Alice nella città


CIAO CIAO
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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domenica, maggio 04, 2008
 
Che faccia di merda.
Grande Casco cinque anni dopo il passaggio al nuovo millennio....Anzi no, a capodanno di quell'anno lì era seduto sul mucchio di 150 mila svanziche. Ora grazie ai nostri sforzi devono essere aumentati di tanto. Chi lavora con lui, sempre secondo lui si aggira su un reddito tra le 10 e le 7 volte più bassi.
Allora, guardiamo in faccia come si distribuisce il reddito in questo paese?
postato da sisternet | categoRia le avventure di grande casco | 00:05 | commenti (1)


martedì, febbraio 05, 2008
 
Il grande sforzo sia con noi

-    Ehi Sister!
-    Che c’è Grande Casco?
-    Segnati in agenda. Verrà a visitarci il grande ministro… bè ops ex
-    Aah.
-    Preparati. La nostra astronave deve essere strapiena di gente.
-    Bè ecco. Lo siamo ogni giorno. Grande casco siamo in overbooking
-    Allora bene Sister. Come dice il nostro Grande Grande Casco dobbiamo mostrare una grande potenza di fuoco. Eh eh
-    Aah ecco
postato da sisternet | categoRia le avventure di grande casco | 23:59 | commenti (1)


mercoledì, gennaio 30, 2008
 

http://www.bestavia.com/movie_gallery/spaceballs/images/spaceballs_1.jpg
Che cosa augurarci?


Ieri Grande casco mi ha utilizzato come pietra di scambio come se fossi una Sister-Grande Casco. Manco fossi Mastella. Fa grandi porcate e poi zic tira fuori la carta dalla manica: Wow Sister!
Ma ero reduce dalla Giornata della Memoria e da un favoloso concerto dei Klezmatics e lui non sapeva che  mentre  nel mio ufficio guardandosi le scarpe ripeteva: "vedi io non sono ambizioso" e poi "Vedi io sto facendo così. Ma perchè devo" e poi ancora "vero che sono stato bravo e corretto e generoso e..." che a me continuava a girare nel cervello questa:

Gonna Get Through This World

Well I’m gonna get through this world
The best I can if I can
And I’m gonna get through this world
And I think I can.

Well I'm gonna work in this world
The best I can if I can
And I’m gonna work in this world
And I think I can

I’m gonna get through this world
The best I can if I can
I'm gonna work in this world
The best I can if I can
I’m gonna get through this world
The best I can.

Well I’m gonna walk in this world
The best I can if I can
And I’m gonna walk in this world
And I think I can.

I am gonna talk in this world
The best I can if I can
And I’m gonna talk in this world
And I think I can. And I think I can.

(...)
Il testo è di Woody Guthrie Loro sono i Klezmatics. E il mio capo, Grande Casco è solo un pirla pericoloso.
postato da sisternet | categoRia tempi liberati, le avventure di grande casco | 23:07 | commenti (1)


giovedì, dicembre 20, 2007
 
Ho visto cose che voi umani...
da leggere con questo in sottofondo

Oggi ho assistito ad un addio di cuore e d'amicizia. Straziante risposta. Causa  una metamail [trad.di metamail=una mail che supera le 100 righe e che si riassume in "non ho più voglia, vado in vacanza"] di addio. L'amico, ferito nei sentimenti, ha risposto quasi subito, col cor in man, ma aveva nella mano destra un maritozzo che sboncocellava riempendosi di crema e dall'altra scriveva frasi sul blackberry tipo: "ho il cuore che sanguina. rimani.  sei mio amico e magari mio futuro datore di lavoro. Nun me lassà"
 
