| Alice nella città | ||||
CIAO CIAO Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito. E-mail Levoyagedechihiro@libero.it ESISTE UNA BLOGOPALLA PARALLELA? ENTRA NEL MONDO DI SWURF! RIVOLUZIONE! RIVOLUZIONE! Controinformazione#0: Le città del sapere... Controinformazione#1: Al Jazeera dice che... Controinformazione#2: La BBC dice che... Controinformazione#3: El Pais dice che... Controinformazione#4: Da noi si mormora che... Controazione##: Per vivere meglio oggi e domani. Categorie ai ran iu ran barlafus brunobruno le avventure di grande casco mavalà valà mondialcoscia ritratti sensi liberi sister jena tempi liberati Oggi in cuffia somafm.com/[default] Miles Davis, Kind of blue Stefano Bollani, Carioca Stefano Bollani, Les Fleurs Bleues Oggi accanto al futon Il Manifesto+Alias+LeMondeDipl (tutto On Web) Le letture accanto al futon: La chef&somellier di casa ha preparato pomodori, peperoni in cruditè Si mangia con il desiderio, la memoria e l'immaginazione [occhi, naso, palato] Divertente, come le fiabe Guida diretta e schietta, dalla colazione alla cena con le stellette ci sguazzo tutto il giorno Sotto la luna uno stato di parole Monster&C: tra un PC e un girarrosto Le avventure di BGMole (new entry) UnUomodaMarciapiede Chamber? Quello! Leshaèmiamica (newentry) Estetico stomp Una bionda a colazione Il topo più vip di Springfield Settore Runningdim:4x72x35 L'amica sfranta 6gradidiseparazione_l'AliceScrittrice Toctocilsoleètramontato Scusiaveteunasingola? L'espertone Ciao uzi! Il maratoneta ritrovato L'uomo invisibile Eddie: l'extra_terrestre Un giorno, in Piazza Maggiore Kairos Miagolii in riva al lago Aah, Amsterdam... My name is RCL Ceniamo insieme? l'Angolo SisterMusik Fredda Norvegia Sincronie multimediali Staalplat: elettronica quotidiana blog archivio oggi luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 luglio 2003 giugno 2003 maggio 2003 counter visitato *loading* volte ![]() |
lunedì, giugno 30, 2008 A Roma viene...
... prima il caffè freddo o il caldo ammazza-sister? Al quarto bicchiere della giornata non ci penso più. Evaporo a cubetti di caffeina. domenica, maggio 18, 2008 Mood del giorno
Getto, impasto, immergo, sistemo, ordino, butto, provo e getto, spruzzo, sfoglio, scarto, riprendo, getto, rimiro. domenica, aprile 06, 2008 Riscaldamento globale? Ma mi faccia il piacere
Ieri sera scambio di email con il "burò". Stamani ho messo gli sci in auto. Sistemato tutti i possibili scocciatori di lavoro per almeno i prossimi due giorni. Controllato la livecam e... nevica, nevica. Fiocca che è un piacere. Non mi schiodo dalla pista finchè non arriva notte oppure ho un cedimento strutturale. sabato, marzo 08, 2008 Macchinetta bastarda
![]() bella è bella. geniale anche. ma provate in un'ora a disegnarla dal vivo più volte e vedrete che quel cazzo di fanali e la sagoma così squadrata inizierete un po' ad odiarli. (la stanzona di casa mia occupata da cavalletti dalle zampe lunghe e affusolate e da sei esseri con le dita sporche di carboncino, anzi di fusaggine, è la scena più divertente dell'ultimo mese. Ovviamente fonderemo una Scuola, poi forse anche un partito, forse) mercoledì, febbraio 20, 2008 ![]() Niente da fare. In questi giorni ho questa faccia. domenica, febbraio 10, 2008 Oggi a pranzo... Bolliti
![]() (ora mi percepisco così. ci vediamo al disgelo... burp) martedì, gennaio 15, 2008 La scienza è... "If we knew what it was we were doing,
mercoledì, novembre 28, 2007 Precipitooo
