| Alice nella città | ||||
CIAO CIAO Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito. E-mail Levoyagedechihiro@libero.it ESISTE UNA BLOGOPALLA PARALLELA? ENTRA NEL MONDO DI SWURF! RIVOLUZIONE! RIVOLUZIONE! Controinformazione#0: Le città del sapere... Controinformazione#1: Al Jazeera dice che... Controinformazione#2: La BBC dice che... Controinformazione#3: El Pais dice che... Controinformazione#4: Da noi si mormora che... Controazione##: Per vivere meglio oggi e domani. Categorie ai ran iu ran barlafus brunobruno le avventure di grande casco mavalàvalà mondialcoscia ritratti sensi liberi sister jena tempi liberati Oggi in cuffia somafm.com/[default] Miles Davis, Kind of blue Stefano Bollani, Carioca Stefano Bollani, Les Fleurs Bleues Oggi accanto al futon Il Manifesto+Alias+LeMondeDipl (tutto On Web) Le letture accanto al futon: La chef&somellier di casa ha preparato pomodori, peperoni in cruditè Si mangia con il desiderio, la memoria e l'immaginazione [occhi, naso, palato] Divertente, come le fiabe Guida diretta e schietta, dalla colazione alla cena con le stellette ci sguazzo tutto il giorno Sotto la luna uno stato di parole Monster&C: tra un PC e un girarrosto Le avventure di BGMole (new entry) UnUomodaMarciapiede Chamber? Quello! Leshaèmiamica (newentry) Estetico stomp Una bionda a colazione Il topo più vip di Springfield Settore Runningdim:4x72x35 L'amica sfranta 6gradidiseparazione_l'AliceScrittrice Toctocilsoleètramontato Scusiaveteunasingola? L'espertone Ciao uzi! Il maratoneta ritrovato L'uomo invisibile Eddie: l'extra_terrestre Un giorno, in Piazza Maggiore Kairos Miagolii in riva al lago Aah, Amsterdam... My name is RCL Ceniamo insieme? l'Angolo SisterMusik Fredda Norvegia Sincronie multimediali Staalplat: elettronica quotidiana blog archivio oggi luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 luglio 2003 giugno 2003 maggio 2003 counter visitato *loading* volte ![]() |
martedì, luglio 01, 2008 Walk about
Ora che io mi appassioni a Lost è un dato di fatto. Non mi interessa capire la storia, le serie precedenti. E' come una seduta di shi atsu. Mica ti chiedi che sente attraverso gli indumenti. Aspetti che qualcosa si smuova. Impercettibilmente. A rilascio lento, lentissimo. Che un giorno ti svegli e ti chiedi che cosa ti aveva spinto alla seduta. Scavi, scavi. Cerchi. Ma in quel punto della memoria è scomparso. Chissà dove si sarà annidato. Magari è solo evaporato. Ecco. E se stasera la puntata finisce che semplicemente per salvare l'isola occorre spostarla, magari con un joystick nascosto nella palma X, che però non è stato ancora svelato. Forse. Ecco. A chi mi dice di vedere tutto quello che c'era prima di questa battuta, io ringrazio che stia per venire il temporale. giovedì, marzo 20, 2008 ![]() Il mondo? E solo un geode... Questa sera ho ripreso al corso di disegno dal vero le teorie e la pratica circa il punto dell'osservatore e i punti di fuga. Probabilmente è vero, pensavo, a quarant'anni si imparano ancora molte cose, e con il dito sporco di fusaggine ombreggiavo e disegnavo tondi e righe e... Ad un certo punto il maestro si è avvicinato e ha detto "non è tutto matematico e scientifico... le ombre sono più sfumate, anzi possono esserlo in modo dinamico, così". E io ho sorriso perchè una parte di me, quella bambina, vede il mondo a cubi e coni e prismi. Basta farla saltar fuori. In fondo una caffettiera è solo fatta da tre prismi conici tagliati ed un'astronave solo da due... ![]() domenica, marzo 09, 2008 Buona giornata, ragazza.