Mentre meditavo sul senso della vita, le mentine e su quanto costa un viaggio di trekking in Pakistan, è entrato in ufficio il Grande Casco in grande forma.
Giacca, cravatta e grandi sorrisi e un casco pieno di luci che si accendevano a intermittenza e aveva anche due pigne finte ripiene di cioccolato, con la pubblicità di Bali. Alcuni lo danno partente per il Canada, ma lui nega e dice che sarà su un lago. Io spero che sia quello Baikan radioattivo e putrescente. Ma in fondo è Natale e siam tutti più buoni, anche la piccola jena che è in me. Gli auguriamo solo di trascorrere la notte di Natale come
Ebenezer Scrooge di Dickens. In pochi mesi ha inanellato come perline di una collana: un defalcamento del mio stipendio ('sister quel che è giusto è giusto') e prima di darmi un aumento minimo si è fatto stampare i miei ultimi tre anni di entrate, sapendo che l'avrei saputo; ci ha venduto a dei vecchi "amici di quello e quell'altro" che sembrano Mike Bongiorno senza Fiorello, ma gli hanno assicurato lauti compensi su un progettone, appoggiato alla scopiazzata di varie idee progettuali, ovviamente non sue; e ha promesso promesso promesso, e venduto venduto venduto neanche fosse il Premier dismesso.

Allora ho deciso di andare al bagno dei vips e ho incontrato il colleghinen-coinquilinen, che ha detto qualcosa con "nostro". Mi è venuto un attacco violento di intercolite pruriginosa. Già. Il mio coinquilino parla della "nostra casa" quando scende al bar, quando va in mensa, e parla parla a voce alta prima del primo caffè e  lascia luci accese e parla di lavoro fino a notte, se non ha il naso nel video. Così lo appendo sul balcone come un Babbo Natale e lo lascio lì ad assiderare. Muto e solo.

Mentre salivo e scendevo per corridoi evitando gruppi festosi di finti laureati fotografati con finti bouquet  ho sentito un brontolìo alle spalle. Era quello che Grande Casco chiama Ruffini, e poi dice no è Luttini, ma in realtà si chiama Suffini, vero? Suffini vuol finire con il mondo prima di Natale e vuol consegnare tutto tutto. l collaboratore fidato  negli ultimi due giorni parla da solo imprecando contro una montagna di rifiuti enorme gigantesca, con i conti che non tornano e contro quello stronzo di Bill Gates che gli impedisce di stampare quelle 400 pagine di un Rapporto per cui passerà alla storia per essere l'uomo meno pagato dell'anno, ma il più intelligente del mondo.

Il tutto impedisce la vista dell'alberello di Natale, che giace ancora inscatolato e sotto shock per l'ennesimo trasloco, ma che giuro domani metto in piedi.

Ma la vita continua continua e se sui Bastioni di Orione scoppieranno incendi io me ne vò e con i miei colleghi con la catena più corta stiamo progettando la grande fuga!
wuuuwuu
postato da sisternet | categoRia barlafus, sister jena, le avventure di grande casco | 21:15 | commenti (4)


martedì, agosto 28, 2007
 

Grande Casco

Oggi è rientrato dopo più di un mese Grande Casco. Dice che è stato come da piccolo: si è rilassato talmente che non vedeva l'ora di tornare. Ha detto anche che il telefono satellitare che ha preso con i soldi nostri non funziona. Ecco, quello non è tornato.

postato da sisternet | categoRia le avventure di grande casco | 22:20 | commenti (1)


mercoledì, giugno 06, 2007
 
Grande casco? Grande crisi!
Oggi ho trovato Grande casco che dava grandi testate contro l’astronave. Da quando il suo Grande Casco ha messo gli occhi su noi piccoli caschetti Grande Casco è nel panico. Prima era grande paura ora è solo grande panico. Sembra Desdemona che aspetta lo strangolamento di Otello. Gira in tondo, non dorme più, dice. E poi si raccomanda che non lo sappia nessuno!  Le segretarie scuotono la testa, gli inservienti delle pulizie mormorano. Grande crisi sotto il cielo, dicono. Grande Casco, scusa, ma sei sicuro che non lo hai detto a qualcuno?
(vado via a respirare un po' d'Europa..)
postato da sisternet | categoRia le avventure di grande casco | 21:32 | commenti


venerdì, maggio 04, 2007
 

E' una questione morale?