Ecco è stato oggi, mentre l'assessore faceva il furbetto delle valli, in una riunione fissata dopo tutto, praticamente alle 18 e 30 e io pensavo alla lavatrice ancora da fare e seguivo la discussione un po' in sordina, pensando ad altro, pensando che avrei corso su e giù per il palazzo, fatto le boccacce, che improvvisa è arrivato un pensiero che era in realtà un'immagine. Un fiume gigantesco io sono nel mezzo che faccio il morto a faccia in su e mi guardo le nuvole poi il fiume diventa un torrente e io mi lascio andare. Poi trovo un masso e mi fermo. Poi vado, scorro, vado e mi rifermo. Ecco è stato a quel punto che mi sono accorta di aver fatto già quel gioco un po' angoscioso e un po' liberatorio... devo aver sorriso perchè in realtà è tutto vero. Il pensiero è qui. domenica, novembre 25, 2007 Hard Cuisine
Lettura consigliata solo ad un pubblico carnivoro, adulto e consenziente alle sperimentazioni enogastronomiche hard. Chiudo gli occhi e torno indietro con la mia macchina del tempo emozionale. E’ mercoledì sera. Il ristorante chiuso al pubblico ha aperto una saletta per pochi intimi sperimentatori. Siamo in undici esseri un po’ intimiditi dalla sfida che ci aspetta. Il tavolo quadrato enorme. La tovaglia bianca. I bicchieri per i vini e l’acqua, poca. Intorno un arredamento caldo e accogliente. Il cuoco si affaccia impaziente. E’ solo a gestire tutto, dalla preparazione al servizio. Arrivano in tavola le prime bottiglie di Erbaluce di Calusco cantina Antoniolo. Eccellente miscela di profumi e acidità. Lo stomaco e il palato si adattano all’attesa. I discorsi si fanno leggeri. Alcuni sono per me conoscenze superficiali. Nessun dialogo instaurato, nessun passato comune. Addirittura mi sono stupita di vederli qui. Altri sono a me più vicini nell’estetica di altre serate già condivise. Arriva in tavola il primo assaggio. Lumache al vapore con una cimetta di cavolfiore. Un sottile filo d’olio di Marone (lago d’Iseo) ad unire il tutto. La lumaca offre in pieno dolcezza, consistenza elastica e perfino un sottile profumo di verdure. E’ un invito alla lentezza, all’assaporamento. Sembra banale, ma è l’inizio del confronto aperto. Una partenza chiara: sapore della materia prima senza paraventi. Un modo per mettere da subito le carte in tavola senza reticenze. Ed è una partenza eccezionale: Giuseppe, il cuoco, è andato personalmente a prenderle da un allevatore in alta Valcamonica due giorni prima. Ce lo racconta mentre porta altre bottiglie di Erbaluce. Sorrido. La serata si profila bene. Il tempo di un confronto sul primo piatto. Al palato un sussurro, un sospiro, un alternarsi di antennine. Ed ecco che balziamo alle lumache alla borgognona . Servite in piccoli piatti da condividere, nel loro guscio sottile, fragile. Il burro di malga fa da supporto ad un sapore da estasi pura. L’Erbaluce rimane giustamente un sottofondo, un basso continuo che offre solo la sponda alla goduria da vertigine. Dalla cucina arriva il rumore del mantecamento. Giuseppe passa a togliere piatti e a scambiare sguardi e impressioni aperte. Arriva un risottino in cui la lumaca scende da protagonista a semplice compagna. Un nuovo gioco di ruoli dunque. La tensione del sapore si distende. E si pensa a quanto avverrà dopo. A fianco, silenzioso, Giuseppe ordina su un piano di servizio i piatti e le posate e assiste pressoché nascosto all’attenzione comune a come si sta rispondendo alle sue proposte e ai suoi inviti. Arriva a tavola il Gattinara cantina Antoniolo insieme alla sensazione di un cambio di passo. Uno Chablis del 93 suggella l’esperienza. Ora il gioco si inasprisce. Spiedino di lumache in pancetta con carote a bastoncino saltate con uno spicchio d’aglio fresco in camicia. Divertente. Molto. Si parla di verdure, di tempi di raccolto e delle tecniche di preparazione e di cottura delle lumache. Quindi si scende a lumache con spinaci, tipiche di questa zona e si chiude con lumache piccanti con pomodoro fresco saltato. Un vero concerto con apertura, pezzi