![]() Ormai sulla filosofia da adottare ci si affida alle sceneggiature di film e telefilm. E ce ne sono alcuni che son meglio della Bibbia. Così ieri la mia amica M. mi ha spedito questa: Buona giornata, ragazza. 08/03/08 FeStaDellAdOnnA Forse certe donne non sono fatte per essere domate, forse hanno bisogno di restare libere finchè non trovano qualcuno di altrettanto selvaggio con cui correre. Carrie Bradshaw sabato, marzo 08, 2008 Macchinetta bastarda
![]() bella è bella. geniale anche. ma provate in un'ora a disegnarla dal vivo più volte e vedrete che quel cazzo di fanali e la sagoma così squadrata inizierete un po' ad odiarli. (la stanzona di casa mia occupata da cavalletti dalle zampe lunghe e affusolate e da sei esseri con le dita sporche di carboncino, anzi di fusaggine, è la scena più divertente dell'ultimo mese. Ovviamente fonderemo una Scuola, poi forse anche un partito, forse) lunedì, marzo 03, 2008 Somellier prego
Giro in bici in città. Ci cammino io in quelli che si chiamano Canyon, che non sono altro che le stradine del centro. Palazzi alti e strade strette. Ci gironzolo. E respiro. Inalo. E al mattino che ho i polmoni aperti insieme ai pensieri e ai desideri sportivi e anche alle velleità precolazione io sento. Sento non più gli odori di friggitoria, di caffè o kebab. No. In quella nebbia che tiene a terra tutto si sente l'odore, il puzzo. Qui è benzene, lì polveri di combustione. Là sembra più gomma con un aroma di zolfo. Qui invece è kerosene. Lì è ozono da insolazione. Altro che polveri fini. Anche le geniale dopo 15 giorni in strada sembra un batuffolo di polvere con le ruote. E io sembro una centralina di rilevazione inquinamenti, anzi un nasorimetro di effetti urbani. Magari un sommelier da laboratorio. domenica, febbraio 10, 2008 Desideri
Ecco. In questo momento preciso indosserei una tuta acrilica rossa con le bande laterali e la staffa da mettere sotto il piede per tenere teso il pantalone, come se fossi un ginnasta, come se tornassi agli anni settanta. Poi accenderei il televisore, mi sintonizzerei sulla Televisione della Svizzera Italiana e davanti al programma di presciistica farei gli esercizi davanti al video. Ma il bello sarebbe aspettare la simulazione finale della discesa, in televisione, in posizione a uovo per tutta la discesa. Mantenendo quella posizione lì, con grande sforzo in salotto davanti alla TV. mercoledì, gennaio 30, 2008 Che cosa augurarci? Ieri Grande casco mi ha utilizzato come pietra di scambio come se fossi una Sister-Grande Casco. Manco fossi Mastella. Fa grandi porcate e poi zic tira fuori la carta dalla manica: Wow Sister! Ma ero reduce dalla Giornata della Memoria e da un favoloso concerto dei Klezmatics e lui non sapeva che mentre nel mio ufficio guardandosi le scarpe ripeteva: "vedi io non sono ambizioso" e poi "Vedi io sto facendo così. Ma perchè devo" e poi ancora "vero che sono stato bravo e corretto e generoso e..." che a me continuava a girare nel cervello questa: (...) Il testo è di Woody Guthrie Loro sono i Klezmatics. E il mio capo, Grande Casco è solo un pirla pericoloso. postato da sisternet |
categoRia tempi liberati, le avventure di grande casco |
23:07 | commenti (1)
mercoledì, dicembre 19, 2007 La realtà supera Gianni Rodari
Oggi sono stata ad un incontro a Reggio. Nella tavola rotonda hanno presentato il parere di Pino il Cittadino che ha esordito 'Sono Pino e ho un bel giardino. Lo riconoscono tutti e dicono: "E' quello di Pino che alleva farfalle ed api".' (ps. Non abitava a Montecavolo, altrimenti era veramente una favola) venerdì, novembre 30, 2007 Sono trooooppo avanti....