 Che palle

Che oggi, cioè ieri, fosse una giornata un po’ così dovevo capirlo subito. Il cellulare ha cominciato a squillare alle 8.20. Era Grande Casco. Non ho risposto. Non rispondo mai prima del primo goccio di caffè. Così ho fatto scendere l’acqua nella doccia e ho messo su la caffettiera che non trabocca. 8.28 seconda chiamata. Non rispondo. Doccia. Esco. 8.39 chiamata dall’università. La segretaria mi avverte che Grande Casco mi sta cercando. 8.42 primo sorso di caffè. 8.43 Chiamo Grande Casco.

Occupato. Mi preparo per uscire. Richiamo Grande Casco. Con fare finto composto, chè è in treno e parla nel casco, mi dice urge urge vederci per un incontro. E io urge che ti dica che eravamo già d’accordo per oggi. E lui urge urge di più. E io quanto urge? e lui tanto urge che se ci dovevamo vedere alle 10 ora vuol dire che ci vediamo alle 10 e 30.
Dopo tre ore si scopre l’arcano. Grande Casco ha scoperto che il suo Grande Casco vuole rubare i suoi pupazzetti, cioè noi, e si è reso conto che il Suo Grande Casco è più grande del nostro Grande Casco, cioè lui. Ha tirato in ballo pure Churchill “obstacles are opportunities” o qualcosa di simile. E quando Grande Casco dice grandi cazzate con fare di dire grandi citazioni illuminanti direttamente in inglese, vuol dire che è una grande crisi, una grandissima crisi. E quindi l'unica cosa è stata rimanere impassibili anche di fronte alla Grande Missione Impossibile che mi ha affidato lì per lì (chiusa dopo una telefonata di conferma di 5 minuti ad una collega). E poi una Grande Domanda aleggia ovunque: che un Grande Casco possa fregare un altro Grande Casco è un bene o un male?
 Grande Casco e il suo Grande Casco
postato da sisternet | categoRia le avventure di grande casco | 00:41 | commenti (2)


lunedì, gennaio 22, 2007
 

Ci sono dei giorni e delle lune

Ecco oggi le lune del lunedì sembrano le lune di un giovedì faticoso di una settimana interminabile e non ancora finita.
Ma non ci si può sempre lamentare nella blogopalla. E quindi troviamo qualcosa che ha funzionato oggi. Bè, ecco. Ho lavorato tanto, ho lavorato bene e con i miei colleghini abbiamo sistemato molte cose che ci stavano sfuggendo e abbiamo pure recuperato la Bonazza che si sta allontanando dal Centro anarcoide che abbiamo messo in piedi, all’ombra della statua alla ricerca autonoma e produttiva, ovvio la Moratti.
 
Oggi però ho avuto un’illuminazione. Abbiamo un piccolo problema: Grande Casco che gioca con noi, come se fossimo bamboline. Bamboline e dunque senza problemi di cibo, di sonno, di sovraccarichi o di speranze di una vita migliore e soprattutto riconosciuta qui in università. Luogo reputato ad essere luogo di ricerca, malgrado Moratti e malgrado i manager da quartierino.
Grande Casco mi sta antipatico. Ho deciso. Grande Casco pensa a sé come un bambino che deve avere la Nutella, tutta, giocare a palla, vincere, e non perdere nulla. Ma che è successo? Grande Casco oggi mi ha fatto partecipare ad un pranzo con il suo Grande Casco ( per chi non avesse visto ancora Lars Von Trier questa è una mossa da vero attore) di un "contenitore-di-soldi-e-finteidee" dove lui sta cercando di mantenere il posto. Perché? Perché due entrate sono meglio che one. Due entrate cospicue, che una sola fissa per tutto l’anno mantiene un mutuo, un’auto euro5, e tante altre cose. No. Oggi Grande Casco si è dimostrato per il piccolo ladro di vite che è. Addirittura il suo Grande Casco si è rivelato più simpatico e buon ascoltatore di lui. Da quello che mi ha fatto capire il mio Grande Casco quel Grande Casco potrebbe essere anche mio Grande Casco, così lui non si sentirebbe in conflitto d'interessi e noi potremmo essere un po' meno anarcoidi. Ma si sa che Grandi Caschi si nasce. E modestamente io non lo nacqui.
postato da sisternet | categoRia le avventure di grande casco | 21:19 | commenti