forti e chiusure dei sensi prima aperti. Quindi è il momento della condivisione verbale delle sensazioni con Giuseppe. In accompagnamento alla chiacchiera da fine serata emozionalmente densa: formaggio Silter preso in Valle, una, introvabile altrove, maronata Andrini di Gottolengo a fette e acquavite di prugne Neri di Trento. E' stato quando Giuseppe si è seduto agli angoli del tavolo con un bicchiere in mano stanco e soddisfatto, che mi sono resa conto della somiglianza impressionante con Bruno Ganz. Ma ormai gli applausi a scena aperta delle mie papille gustative erano arrivati al culmine. Una curiosità: sembra che ne documenti della Chiesa preconciliare, le lumache siano state considerate al pari delle verdure e del pesce. Era l’unico modo per mangiarle anche nei venerdì di penitenza. giovedì, novembre 22, 2007 Domani ve lo racconto...
![]() esiste un nesso, una geniale concatenazione tra questi esseri per dare vita ad una serata geniale e sorprendente. Ora dormo contenta. Domani dico. giovedì, novembre 01, 2007 Piccola iena
Ecco sei una piccola iena, mi hanno detto domenica, mentre salivo verso la cima e mentre raccontavo chi sono ad un gruppo di perfetti sconosciuti, incrociati la sera prima incidentalmente e diventati per qualche ora compagni di trekking. Mi sono detta faccio la prima cosa che mi passa per lo stomaco e per le gambe. "My little woman" non mente: vado. Alle 7 ero fuori. Sei una piccola iena era un complimento. Ho cercato di ricordarmi che dicono gli Afterhours. Non mi è venuto in mente. Che fosse un complimento l'ho capito dopo qualche ora. Gli altri con le racchette e io saltellante sul mare di foglie e sulle roccette. Determinata all'andata e al ritorno guardavo il colore metallico delle foglie, e i colori che cambiavano tra il verde e il marrone più acceso. Ma erano le foglie di metallo ad attirarmi continuamente. Intorno la nebbia e un caldo che per me è strano, abituata in inverno a muovermi sotto i dieci gradi. E poi il profumo del bosco, del tiglio e della nebbia. Nebbia e metallo. Domani riparto. lunedì, ottobre 22, 2007 Il bello di Belleville
Sto ascoltando da casa le chiacchiere del quartiere. La gente si dice "come stai?" e l'altro risponde con una serie di frasi compiute sul senso della vita, della giornata e pure dei parenti e degli amici. Mica uno sterile e autistico "va bene e tu?" Ecco. Questa sera si è sparso per l'aria l'odore di legna bruciata. L'eco della vociaccia di Bruno arriva di spieco alle orecchie da oltre l'angolo della via. Chissà che combina? Giovanna saluta Renato e dal come stai a come sta il quartiere il passo è brevissimo. Così ho scoperto che il cinema restaurato del quartiere di Belleville sta per essere inaugurato. Sorrido. Il pensiero va allo Zebre parisienne. Va bè. Qui a sentir quel che si dice giù in strada, sembra che sabato e domenica sia tutto gratuito e la gente sarà tanta "per vedere come è dentro" "come è diventato". Ci saranno proiezioni, pasticcini, e pure la rockstar. E sarà una festa di due giorni e una notte pieni. E ci saranno tutti e di tutti i genere. Poi Renato saluta Giovanna e io un po' mi emoziono. Ecco. giovedì, ottobre 18, 2007 Madonna mia, che bella Madonna