![]() Leone (23 luglio - 22 agosto) "Se l'amore non è follia, allora non è amore", diceva il drammaturgo spagnolo Pedro Calderón de la Barca. Ma secondo la mia analisi dei presagi astrali, Leone, nelle prossime settimane smentirai categoricamente questa teoria. Anzi, scommetto che l'amore ti renderà assolutamente sano da legare. Ti calmerà, curerà una o due delle tue ferite, migliorerà la tua vista, ti aiuterà a capire meglio te stesso, favorirà la digestione e ti spingerà a essere più tollerante e indulgente nei confronti del mondo. domenica, novembre 25, 2007 Hard Cuisine
Lettura consigliata solo ad un pubblico carnivoro, adulto e consenziente alle sperimentazioni enogastronomiche hard. Chiudo gli occhi e torno indietro con la mia macchina del tempo emozionale. E’ mercoledì sera. Il ristorante chiuso al pubblico ha aperto una saletta per pochi intimi sperimentatori. Siamo in undici esseri un po’ intimiditi dalla sfida che ci aspetta. Il tavolo quadrato enorme. La tovaglia bianca. I bicchieri per i vini e l’acqua, poca. Intorno un arredamento caldo e accogliente. Il cuoco si affaccia impaziente. E’ solo a gestire tutto, dalla preparazione al servizio. Arrivano in tavola le prime bottiglie di Erbaluce di Calusco cantina Antoniolo. Eccellente miscela di profumi e acidità. Lo stomaco e il palato si adattano all’attesa. I discorsi si fanno leggeri. Alcuni sono per me conoscenze superficiali. Nessun dialogo instaurato, nessun passato comune. Addirittura mi sono stupita di vederli qui. Altri sono a me più vicini nell’estetica di altre serate già condivise. Arriva in tavola il primo assaggio. Lumache al vapore con una cimetta di cavolfiore. Un sottile filo d’olio di Marone (lago d’Iseo) ad unire il tutto. La lumaca offre in pieno dolcezza, consistenza elastica e perfino un sottile profumo di verdure. E’ un invito alla lentezza, all’assaporamento. Sembra banale, ma è l’inizio del confronto aperto. Una partenza chiara: sapore della materia prima senza paraventi. Un modo per mettere da subito le carte in tavola senza reticenze. Ed è una partenza eccezionale: Giuseppe, il cuoco, è andato personalmente a prenderle da un allevatore in alta Valcamonica due giorni prima. Ce lo racconta mentre porta altre bottiglie di Erbaluce. Sorrido. La serata si profila bene. Il tempo di un confronto sul primo piatto. Al palato un sussurro, un sospiro, un alternarsi di antennine. Ed ecco che balziamo alle lumache alla borgognona . Servite in piccoli piatti da condividere, nel loro guscio sottile, fragile. Il burro di malga fa da supporto ad un sapore da estasi pura. L’Erbaluce rimane giustamente un sottofondo, un basso continuo che offre solo la sponda alla goduria da vertigine. Dalla cucina arriva il rumore del mantecamento. Giuseppe passa a togliere piatti e a scambiare sguardi e impressioni aperte. Arriva un risottino in cui la lumaca scende da protagonista a semplice compagna. Un nuovo gioco di ruoli dunque. La tensione del sapore si distende. E si pensa a quanto avverrà dopo. A fianco, silenzioso, Giuseppe ordina su un piano di servizio i piatti e le posate e assiste pressoché nascosto all’attenzione comune a come si sta rispondendo alle sue proposte e ai suoi inviti. Arriva a tavola il Gattinara cantina Antoniolo insieme alla sensazione di un cambio di passo. Uno Chablis del 93 suggella l’esperienza. Ora il gioco si inasprisce. Spiedino di lumache in pancetta con carote a bastoncino saltate con uno spicchio d’aglio fresco in camicia. Divertente. Molto. Si parla di verdure, di tempi di raccolto e delle tecniche di preparazione e di cottura delle lumache. Quindi si scende a lumache con spinaci, tipiche di questa zona e si chiude con lumache piccanti con pomodoro fresco saltato. Un vero concerto con apertura, pezzi forti e chiusure dei sensi prima aperti. Quindi è il momento della condivisione verbale delle sensazioni con Giuseppe. In accompagnamento alla chiacchiera da fine serata emozionalmente densa: formaggio Silter preso in Valle, una, introvabile altrove, maronata Andrini di Gottolengo a fette e acquavite di prugne Neri di Trento. E' stato quando Giuseppe si è seduto agli angoli del tavolo con un bicchiere in mano stanco e soddisfatto, che mi sono resa conto della somiglianza impressionante con Bruno Ganz. Ma ormai gli applausi a scena aperta delle mie papille gustative erano arrivati al culmine. Una curiosità: sembra che ne documenti della Chiesa preconciliare, le lumache siano state considerate al pari delle verdure e del pesce. Era l’unico modo per mangiarle anche nei venerdì di penitenza. giovedì, novembre 22, 2007 Domani ve lo racconto...
