Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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venerdì, dicembre 28, 2007
 
Niente da fare...
Sono insofferente all'idiozia. e più guardo le foto della Bhutto più mi sale l'incazzatura mista al dolore. E io non piango per politici che saltano a destra e a sinistra. Questa morte mi ha atterrato. E sfogliando le notizie e le foto cerco il motivo per questa mia risposta di pancia. Niente da fare. A me la Bhutto piaceva. Piaceva per il coraggio, per la determinazione, per la cocciutaggine e per quell'intelligenza arguta che si coglieva nello sguardo diretto ed aperto. Le foto dicono quel che spesso si tace: la paura degli altri intorno a lei nello stesso istante in cui mandava un messaggio di sfida politica ed umana diretto alla macchina fotografica. E' nello sguardo senza cedimenti della Bhutto che sta il perchè di tanta volontà a farla fuori.
p.s. se qualcuno tira fuori la storia che era una donna che dimostrava meno anni dei suoi 54, che chissà che marca di antirughe usava, che neanche la Clinton e bla bla bla gli spacco le braccine senza neanche sprecare un grammo di fiato.
postato da sisternet | categoRia sister jena | 00:31 | commenti (1)


mercoledì, dicembre 26, 2007
 



NATALE A CASA CUPIELLO
E anche per quest'anno sono sopravvissuta! metteteci i sette nipoti, il cappone, la zia,  i fidanzati, i mariti, i cognati con le loro fidanzate e quelli neo single e ogni ben di Dio di casino e voilà ecco i tre giorni del Condor di casa Sister!   Ora mi sento come un cappelletto avanzato in un brodo di cappone non filtrato. 
postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 23:36 | commenti (2)


giovedì, dicembre 20, 2007
 
Ho visto cose che voi umani...
da leggere con questo in sottofondo

Oggi ho assistito ad un addio di cuore e d'amicizia. Straziante risposta. Causa  una metamail [trad.di metamail=una mail che supera le 100 righe e che si riassume in "non ho più voglia, vado in vacanza"] di addio. L'amico, ferito nei sentimenti, ha risposto quasi subito, col cor in man, ma aveva nella mano destra un maritozzo che sboncocellava riempendosi di crema e dall'altra scriveva frasi sul blackberry tipo: "ho il cuore che sanguina. rimani.  sei mio amico e magari mio futuro datore di lavoro. Nun me lassà"
 
Mentre meditavo sul senso della vita, le mentine e su quanto costa un viaggio di trekking in Pakistan, è entrato in ufficio il Grande Casco in grande forma.
Giacca, cravatta e grandi sorrisi e un casco pieno di luci che si accendevano a intermittenza e aveva anche due pigne finte ripiene di cioccolato, con la pubblicità di Bali. Alcuni lo danno partente per il Canada, ma lui nega e dice che sarà su un lago. Io spero che sia quello Baikan radioattivo e putrescente. Ma in fondo è Natale e siam tutti più buoni, anche la piccola jena che è in me. Gli auguriamo solo di trascorrere la notte di Natale come
Ebenezer Scrooge di Dickens. In pochi mesi ha inanellato come perline di una collana: un defalcamento del mio stipendio ('sister quel che è giusto è giusto') e prima di darmi un aumento minimo si è fatto stampare i miei ultimi tre anni di entrate, sapendo che l'avrei saputo; ci ha venduto a dei vecchi "amici di quello e quell'altro" che sembrano Mike Bongiorno senza Fiorello, ma gli hanno assicurato lauti compensi su un progettone, appoggiato alla scopiazzata di varie idee progettuali, ovviamente non sue; e ha promesso promesso promesso, e venduto venduto venduto neanche fosse il Premier dismesso.

Allora ho deciso di andare al bagno dei vips e ho incontrato il colleghinen-coinquilinen, che ha detto qualcosa con "nostro". Mi è venuto un attacco violento di intercolite pruriginosa. Già. Il mio coinquilino parla della "nostra casa" quando scende al bar, quando va in mensa, e parla parla a voce alta prima del primo caffè e  lascia luci accese e parla di lavoro fino a notte, se non ha il naso nel video. Così lo appendo sul balcone come un Babbo Natale e lo lascio lì ad assiderare. Muto e solo.

Mentre salivo e scendevo per corridoi evitando gruppi festosi di finti laureati fotografati con finti bouquet  ho sentito un brontolìo alle spalle. Era quello che Grande Casco chiama Ruffini, e poi dice no è Luttini, ma in realtà si chiama Suffini, vero? Suffini vuol finire con il mondo prima di Natale e vuol consegnare tutto tutto. l collaboratore fidato  negli ultimi due giorni parla da solo imprecando contro una montagna di rifiuti enorme gigantesca, con i conti che non tornano e contro quello stronzo di Bill Gates che gli impedisce di stampare quelle 400 pagine di un Rapporto per cui passerà alla storia per essere l'uomo meno pagato dell'anno, ma il più intelligente del mondo.

Il tutto impedisce la vista dell'alberello di Natale, che giace ancora inscatolato e sotto shock per l'ennesimo trasloco, ma che giuro domani metto in piedi.