Che io lunedì sera ero molto stanca che il pensiero che fosse lunedì solo e che la settimana sarebbe stata quella dei vecchi tempi, con almeno 300 chilometri in auto, 4 riunioni e i documenti e i bla bla. E allora immersa nei pensieri stavo tornando a casa per una cena tristissima e zac trovo il folletto-ino che andava determinato e diretto con uno zainetto in spalla e zac mi sono ritrovata nella casa più bella del centro e zac erano spuntate le porcellane finemene angloasiatiche e poi c’era l’arrosto e poi i vini e i calici che mi ricordavano i bicchieri di Natale e poi c’erano un vaso di sale dell’Himalaya, che con quelli ci puoi fare o il bagno o mangiare molto figo e noi stavamo per cenare infigghiti fes. Donna_lampadina ad un certo punto stava guardando che cosa fare dopo una cena sì branché che è spuntato il tour di Madonna. Ed eravamo così presi ed inebriati dalle prime immagini sparate dal proiettore home theatre sulla parete in modalità luce-soggiorno, che il folletto-ino ha ripetuto più volte il sto-tagliando-l’arrosto che abbiamo rischiato che ci rimanesse da mangiare solo quell’enorme montagna salina della montagna più figa del mondo. Ora detto questo, Madonna si è rivelata in una serata sì bella, pardon, figa ed esteta, che l’estetica lunedì sera ha avuto una tacca in più, si è rivelata dicevo semplicemente meravigliosamente professionista. Lei è una che ci dobbiamo scolpire nel cervello, accanto al nostro curriculum perché è la dimostrazione delle possibilità del cervello femminile e pure del corpo. Questa donna che a venti anni era un’adepta del monociglione, con le pezze ai leggins e una tonnellata di catenine e catenelle nel giro di venti anni si rivela una professionista. Scolpita in tutte le particelle, senza una ruga o quasi, con le sopracciglie scolpite pur elle usa e stravolge il senso del maschile femminile dello spettacolo. Passa dal sadomaso al vintage anni settanta diventando John Travolta e Donna Summer, come se l’Orlando della Woolf prendesse vita in un mega spettacolo, in cui lei è perno ed energia rotante. Le movenze sono maschili, ma lei no, affatto. Tutto le gira intorno, tutto è calcolato nei minimi particolari. Una manager, un faro, una donna uoma che dirige e si diverte di questo suo essere infinita energia. p.s. essendo molto esteti e anche un po’ intellettual chic la serata sconfinata nella notte si è chiusa con la visione di 84 Charing Cross Road con Anne Bancroft e Anthony Hopkins lunedì, ottobre 01, 2007
E' lunedì... ... di nuovo in batteria. Vale la pena rendersene conto subito, quando alle 9.00 si pensa che il lavoro ci permetterà una vita migliore e alle 18.00 si ha qualche dubbio sul senso di tutto. E' solo questione di starci dentro, consapevoli che nella fabbrica di polli le galline ovaiole continuano a sparare fuori uova a ritmo forsennato.. (please schiscia il butun) In fondo che cosa divide il nostro mondo da quello di un pollo? Forse il sabato e la domenica? Forse la possibilità di andare al supermercato? O quella di permettersi una Razione K per la sopravvivenza mentale della truppa? Sister- n°322479 sabato, settembre 22, 2007 Un sabato italiano, quasi Oggi hanno rubato il mercato. Sono scesa per fare la spesa che contrasta gli aumenti autunnali Con la mia borsina e tutte le migliori intenzioni da massaia risparmiosa e niente. Il mercato che copre tutta la via e anche la piazza e scivola giù verso la stazione era sparito. Come me altre massaie, e poi gli extracomunitari ci guardavamo spaesati e risparmiosissimi. Hanno rubato il mercato ci siamo detti telepaticamente e adesso che cosa risparmiamo? Io poi mi sono incollata alla vetrina chic di un posto molto chic a fissare una tarte tatin. E' durato un quarto d'ora. Da massaia riasparmiosa a fiammiferaia scalza il passo è breve. Basta che rubino il mercato del sabato. mercoledì, settembre 05, 2007 Trasloco in corso
domenica se ne sono occupati loro lunedì pausa e... martedì con la special guest... abbiamo affrontato l'insormontabile...
oggi sono entrati in scena i professional
stasera dormo.
giovedì, agosto 30, 2007 Segni del cielo
Mentre portavo i primi scatoloni nella casa nuova si sono aperte le cateratte del cielo e le cronache internet riportano trombe d’aria e allagamenti.