![]() esiste un nesso, una geniale concatenazione tra questi esseri per dare vita ad una serata geniale e sorprendente. Ora dormo contenta. Domani dico. mercoledì, ottobre 31, 2007 Nella pasticceria più bonton di questa città
dialogo tra madre louis vittoun e figliolo sotto il metro con in mano una bustina di zucchero - Mamma ma questo è lo zucchero di canne? E lei con fare annoiato e leggermente scocciato - No, Gustavo si dice zucchero di canna - Ah ce ne mettono una sola? lunedì, luglio 23, 2007 Letture da spiaggia: "La civiltà si vede dai libri"
Giovannino Passalacqua aprì la busta e ne uscì un foglio e un assegno circolare. La lettera diceva più o meno “caro Giovannino, non vorremmo perdere l’occasione di avere la sua prodigiosa genialità nel nostro catalogo. Noi, anticipando tutti i nostro concorrenti, le proponiamo un contratto con noi a vita e per farle capire che facciamo sul serio le inviamo questo piccolo anticipo e le assicuriamo anche la vittoria del Premio Letterario Piccomaniello dell’anno prossimo.” E poi seguiva la firma autografa di quello che era l’amministratore delegato della casa editrice più antica di regime.
Giovannino guardò l’importo e si sedette. Più o meno sei mesi di onesto lavoro al cantiere. Si trattava sicuramente di un errore. Prese il telefono e chiamò la sede della superCasaEditrice. Superò immediatamente tutti i filtri segretariati e gli fu passato il megadirettore di collana. Non c’era errore. Era chiarissimo: era lui. Si chiese e lo chiese, quasi soprappensiero, quando mai avesse mandato due righe neanche di fattura a loro. Scriveva sì e no due lettere all’anno e solo se costretto da eventi drammatici.
Il direttore non aspettava altro. Erano stati i servizi segreti a segnalarlo. Rimase di sasso. Anzi era stato il generale, un letterato, un amante della bella scrittura, direi – il direttore di collana ne sembrava quasi lusingato nel pronunciare quel nome e continuò. Certo erano stati loro che avevano attivato un controllo su parole chiave vocali e scritte con un nuovo progetto riservato dal titolo “B e non più B”. Che stava per Bombe etc, insomma un’idea di lotta al terrorurbano che impestava quartieri e aeroporti. Insomma c’era stato un equivoco visto che lei, posso darle del tu? Ecco tu scrivevi e parlavi con B, Barbara la bomba. Ecco a noi interessava continuare quello che lei, pardon tu scrivevi, quel gioco tra amore e morte, quel…Giovannino respirò profondamente, salutò e chiuse la telefonata. Immediatamente erano saliti a galla i ricordi di Barbara. Appena pensava di averla messa definitivamente via, si riproponeva, così, naturale. Tre anni e ancora lì a far riaprire ferite e sprazzi di parole, ricordi di sguardi, possibilità. Prese un foglio e scrisse in stampatello la risposta alla casa editrice. L’assegno se lo mise in tasca. Non gliene fregava niente e quello era il rimborso della ferita riaperta. Spedì il tutto e non ci pensò più.
La settimana dopo mentre passava in autobus davanti alla grande libreria del centro vide la sua facciona in una foto bianco e nero enorme e l’intera vetrina con il suo nome che si ripeteva come in un gioco virtuale. Corse giù in volata alla prima fermata. Entrò e ne prese uno dalla vetrina. Un solo foglio all’interno e si rilesse: “M’importa na’ sega!”. Girò il libro, in copertina le critiche “favoloso: il primo romanzo, non romanzo in un clic”; e un altro “geniale” e poi ancora “nulla a confronto con quello che avete letto fino ad ora”. Giovannino voleva accasciarsi, ma le fan intorno si erano assiepate e già gli chiedevano dediche e autografi. Nulla da fare, il Premio Letterario Piccomaniello era già nelle sue mani.
