Valcamonica due giorni prima. Ce lo racconta mentre porta altre bottiglie di Erbaluce.
Sorrido. La serata si profila bene.
Il tempo di un confronto sul primo piatto. Al palato un sussurro, un sospiro, un alternarsi di antennine. Ed ecco che balziamo alle lumache alla borgognona . Servite in piccoli piatti da condividere, nel loro guscio sottile, fragile. Il burro di malga fa da supporto ad un sapore da estasi pura. L’Erbaluce rimane giustamente un sottofondo, un basso continuo che offre solo la sponda alla goduria da vertigine.
Dalla cucina arriva il rumore del mantecamento. Giuseppe passa a togliere piatti e a scambiare sguardi e impressioni aperte.
Arriva un risottino in cui la lumaca scende da protagonista a semplice compagna. Un nuovo gioco di ruoli dunque. La tensione del sapore si distende. E si pensa a quanto avverrà dopo.
A fianco, silenzioso, Giuseppe ordina su un piano di servizio i piatti e le posate e assiste pressoché nascosto all’attenzione comune a come si sta rispondendo alle sue proposte e ai suoi inviti.
Arriva a tavola il Gattinara cantina Antoniolo insieme alla sensazione di un cambio di passo.
Uno Chablis del 93 suggella l’esperienza.
Ora il gioco si inasprisce. Spiedino di lumache in pancetta con carote a bastoncino saltate con uno spicchio d’aglio fresco in camicia. Divertente. Molto. Si parla di verdure, di tempi di raccolto e delle tecniche di preparazione e di cottura delle lumache.
Quindi si scende a lumache con spinaci, tipiche di questa zona e si chiude con lumache piccanti con pomodoro fresco saltato. Un vero concerto con apertura, pezzi forti e chiusure dei sensi prima aperti.
Quindi è il momento della condivisione verbale delle sensazioni con Giuseppe.
In accompagnamento alla chiacchiera da fine serata emozionalmente densa: formaggio Silter preso in Valle, una, introvabile altrove, maronata Andrini di Gottolengo a fette e acquavite di prugne Neri di Trento.
E' stato quando Giuseppe si è seduto agli angoli del tavolo con un bicchiere in mano stanco e soddisfatto, che mi sono resa conto della somiglianza impressionante con Bruno Ganz.
Ma ormai gli applausi a scena aperta delle mie papille gustative erano arrivati al culmine.
Una curiosità: sembra che ne documenti della Chiesa preconciliare, le lumache siano state considerate al pari delle verdure e del pesce. Era l’unico modo per mangiarle anche nei venerdì di penitenza.

postato da sisternet | categoRia tempi liberati, sensi liberi | 17:45 | commenti (7)


giovedì, novembre 22, 2007
 
Domani ve lo racconto...
http://www.videolar.com/mediaibox/Upimages_mediaibox/9840.jpg   http://www.bimboflap.it/risorse/servizi/coloriamo/B.N/lumaca2.gif


esiste un nesso, una geniale concatenazione tra questi esseri per dare vita ad una serata geniale e sorprendente. Ora dormo contenta. Domani dico.
postato da sisternet | categoRia tempi liberati, sensi liberi | 02:14 | commenti (4)


sabato, novembre 17, 2007
 
Sbatti il mostro in prima pagina

Se si dimostra che Saddam è figlio di Hitler, Berlusca lo riconoscerà come fratellastro?
postato da sisternet | categoRia sister jena | 16:08 | commenti (4)


giovedì, novembre 15, 2007
 
Sdoganato il lato B di questo triste Luna Park
Il gioco intellettuale del momento non è il sudoku.
Il gioco intellettual sinistro del momento è il libro, la recensione, il manifesto, fino al video: denunce esteticamente corrette, mercantilmente avvincenti, artisticamente svilenti del senso della carne e del dolore reale. La scrittura perfetta, la pronuncia esatta, il taglio di capelli in tinta col rossetto, il nome noto (che cazzo significa noto?) .
Ti senti a disagio? Vuoi reagire? fare qualcosa?
Entra anche tu nel gioco. Scopri le differenze tra le due frasi:
Tragedie, guerre ed etnie da difendere in nome della libertà, del progresso e della collettività.
Tragedie, guerre ed etnie da difendere in nome del prossimo articolo, dell’intervista e della fiera.
Il pubblico può sedersi e porsi sugli spalti: vips, meno vips, forse vips.
Il gioco si svolge nell’arena mediatica. Fuori il mondo continua a girare incurante e a morire più dignitosamente di come la raccontano.
postato da sisternet | categoRia sister jena | 17:30 | commenti (5)


giovedì, novembre 01, 2007
 
Piccola iena
Ecco sei una piccola iena, mi hanno detto domenica, mentre salivo verso la cima e mentre raccontavo chi sono ad un gruppo di perfetti sconosciuti, incrociati la sera prima incidentalmente e diventati per qualche ora compagni di trekking.
Mi sono detta faccio la prima cosa che mi passa per lo stomaco e per le gambe. "My little woman" non mente: vado. Alle 7 ero fuori.
Sei una piccola iena era un complimento. Ho cercato di ricordarmi che dicono gli Afterhours. Non mi è venuto in mente. Che fosse un complimento l'ho capito dopo qualche ora. Gli altri con le racchette e io saltellante sul mare di foglie e sulle roccette. Determinata all'andata e al ritorno guardavo il colore metallico delle foglie, e i colori che cambiavano tra il verde e il marrone più acceso. Ma erano le foglie di metallo ad attirarmi continuamente. Intorno la nebbia e un caldo che per me è strano, abituata in inverno a muovermi sotto i dieci gradi. E poi il profumo del bosco, del tiglio e della nebbia. Nebbia e metallo. Domani riparto.
postato da sisternet | categoRia sensi liberi | 00:03 | commenti (2)