Ho fatto veloce ritorno al desktop.
domenica, agosto 05, 2007
Quaranta! 4 e 0, 4x10, 8x5... splendidi eh Scegliere l’appiglio quando la parete di roccia sta per finire. Salire ancora con la certezza di esserci. Quasi. I piedi che scelgono i punti di appoggio e le dita che si incastrano in mezzo a ciuffi d’erba e arbusti. Un ultimo sforzo ed essere in piedi. Guardare giù verso la scogliera. Chiedersi chissà se ripartissi ora, farei lo stesso percorso e le stesse scelte? Sentirsi immerse nelle correnti di vento che si scontrano su quel punto e tolgono il respiro. Stare lì ancora per qualche minuto. Quasi in apnea.
Ecco ciò che provo. Nei prossimi giorni penserò a voltarmi per vedere dove sono.
mercoledì, luglio 04, 2007 Peer to Peer Se a quest'ora qualcuno gironzola per blog invece che per bar e incontra Doug che scrive in perfetto Splinderese sulle mura del suo blog con la bomboletta... Cervello in manutenzione Mi scuso con lettori e lettrici per il disagio momentaneo. Ti prego di riprovare tra un po'. non ci si può che inchinare a contanto genio, un po' ridacchiando per l'effetto teatrale, e ridacchiando come un bimbo tornare a guardarsi nella pagina e nel video. domenica, maggio 13, 2007 Ah che festa! e già.. ma ve lo ricordate quando...
mercoledì, aprile 11, 2007 E' solo un giro e qualche FA# Oggi mi è scoppiata l'estate addosso. Ed è stato caldo e sensazione di vacanza e voglia di andar via e desiderio di essere al mare e invece ero in treno al caldo di ritorno da Reggio Emilia e poi sono stata in Posta ed era l'avvocato ottuagenario lento e affaticato e perso nel suo tremore davanti a me e poi son arrivata a casa ed è stata meraviglia e poi voglia di ascoltare una voce netta, chiara pulita e forte. E' così che mi è saltata sotto le dita e mi è tornata voglia di suonare. giovedì, febbraio 15, 2007 Trip trip trip Dopo la scienza esatta dello spiedo, in questa città oggi affronteremo lo studio ravvicinato dell'altro prodotto mistico del territorio: la trippa. Tipico cibo da fiera (oggi la città si ferma o quasi per la festa del santo patrono S. Faustino, grazie al quale si dimentica la festa del giorno precedente) la si può mangiare dall'alba in poi (per la gente che fa il mercato è un modo per scaldarsi e per mangiare qualcosa di nutriente- e come afferma qualcuno è un piatto non grasso!!) . Ho inviato un messaggio al mio Gambero Rosso di fiducia che gira per le cucine di osterie e bar la sera precedente per verificare cotture e ingredienti: " Ciao dimmi le tre trippe migliori del 2007" La risposta è stata: " Avvistato Pippo alle 9.30 con trippa e bianchino al Bianchi..." Questa è scienza esatta: si procede solo per esperimenti sul campo. Esco. La scienza mi chiama. domenica, febbraio 04, 2007
Dolce vita Partono i primi accordi di Grace Kelly Blues e penso che questi pezzi sono da ascoltare girando sul transatlantico-panfilo-mercedes dell’esteta, vestita con un abito a trapezio optical. In giro per la città vuota, in mezzo alla notte deserta, con il gruppo al completo, semi silente. Che pace.