giovedì, luglio 19, 2007 Letture da spiaggia: Ehi Proffe (tutto vero e tratto dalla relazione finale di uno studente che ha frequentato un corso di formazione in università) Ho fatto il corso di formazione perchè, mi sembrava un'ottima opportunità per migliorare e incrementare la mia professionalità. Ma col passare del tempo mi sono ricreduto per due sostanziali motivi. Il primo motivo è: A mio parere la maggioranza o la quasi totalità delle lesioni si sono svolte in maniera sbagliata, perchè trovo improbabile che una persona possa ascoltare interessata una lezione su argomenti bene o male, o per niente conosciuti per quattro o otto ore senza annoiarsi. Lezioni svolte da ingenieri che parlano senza sosta , e senza farci fare qualunque tipo di esercizio pratico, (esempio problemi) che ti possa fare apprendere meglio e più velocemente. Secondo motivo: perchè è impensabile svolgere un lavoro che viene fatto già da ingenieri (tra i qualli ci sono quelli che sono venuti a farci lezione) molto ma molto ma molto!!! più preparati di noi; per quanto riguarda le nozioni di base. Per nozioni di base intendo, la teoria, le formule, i calcoli, le conoscenze e l'esperienza, che già possiedono perchè da tempo svolgono quel mestiere. Non ci sarebbe competizione nel mercato del lavoro, e come fare una gara di velocità su un tracciato retilineo di cento metri tra una Fiat 500 con uan ruota buca, e una Ferrari Testarossa. Magari la Fiat500 arriva anche al traguardo, ma la Ferrari Testarossa arriva prima ma molto prima, e in che stile. (...) Nulla sfugge al nostro Rob... e fra poco nemmeno a me...
Come potrei descrivere la fase che stai attraversando? Stai tornando a casa dopo uno straziante viaggio negli abissi? O stai per lanciarti in una ricerca nel cuore di un'accecante promessa che ti ha fatto l'alba? Stranamente, Leone, stai facendo entrambe le cose. Vai e vieni allo stesso tempo. Hai imparato una vecchia lezione e stai cominciando un nuovo corso di studi. Gli aneliti futuri si mescolano con gli ultimi rantoli del passato. ecco li definirei rantoli,... anche se era la discussione del dottorato. Close. Finito. End. Stop. Finish. I am a doctor. Non so guardare le tonsille, come sperava mia nipote, ma poco ci manca... ormai faccio tutto. Voi chiedete e l'oracolo vi risponderà... mercoledì, luglio 04, 2007 Peer to Peer Se a quest'ora qualcuno gironzola per blog invece che per bar e incontra Doug che scrive in perfetto Splinderese sulle mura del suo blog con la bomboletta... Cervello in manutenzione Mi scuso con lettori e lettrici per il disagio momentaneo. Ti prego di riprovare tra un po'. non ci si può che inchinare a contanto genio, un po' ridacchiando per l'effetto teatrale, e ridacchiando come un bimbo tornare a guardarsi nella pagina e nel video. venerdì, maggio 18, 2007 Scusi dov'è il Bagno "da Gino-il bagnino"? Stamani c'è un'aria frizzante in città. Sembra di sentire odore di focaccia, di olii abbronzanti alla noce e anche la gente con gli occhiali da sole ha la faccia di chi porta i teli da spiaggia nelle borse. Agli incroci mi giro per vedere se riesco a vedere dov'è il mare. Scendo a prendere un ghiacciolo al limon.
venerdì, marzo 16, 2007 Aan brusàa la vecia
Ieri sera a Belleville era giovedì grasso.
Era il giovedì grasso di metà quaresima.
Era il giovedì in cui si brucia la vecia e tutte le paure che si vogliono bruciare.
L’Anno scorso le paure erano rappresentate da un’enorme televisione di cartapesta (che non aveva preso fuoco immediatamente come un aruspicio etrusco del dramma delle elezioni politiche) e quest’anno da un mappamondo con in cima la raffigurazione di inceneritori.
Il profumo di salamina si spandeva per le vie e per tornare a casa ho fatto un giro largo con la gazelle per passarci apposta vicino e controllare la preparazione. Una nube di fumo regnava sopra la griglia.
La banda ha suonato musiche con una grazia e una tecnica inaudite. Le salamine costavano 1,50 e un bicchiere di vino 0,50.
E c’era tutto il quartiere o quasi. Alla fine tutti sapevano di salamina, i vestiti i capelli anche gli alberi, le case, le auto i pensieri. Stamani il mondo si è svegliato a forma di enorme panino alla salamina.