Ma la vita continua continua e se sui Bastioni di Orione scoppieranno incendi io me ne vò e con i miei colleghi con la catena più corta stiamo progettando la grande fuga!
wuuuwuu
postato da sisternet | categoRia barlafus, sister jena, le avventure di grande casco | 21:15 | commenti (4)


mercoledì, dicembre 19, 2007
 
La fine del mondo
E' frenesia pura. Ogni anno il mondo finisce due volte.  A luglio-agosto il giorno prima di andare in ferie e il 24 dicembre. Cosa non si fa di lavoro per quei 4 giorni sputati di feste comandate...
postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 23:15 | commenti
 
La realtà supera Gianni Rodari
Oggi sono stata ad un incontro a Reggio. Nella tavola rotonda hanno presentato il parere di Pino il Cittadino che ha esordito 'Sono Pino e ho un bel giardino. Lo riconoscono tutti e dicono: "E' quello di Pino che alleva farfalle ed api".'
(ps. Non abitava a Montecavolo, altrimenti era veramente una favola)
postato da sisternet | categoRia tempi liberati | 00:09 | commenti (2)


lunedì, dicembre 17, 2007
 
Tideland o del Natale
Questa sera ho visto al cinema sotto casa (che bello avere un cinema a due passi, rosso e pure riscaldato...) Tideland, regia di Terry Gilliam.
Quando si arriva al culmine della follia improvvisamente la bambina e Dickens si giurano amore per l'eternità e lui, Dickens, l'idiota del villaggio, le urla che se si ameranno per l'eternità allora tornerà anche Gesù Bambino per l'eternità.
E lì sta il cuore del film. Gesù Bambino che torna. Un essere soprannaturale che risolverà tutti i problemi. E in quel momento accade il finimondo.
In mezzo allo shock emotivo e visivo che provoca Gilliam mi sono messa a ridere.
Ieri sera in mezzo ad una cena di amici cercavamo di ricordarci quanto ci eravamo rimasti male a sapere che i doni di Natale non ce li portava Gesù Bambino o Babbo Natale. Anzi qui gli autoctoni ci mettevano S. Lucia e io Santa Klaus e pure la Befana.
Una ricordava che l'aveva scoperto perchè S. Lucia aveva la stessa calligrafia della madre, e questa dopo tre giorni di domande a raffica aveva ceduto rivelando il trucco.
Un'altra scorprendo in un armadio la montagna di regali.
Ma in fondo il danno peggiore della scoperta è che in quel momento che si abbandona l'innocenza in realtà ci si svela quanto sia lontana la speranza che nel resto della vita ci possa essere un essere superiore che al momento opportuno possa portare doni che desideriamo, pagare il mutuo, portare un aumento di stipendio e regalare pure una casa.
postato da sisternet | categoRia mavalàvalà | 00:08 | commenti (2)


martedì, dicembre 11, 2007
 
Attenti a quei due... ti superano
Sektor e Doug, i miei miti maschili sportivi del 2007 (quella femminile rimane la grandiosa Radcliffe a NY!), hanno fatto la MARATONA DI REGGIO.
Pioggia freddo salite, che forse l'ultratrail del Monte Bianco adesso gli sembra fattibile.
Se fossero stati a Milano avrebbero rischiato nel diluvio e nel gelo di essere stirati da qualche auto in fase di ritiro degli acquisti natalizi. Ma a Montecavolo e dintorni la gente è più civile. Un po' più comunista dentro e più civile della metropoli.
postato da sisternet | categoRia sister jena, ai ran iu ran | 23:17 | commenti (2)


lunedì, dicembre 10, 2007
 
La gavetta
Non riesco a staccare l'attenzione dalla strage di venerdì alla Thyssen Krups. Non ci riesco proprio.
Forse perchè immagino. Forse perchè ricordo.
Ero alle medie. Un giorno nel tratto di ferrovia vicino alla scuola è rimasto folgorato un operaio. Attaccato alle linee di alta tensione è rimasto penzolante come un fantoccio grigio per quasi mezza giornata. Il traffico gli girava intorno. I rilievi erano stati fatti. Occorreva solo tirarlo giù da quella linea che lo aveva ancorato a sè. Non c'erano curiosi. Il dramma degli incidenti sul lavoro aveva una sofferenza sociale tangibile nell'aria. Chi passava si faceva il segno della croce. Chi come me è rimasto qualche minuto in più forse ha sentito il mio stesso disagio e una sorta di incredulità dolorosa. Penzolava un ragazzo e nello stesso tempo una fiducia non ripagata, anzi tradita. L'idea che gli operai andassero al lavoro, in un do ut des contrattato, vincolato e potessero rimanerci secchi ben oltre gli incendi del periodo ottocentesco mi aveva agghiacciato.
Oggi mi sento così. Agghiacciata dal fatto in sè, dall'idea che la Thyssen, non Giovannino Passalaqua, abbia l'arroganza e la presunzione di obbligare qualcuno a difenderla con comunicati stampa a distanza di due giorni e una notte dalla strage, dall'idea che qualche prof a Torino lunedì si troverà a cercare di capire con gli studenti figli di operai, di migranti e di dirigenti che cosa sia accaduto, e sperare di non doverlo più ripetere.
postato da sisternet | categoRia barlafus | 00:02 | commenti (1)


lunedì, dicembre 03, 2007
 
Una al giorno e levi il medico di torno
(conversazione surreale, ma non troppo a più voci al bar)
- Ma secondo te l'ha strangolata perchè usciva sempre in cortile in pigiama e lui non ne poteva più per una questione estetica? Oppure perchè gli dava fastidio proprio quel giorno lì?
- Ma và, magari sono trent'anni che non si sopportavano. E magari lei usava delle scarpe non intonate al vestito. Seee
- Ma guarda che lei ha solo 47 anni
- Ma nò?! Ma non ne aveva 70?
- No no ho capito. Quella di 70 era quella dell'altro ieri, quella che il marito le ha tuonato e poi ha dato fuoco all'appartamento.
postato da sisternet | categoRia sister jena | 23:21 | commenti (4)