Daisies of the Galaxy
Take heart my little friend
And push back your seat Soon we'll be far away Far from the street Where you learned how to be Not what you are Up on the shoulder There is a town With a little motel And an old movie house We'll go to a movie Whatever it is Whatching the movie The world's gonna end And there ain't no place for A boy and his friends to go I'll pick some daisies From the flower bed Of the galaxy theater While you clear your head I thought some daisies Might cheer you up.. sabato, gennaio 13, 2007 Amicizie di una vita, anzi di tre
Ogni anno ricevo una telefonata di auguri per la Befana. E’ un appuntamento fisso da più di 15 anni. Quest’anno un rum di troppo, la sera prima, e l’augurio è slittato ingegneristicamente di 7 giorni esatti.. In due ore abbiamo fatto il punto della situazione sociale, individuale e pure dei libri sul comodino.
Lui: Ma sei sicura? Magari hai dato un giudizio senza conoscerlo.
Io: No. Te lo assicuro, è così.
Lui: Guarda ti spiego, noi ometti abbiamo un modo di fare un po’ rozzo una cosa… ecco…è una questione di meccanica mentale.. è come se noi su sentimenti ed emozioni avessimo il motore di un trattore sovietico e voi donne siete delle Ferrari da gara.
martedì, gennaio 02, 2007 Lo sapevi che... Il dono è quasi meglio di un vaffanculo? L’estate scorsa, in mezzo alla campagna toscana, in cascina, ho trovato nella biblioteca dei padroni di casa un testo che aveva attirato la mia attenzione, dopo qualche giorno che facevo scorrere lo sguardo sui titoli, in cerca di qualche sollecitazione. L’ho preso dallo scaffale in alto. Un testo breve, ed è mia abitudine leggere qualche riga iniziale e poi una pagina a caso, di solito verso la fine. Talmente bello che ne ho preso appunti sul moleskine, che oggi mi è tornato tra le mani.
Così tra definizioni storiche sul Buddha è spuntata una storia che spiegava il senso del Koan, il dare una risposta che non corrisponde logicamente alla domanda. La storiella pressappoco dice che un uomo inseguiva il Buddha insultandolo, dicendo bestemmie e accusandolo. Il Buddha continuava a sorridere tacendo. Ad un tratto, il Buddha si fermò e gli fece una domanda: “Di chi è il dono? Di chi lo fa o di chi lo riceve?” e l’uomo attonito rispose “Di chi lo riceve, ovvio” “Ma se quello che lo riceve lo rifiutasse?” “Rimane a chi lo fa” “Ecco - rispose il Buddha – puoi tornare a casa con il tuo dono”.
Il libro era un bel testo di J.L.Borges, Cos’è il buddismo.
mercoledì, dicembre 27, 2006 OUTING Visto che risulto scontrosa, insofferente, poco attenta nell'ascolto, contradditoria, volubile, non comprensibile, persa, ho deciso "Basta! E' arrivato il momento di dichiarare la mia vera identità!"
Soggetto: Lyla Lay (per la blogosfera: sisternet) venerdì, dicembre 22, 2006 E' quasi Natale, dentro di me
Sono in quella fase di stanchezza di un anno intenso che si sta per allentare. Sono in quell’attimo prima che si stia lasciando andare al dormire. Sono in quel momento prima di decidere che quest’anno lavorativo è finito… f-i-n-i-t-o ed ora ho in tasca un contratto per l’anno prossimo con la cifra in bianco. Fiducia assoluta. Brindo. ora è la stessa sensazione che si prova al 40° chilometro in una maratona. Brinderò e intanto mi regalo questo… perché ho la sensazione dentro di me… quasi di felicità... E sottovoce dico che stiamo sbarcando un centro di ricerca universitario con dignità umana ed è una vera fatica mantenerlo così, in questa autonomia e democrazia interna quasi autarchica "rispetto alle logiche universitarie" di cui sono fiera... via me lo godo questo piccolo territorio conquistato, che in una partita di GO è fondamentale. che nella mia vita è condizione oggi necessaria.