sabato, marzo 10, 2007
Ho indossato una magliettina a righe. Non sparate sul pianista domenica, febbraio 25, 2007 Domenica senza auto: Esperienze olfattive Stamani mi sono fatta un giro in bici fino alla pasticceria che usa burro anche nelle brioche. Ci sono andata apposta: volevo vedere questa città senza le auto. Insomma con un po' meno auto. Non so se funziona sulla qualità complessiva dell'aria. Penso solo che il miglioramento sarà piccolo, come una briciola in mezzo al mare. Ma stamani ho sentito il profumo della terra bagnata dopo la pioggia e ho sentito l'odore delle foglie, senza il solito retrogusto di benzene e metalli pesanti. E' stato un flash negli odori in memoria. Queste domeniche fanno bene anche solo alle ram delle emozioni ecologiche. Per il resto della settimana saprò che cosa mi perdo. Mi è tornata a galla. Anzi cominciamo a farne di nuovo esperienza. domenica, febbraio 04, 2007
Dolce vita Partono i primi accordi di Grace Kelly Blues e penso che questi pezzi sono da ascoltare girando sul transatlantico-panfilo-mercedes dell’esteta, vestita con un abito a trapezio optical. In giro per la città vuota, in mezzo alla notte deserta, con il gruppo al completo, semi silente. Che pace.
Daisies of the Galaxy
Take heart my little friend
And push back your seat Soon we'll be far away Far from the street Where you learned how to be Not what you are Up on the shoulder There is a town With a little motel And an old movie house We'll go to a movie Whatever it is Whatching the movie The world's gonna end And there ain't no place for A boy and his friends to go I'll pick some daisies From the flower bed Of the galaxy theater While you clear your head I thought some daisies Might cheer you up.. lunedì, gennaio 29, 2007 io manifesto e tu?
se riesco a farmi dare il consenso, lo inserisco nel template... ma da oggi sono abbonata via web! che figata mercoledì, gennaio 24, 2007 BINGO!!! Ho scoperto che fare nella vita... disse lei continuando a mezzanotte a digitare documenti e scritti in parte per sè, in parte per il futuro prossimo e in parte da "consegnare per ieri" IO VADO IN BANCA - GUFI (1966) (...) Io vado in banca Voglio andare a Como ogni domenica Io vado in banca stipendio fisso domenica, gennaio 21, 2007 Che domenica bestiale!
domenica, gennaio 14, 2007 Una scoperta nordicaCopenaghen mi piace. Anni fa avevo pensato che fosse un posto nel Nord Europa dove mi sarebbe piaciuto abitare. Forse il punto più a Nord dove avrei vissuto a mio agio. Poi ho scoperto Stoccolma, leggermente più a Nord. A Copenaghen sono transitata diverse volte. Spesso le città e il mood del Paese si vedono dall’aeroporto. A Copenaghen in aeroporto non ci sono annunci da altoparlante, se non per i richiami dei passeggeri persi tra check-in e gate. E’ vietato. Silenzio e atmosfere da sale d’aspetto di un centro medico, di una fermata di autobus. La prima volta mi ha sbilanciato le percezioni di sicurezza: ho cercato i video per orientarmi. Poi mi ci sono abituata. Ad Aarhus che è ancora più a Nord le piste d’atterraggio sono attraversati da personale d’aeroporto che circola in bicicletta, mica sulle classiche macchinine di servizio. Copenaghen l’ho visitata velocemente in una giornata: i canali, le ampie strade, le piste ciclabili e i tram, le gallerie d’arte, le chiese e i palazzi bianchi e imponenti. Questa è per me la Danimarca, la sua parte cittadina.
Ho visto due film danesi, ultimamente, con un attore che rappresenta bene il senso della gente di Danimarca, Mads Mikkelsen. Cambia volto, gestualità con la sobrietà, la naturalezza e il silenzio di questa terra.
![]() ![]() ![]() Ne Le mele d’Adamo (2006) era un pastore protestante pazzo, talmente illogico da rendere inoffensivo le rabbie di un neofascista in modalità talmente surreali da portare il film noir ad essere comico e nello stesso tempo intenso. In Dopo il matrimonio (2006) di Susanne Bier i primissimi piani degli sguardi, della sua sigaretta perennemente accesa, la laconicità, il lento sgretolarsi della rigidità del volto insieme alle sue certezze, e allo spostarsi dei suoi desideri lo hanno portato in vetta alla mia personalissima classifica dei migliori attori di quest’ultimo anno. Dalla stanza di albergo di Jacob, interpretato da Mikkelsen, si vede dall’alto Copenaghen e la sua linearità nordica, quell’esserci senza apparire, che mi fa impazzire. “Dopo il matrimonio” è un film sull’essere qui, sul cambiamento degli orizzonti vitali e l’accettazione del limite, ma trattato sempre con lievità e distacco. I piani sequenza diventano improvvisamente primissimi piani su particolari di sguardi, pelle, che mi hanno fatto di colpo saltare nei ricordi "Garage Demy" di Agnès Varda. Qui e lì la videocamera raccoglie improvvisamente i particolari fisici come in fotogrammi emozionali, che interrompono lo scorrere della narrazione e oltrepassano il senso di distacco e la morte. Insomma un altro pezzo di Danimarca, ma anche un piccolissimo pezzo di mondo. Il mio.