venerdì, gennaio 12, 2007
 
Cibo bionico - il pianeta si ribella
Grande Casco ha fatto un invito al “social lunch” che a Buckingam Palace se lo sognano. A Natale ha scoperto che gli altri piccoli caschi avevano pranzato all’osteria, e così Grande Casco ha deciso che anche lui non poteva esser da meno. Ha riordinato la squadra, calcolando che fosse almeno superiore di un’unità a quella delle squadre dei piccoli caschi e siamo andati tutti allegramente all’osteria. E si è inventato gli auguri dell’anno nuovo e un inizio da “volemose tutti bene”. E così tra un schedulare e un fittiamolo in agenda siamo riusciti a magnà e ride.
Peccato, ops, che fino all’ultimo non si è capito chi pagasse.
Ovvio, la segretaria. Lui il portafoglio l'aveva lasciato, ops dimenticato, in cassaforte.
postato da sisternet | categoRia le avventure di grande casco | 19:17 | commenti


martedì, gennaio 09, 2007
 

2007? Avventure spaziali!

Lo sapevo lo sapevo lo sapevo.
Io Grande-Casco, il mio neo-capo in università, non riesco a capirlo.
Sì, insomma. A Natale, si sa. I saluti. Gli auguri. Tutto è bello perché si chiude tutto e arrivano i regali.
Ecco insomma. Io a Grande Casco, salutandolo, gli devo aver detto con un sorrisone, una cosa simile a “Aah Grande Casco, hai visto? Ce l’abbiamo fatta! Io e te e tutti insieme abbiamo traghettato il Centro al 2007 con molte attività in più e visto ci manca poco,ma non siamo quasi più orfani Grande Casco. Io e te gran bella squadra Grande Casco” con tanto di pacca maschile sulla spalla.
Ecco, a ripensarci bene, deve essere stata una frase così, con saluto caloroso in mezzo al corridoio (dal manuale delle piccole stagiste ho imparato che mai mai mai si fanno gli auguri in stanza chiusa ai capi, mai mai…) insieme alla segretaria e ai bidelli.
 
Ecco che un giorno prima della Befana, mi convoca dicendo che deve dirmi delle cose importantissime per l’anno che viene, faccio un pranzo velocissimo prima di quattro ore di lezione e mi chiede 1. se ho prenotato una trattoria che vuole fare un pranzo con tutti (lo ha chiamato prima kick-off lunch, poi siamo arrivati al social lunch)… e mentre mi chiedo perché non lo avesse chiesto alla segretaria… glielo sento dire a lui ad alta voce ridacchiando imbarazzato “scusa chissà perché non l’ho chiesto prima alla segretaria” e poi 2.attacca uno sproloquio sugli allenamenti per la maratona, i miei, beninteso. Mezz’ora per chiedermi metodi, se uso il cardiofrequenzimetro (e lì i miei bpm, permettimi Doug,  hanno avuto un balzo), che lui una volta quando era giovane che faceva agonismo (lui???)… e mi chiede come sia il famoso “muro” dei 35 kmi, bè io provo a raccontarglielo, e poi mi parla di un libro bellissimo sull’andare oltre i limiti analizzati da una fisiologa inglese. Anzi dice che me lo presta. Alla fine, quando mi alzo dicendo che devo proprio proprio andar via, mi rifà i saluti per il Nuovo anno con tanto di stretta di mano e baci sulle guance. E io con un’espressione che avrò preso dalla foto della prima elementare con il fiocco rosa e il grembiule bianco indossato sulla ram ho pensato solo ad Elio e le storie tese “scappa scappa scappa scappa scappa, corri corrri corri corri”.
 
Oggi l’epilogo. Grande Casco, dopo una riunione interminabile, mi insegue nel corridoio e mi dice “ehi sister, ti volevo fare un regalino. Ma non l’ho trovato… Insomma, ti presterò il mio libro”…
Oddio.
"via via via via via via via via via dannaz dannaz dannaz dannaz dannaz"
postato da sisternet | categoRia le avventure di grande casco | 23:51 | commenti (2)