“chiunque stasera abbia gl'occhi per guardare
ha l'invenzione del tramonto fra la mani chiunque stasera non sa più cosa dire ha l'invenzione del silenzio fra le mani …” Pino Marino, non bastano i fiori. L’invenzione di un uomo
giovedì, dicembre 07, 2006 E' notte Come una carezza questa sera la casina-barca è dotata di adsl wireless.fantastico. Il varo della nave è stata accompagnata da Cassandra Wilson, Thunder-bird e dai La Crus, la curva dietro al cuore.Colonne sonore essenziali perchè San Manolito rimettesse a posto i miei pasticci-fai-da-te... e io e Silvy-qui-c'est-moi, la sua compagna, parlassimo di case, tende e universi mondi. Il tutto condito da ottimo Pinot Nero Brunnehof Mazzon 2002 e da cioccolatini fatti a mano dai Ciocolatier di Rue Simon Bolivar. Insomma un varo della navicella che mi porterà chissà verso quali orizzonti. Ora Manolito e Silvy, che avevano partecipato anche al trasloco della casina nella torrida estate, sono a dormire il sonno dei giusti e io mi sto sorseggiando l'ultimo calice... felice. E lo ammetto... anche un po' sbronza. Che vino! Al prossimo Critical Wine sono pronta a ridar vita alla cantinetta... STRINGIMI ANCORA ---------------- Mia piccola stella stringimi a te Mentre le ombre si allungano cosa resta di me? Tutto il cielo è in tempesta ma non qui accanto a te In questo solco di quiete che hai scavato per me Fra le tue braccia non tremo più Ogni dubbio si scioglie e va via Stringimi ancora piccola stella mia Mentre guardo la notte Ripiegarsi su sé io mi sento ubriaco Di tutto questo e di te Fra le tue braccia non tremo più Ogni dubbio si scioglie e va via Stringimi ancora piccola stella mia Resta qui Qui con me. (La Crus, Stringimi ancora) mercoledì, dicembre 06, 2006 Sostenibile a chi?Mentre il mondo esterno attende nevicate e piogge propiziatorie per le prossime vacanze, qui nel centro universitario che si prepara ad affrontare l’Era Glaciale 3 si è messo in atto il modello di sviluppo pseudo-sostenibile denominato da alcuni “Maldive” da altri “Acapulco”. Stiamo diventando un caso da circo clinico.
All’interno dell’edificio si sviluppano almeno 25-28 gradi, crescono palme e noi giriamo con parei e occhiali da sole, maniche corte e infradito. E mentre ufficialmente rilasciamo dichiarazioni sui consumi razionali dell’energia, i condizionatori ci sbattono addosso un caldo estivo che ci sta abbattendo uno ad uno come birilli. Quest’estate era il contrario… si era deciso di sperimentare il modello “kamchatka” togliendolo dal Risiko e dandogli leggitimità geografica e scientifica. Lì si entrava in università e si indossavano MoonBoot e maglioni norvegesi perchè si era intorno ai 17 gradi contro una temperatura esterna superiore ai 30 gradi.
P.S. Dopo aver appurato che il Direttore non ne sa nulla essendo poco umano e quindi non suda, abbiamo capito che dietro tutto questo, rimane il folle gesto del bidello mannaro, che allo scoccare degli equinozi gira e apre tutti condizionatori al massimo o al minimo, in una logica di applicazione del regolamento e non di temperatura.
L'unica è aspettare la luna piena e acciuffarlo...
![]() giovedì, novembre 30, 2006 Note di vita quotidiana: La retata
“Esci con le mani in alto! Anzi no! Non farlo!! Ti ripeto NON FARLO”
Oggi sotto questa minaccia il gorgonzola, sulle sue gambe e sotto scorta, è stato trasferito con la forza, da un angolo del frigorifero al contenitore stradale.
Ora son cazzi dell’inceneritore…
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