P.s. Mads Mikkersen ha una parte anche in Casino Royale, a questo punto vederlo ne vale la pena, malgrado Craig.
giovedì, gennaio 04, 2007 Oggi ho una voglia pazzesca di...
sentirmi così. lunedì, gennaio 01, 2007 La fine e l'inizio
Le luci pulsanti della città sterminata ai piedi della collina. I fuochi artificiali che si alzano facendo indovinare i luoghi dei lanci e delle grandi feste in corso. Fuori da casa al freddo ero felice.
In mezzo alla tribù di Belleville in trasferta si è chiuso così uno degli anni di svolta della mia vita. Ero lì fuori e ho brindato a tutto questo. Dolori, gioie, fatiche, confusioni, baci, sentimenti, emozioni, frazioni di minuti, la visione del lago e del Monte Rosa che ora vedrò poco, gli angoli di questa città che avverto come già abitudini, impressi sul nastro della mia memoria. Ogni ricordo un sorso di spumante che rende tutto un po’ dorato. Oggi, per caso, mi sono imbattuta in questo testo. E' la seconda volta in pochi giorni. Prima a casa di amici, oggi sfogliando svogliatamente internet. E' segno che queste parole mi stanno cercando. Come accade per i libri... ed è un augurio per tutti quelli che ieri sera erano in pano, per quelli che erano in città e per chi era in un altro posto. Insomma per tutte e tutti quelli che conosco.
Amore dopo amore - Derek Walcott
Tempo verrà in cui, con esultanza, saluterai te stesso arrivato alla tua porta, nel tuo proprio specchio, e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro, e dirà: Siedi qui. Mangia. Amerai di nuovo lo straniero, che era il tuo Io. Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore a se stesso, allo straniero che ti ha amato per tutta la tua vita, che hai ignorato per un altro e che ti sa a memoria. Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore, le fotografie, le note disperate, sbuccia via dallo specchio la tua immagine. Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola. domenica, dicembre 31, 2006 AUGURI!!!!
mercoledì, dicembre 27, 2006 OUTING Visto che risulto scontrosa, insofferente, poco attenta nell'ascolto, contradditoria, volubile, non comprensibile, persa, ho deciso "Basta! E' arrivato il momento di dichiarare la mia vera identità!"
Soggetto: Lyla Lay (per la blogosfera: sisternet) giovedì, dicembre 07, 2006 E' notte Come una carezza questa sera la casina-barca è dotata di adsl wireless.fantastico. Il varo della nave è stata accompagnata da Cassandra Wilson, Thunder-bird e dai La Crus, la curva dietro al cuore.Colonne sonore essenziali perchè San Manolito rimettesse a posto i miei pasticci-fai-da-te... e io e Silvy-qui-c'est-moi, la sua compagna, parlassimo di case, tende e universi mondi. Il tutto condito da ottimo Pinot Nero Brunnehof Mazzon 2002 e da cioccolatini fatti a mano dai Ciocolatier di Rue Simon Bolivar. Insomma un varo della navicella che mi porterà chissà verso quali orizzonti. Ora Manolito e Silvy, che avevano partecipato anche al trasloco della casina nella torrida estate, sono a dormire il sonno dei giusti e io mi sto sorseggiando l'ultimo calice... felice. E lo ammetto... anche un po' sbronza. Che vino! Al prossimo Critical Wine sono pronta a ridar vita alla cantinetta... STRINGIMI ANCORA ---------------- Mia piccola stella stringimi a te Mentre le ombre si allungano cosa resta di me? Tutto il cielo è in tempesta ma non qui accanto a te In questo solco di quiete che hai scavato per me Fra le tue braccia non tremo più Ogni dubbio si scioglie e va via Stringimi ancora piccola stella mia Mentre guardo la notte Ripiegarsi su sé io mi sento ubriaco Di tutto questo e di te Fra le tue braccia non tremo più Ogni dubbio si scioglie e va via Stringimi ancora piccola stella mia Resta qui Qui con me. (La Crus, Stringimi ancora) |